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Editoriale

Juve, Inter e Milan su Lavezzi. Dietro il no di Pirlo a Mancini c'è Marotta. Conte tra Milan e Roma. Montella, giorno decisivo. Alonso, tutto sul rinnovo...

Giornalista professionista e scrittore, editorialista del Quotidiano Sportivo che ha rifondato e diretto per cinque anni. Opinionista radio e tv. Twitter @EnzoBucchioni
13.11.2015 08.08 di Enzo Bucchioni   articolo letto 54510 volte
© foto di Federico De Luca

Ennesima conferma delle difficoltà economiche del calcio italiano, qualora ce ne fosse bisogno. Dopo l'Inter e la Juventus è piombato su Lavezzi anche il Milan. Chi la spunterà? Difficile dirlo, più facile constatare come un giocatore di 30 anni possa far gola soltanto perché è in scadenza l'anno prossimo, non vuole rinnovare con il Psg quindi si può prendere con 3-4 milioni. Lui vuole un biennale a tre milioni, ma questo non è un problema. Nella Juventus potrebbe diventare l'esterno destro (con Cuadrado a sinistra) nel 4-3-3 e la società torinese continua ad essere in pole-position. Allegri avrebbe un altro giocatore di fascia che salta l'uomo, ma aiuta anche la squadra, consentendo a Morata di tornare a fare il centroavanti in alternativa a Mandzukic. L'Inter che era partita per prima, ha un po' allentato la presa, ma l'argentino è sempre nel taccuino di Mancini. L'ultima idea l'ha avuta Mihajlovic che sta cercando di trovare il giusto equilibrio per il suo Milan, impresa fino ad oggi complicata. Miha vorrebbe seguire l'idea di Berlusconi che ama il 4-4-2 con Luiz Adriano e Bacca in attacco. Ecco che Lavezzi sarebbe ideale come esterno destro, molto più di Cerci, di fatto un attaccante, con Bonaventura a sinistra e Montolivo (o Kucka)-Bertolacci in mezzo.

Ma la mancanza di idee (e di soldi) è clamorosamente confermata anche dalla vicenda Pirlo. Con un giocatore di 36 (grande di sicuro, ma fino a quando?) non si possono impostare le squadre, ma all'Inter per sei mesi avrebbe fatto comodo. Il contatto c'è stato, poi la frenata di Pirlo. Perché? Di sicuro è arrivata a New York la telefonata di Marotta che ha ricordato al giocatore che la Juve l'ha mollato per andare a giocare negli Usa e non nell'Inter. Nel caso in cui volesse tornare per farsi vedere da Conte e tenere un ritmo da calcio importante, la sua destinazione naturale sarebbe la Juve e non certo i nerazzurri. Tutte queste cose Marotta le ha dette molto bene e Pirlo ha capito. Non è tipo che fa certi scherzi, almeno crediamo.

La Juve è sempre al centro dell'attenzione perché fa notizia la sua lontananza dalla vetta e tutti cercano di capire se potrà o meno tornare in corsa per lo scudetto. Noi abbiamo già risposto no, ma anche il terzo posto Champions è a rischio. L'ultimo richiamo di Elkann è stato forte (fare quindici punti in cinque partite) e chi vuol capire capisca, nessuno in casa Fiat si immagina una Juve fuori dall'Europa che conta per un problema sportivo, ma soprattutto economico. E allora, che fare?

A gennaio sono da escludere acquisti importanti, soprattutto è difficile arrivare a quel trequartista che Allegri voleva l'estate scorsa. Il Chelsea non molla Oscar che poi un fenomeno non è, sarebbe più utile Gundogan (in difficoltà con il Borussia), ma i tedeschi non hanno bisogno di soldi e vendono solo come e quando decidono loro.

