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Juve, ecco perché Pogba avrà il 10. Tensione dopo i quattro infortuni. Marotta insiste per Benatia e Goetze. Stop Draxler. Vazquez piace. Milan, oggi Romagnoli. Roma pazza di Dzeko. Inter, troppi no. Fiorentina, Borini e Kalinic in attacco

Giornalista professionista e scrittore, editorialista del Quotidiano Sportivo che ha rifondato e diretto per cinque anni. Opinionista radio e tv. Twitter @EnzoBucchioni
07.08.2015 07.47 di Enzo Bucchioni   articolo letto 140196 volte
© foto di Federico De Luca 2014

La maglia numero dieci, storica e dico poco, sulle spalle di Pogba annunciata in pompa magna dalla Juventus sui social network ha diversi significati. Il primo, quello più importante: il giocatore per quest'anno è definitivamente fuori dal mercato. Fino alle ultime dichiarazioni ufficiali del presidente Agnelli tutte le soluzioni erano ancora praticabili, soprattutto in presenza di offerte vicine ai cento milioni. Dopo la cessione di Vidal si è cercata per Pogba una soluzione vendo oggi il cartellino e tengo ancora un anno il giocatore, ma la trattativa con il Barcellona è sfumata con la sconfitta di Laporta per la presidenza del club catalano.

Oggi, visto che le offerte monstre non sono arrivate e la Juventus è in grande difficoltà per la rifondazione in atto e i numerosi infortuni, la società e l'allenatore hanno deciso di puntare tutto su Pogba, lo hanno investito di una grande responsabilità con la volontà di farlo diventare l'uomo-simbolo dei bianconeri.

Il discorso ha anche risvolti tecnici. Pogba non può fare il dieci classico, ha altre caratteristiche. Si esprime meglio partendo da dietro, andando negli spazi, non ha l'agilità e la capacità di saltare l'uomo nel breve, ma Allegri sta pensando di utilizzarlo come faceva con Boateng nel Milan e come in sostanza a volte ha fatto anche Vidal nella Juve. Un trequartista anomalo, in grado di partire da destra o da sinistra, tagliare per ricevere palla, fare spazio agli attaccanti e sfruttare il tiro micidiale. Insomma Pogba diventa un punto focale di una nuova Juve che, come ha detto Allegri ieri, ha bisogno di tempo per crescere e tornare ad essere una squadra vera. Tempo e giocatori.

I quattro infortuni muscolari (Chiellini, Barzagli, Morata e Khedira) hanno scatenato molte polemiche anche all'interno del gruppo che la Juve è riuscita a gestire con la solita maestria. I senatori non avrebbero gradito una preparazione troppo intensa, diversa da quella di Conte. Si spiega anche così il tweet di ieri di Allegri che ha chiesto tempo e pazienza ai tifosi.

Comunque la Juve deve tornare sul mercato per completare la trasformazione e se Pogba avrà il dieci, servono comunque un centrocampista, un uomo di fantasia e un difensore. Dato per scontato l'arrivo di Siqueira anche se l'Atletico fa resistenza sulle modalità del contratto, Marotta sta comunque lavorando su varie ipotesi anche dalla Cina.

La supercoppa ha rallentato le operazioni, ma il dg bianconero sta tornando pesantemente sul Bayern per sfruttare gli ottimi rapporti con il club tedesco dopo la cessione di Vidal. A convincerlo a chiamare Rummenigge è stato l'ennesimo sfogo anti-Guardiola di Goetze. Perché non provare a far cambiare aria al tedesco per un anno, per rilanciarlo sapendo che l'anno prossimo Guardiola se ne andrà? Ma l'idea di Marotta è di fare l'accoppiata Goetze-Benatia. Ci proverà fino all'ultimo. Come ultima è l'offerta allo Schalke per Draxler (15 milioni + 9 di bonus), prendere o lasciare, la Juve non andrà oltre. In attesa si tiene caldo il palermitano Vazquez che piaceva in coppia con Dybala e poi era stato abbandonato per la richiesta troppo alta di Zamparini. La pista torna buona. Come buoni sono sempre Witsel, Rabiot e Gundogan. Vedremo.

Di un grande centrocampista ha bisogno anche il Milan e Mihajlovic l'ha detto e ridetto a Galliani. Lo Zenit non molla per Witsel (neanche con la Juve), serve comunque un leader che sappia guidare la squadra.

Intanto Romagnoli dovrebbe essere annunciato oggi dopo che la Roma è riuscita ad eccitare la piazza con il doppio colpo Dzeko e Salah. L'ex centroavanti del City è il giocatore che serviva, ora dovrà essere dato un senso nuovo all'utilizzo di Totti, non più titolare fisso, ma Grande Vecchio utilizzabile nei momenti più importanti. Su Salah pende la vicenda con la Fiorentina, rischia sei mesi di squalifica, ma nei prossimi giorni Roma e Chelsea potrebbero fare una proposta tecnica ai viola per far ritirare la denuncia alla Fifa. Alla Fiorentina piacerebbe molto il prestito di un anno di Iturbe, un giocatore da rilanciare e dal ruolo simile a quello di Salah. Vedremo.

A proposito di Fiorentina, ieri passi in avanti per la coppia di attaccanti che la viola cercava. Un centroavanti di peso atletico, alter ego di Babacar, è stato individuato in Nikola Kalinic, 27 anni, croato, esperienze anche in Inghilterra, attualmente in forza alla rivelazione Dnipro.

Kalinic lo conosce e lo vuole fortemente Sousa, è valutato attorno ai sette milioni di euro. Passi in avanti decisivi anche per Fabio Borini, attaccante esterno inseguito da tempo. Nella trasferta londinese c'è stato un incontro tra Fiorentina e Liverpool, la fumata bianca è vicina anche perché il giocatore vuole fortemente l'Italia per provare a riconquistare la maglia azzurra per gli europei.

Momento di stasi e di riflessione invece, nel mercato dell'Inter. I troppi no dei sei-sette giocatori in uscita che potrebbero portare una cinquantina di milioni nelle casse nerazzurre, condizionano il momento. Mancini vuole un esterno e Perisic è congelato. Il Genoa offre Perotti che è più offensivo. Bloccata anche l'operazione Melo, il Galatasaray chiede tre milioni, l'Inter aspetta, ma i nomi sono questi e arriveranno. I botti prima di Ferragosto.

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