Meglio allora, cambiando ruoli, provare a prendere il difensore Vrsaljko dal Sassuolo per rinforzare un settore non più granitico: si tratta. Marotta però pensa anche al futuro e domenica scorsa a Empoli c'è stato un contatto per il giovane centrocampista Dioussè che gioca davanti alla difesa, 18 anni, che piace molto alla Juventus e non solo. Tra il presidente Corsi e la Juve c'è un buon rapporto, ma il giocatore per adesso non si muove e l'Empoli non si è fatta ingolosire dai cinque milioni proposti. Ma il discorso non è chiuso anche perché a Marotta piace anche Saponara. Molto dipenderà da come andranno quelle cinque partite delle quali ha parlato Elkann. Se la Juve dovesse rientrare in corsa, qualcosa sul mercato Marotta farà, se l'impresa dovesse diventare impossibile, meglio pensare al prossimo allenatore.

Il futuro di Allegri è chiaro, se non arriva in Champions farà le valigie. Ma non è escluso che la strade si separino comunque. Chi prendere? Qualcuno sta facendo con insistenza il nome di Conte che si sarebbe riavvicinato ai dirigenti bianconeri dopo la rottura dell'estate 2014. Noi ci sentiamo invece di escludere tassativamente la possibilità un ritorno del Ct a Torino. Ha vinto tre scudetti, ha fatto benissimo, ripetersi sarebbe difficile, accettare molto rischioso, le possibilità di bruciarsi molto alte. Conte sa bene che nel calcio certi ritorni hanno portato solo a fallimenti (vedi Lhiedolm, Sacchi, Capello ed altri grandi) con poche eccezioni come quella di Lippi proprio a Torino. Il problema panchina non è da poco visto che i grandi sono tutti accasati, anche Ancelotti non tornerebbe e Guardiola vuole una società di primissima fascia (Chelsea o City).

Sempre in tema allenatori, oggi è il giorno decisivo per Montella. Entro stasera sapremo se sarà riuscito a svincolarsi dalla Fiorentina per andare alla Samp, la telenovela non può avere altre appendici anche perché Ferrero ha bisogno di un nuovo allenatore al più presto per ricominciare un lavoro diverso da quello di Zenga. Il problema sono i cinque milioni di clausola che Montella dovrebbe pagare e gli stipendi che Montella dovrebbe ancora avere dalla Fiorentina, visto che il suo contratto scadrà nel 2017. I viola non sono disposti ad azzerare il tutto, pari e patta, e ormai si è capito. Sotto i due milioni e mezzo-tre di indennizzo la Fiorentina non scenderà, questione di rispetto delle regole.

Quante possibilità ci sono per un accordo? Ieri sera non più di 60 per cento, ma se stamani Ferrero decide di dare una mano a Montella e pagare, tutto si può risolvere in un attimo. Non sarà facile. L'alternativa italiana è Guidolin, quella straniera Bielsa. Ma poi, mi chiedo, Montella è adatto a prendere una squadra in corsa e poi ha i giocatori per fare il suo tipico possesso palla? Dubito. E' più un'idea per far contenta la piazza che altro, ma ormai il calcio si fa così.

E si fa anche prendendo Doumbia, strapagandolo, per poi scoprire che a Roma non funziona. Ora è in prestito al Cska, ma Sabatini vuole venderlo a gennaio in Inghilterra dove ci sono molti estimatori. Perché questa fretta? Vuole reinvestire subito in un portiere per restituire a fine stagione all'Arsenal l'estemporaneo Szczesny . L'obiettivo è prendere Scuffet, 19 anni, che l'Udinese ha mandato in prestito al Como. Non sarà facile, due anni fa i friulani spararono 15 milioni, poi la crescita del giocatore si è rallentata, ma è difficile che scendano ai cinque proposti dalla Roma.

La Fiorentina è alla finestra. In attesa di prendere un difensore a gennaio (Lisandro Lopez?) i viola stanno rinnovando tutti i contratti per blindare il gruppo attuale alla scadenza 2019-2020. Si sta lavorando su Alonso, il miglior esterno sinistro del campionato, 25 anni fra poco, preso a parametro zero nel 2013. L'accordo c'era già a settembre, poi questo grande inizio stagione ha portato alla richiesta di un ritocchino. Alla fine Alonso guadagnerà 1,5 milioni netti per cinque anni più bonus. Tutto normale. Ma la Fiorentina è comunque soddisfatta perché Alonso era solito non rinnovare a prescindere, ha sempre portato a scadenza i contratti precedenti, mentre questa volta ha deciso di restare perché la Fiorentina l'ha valorizzato e può fare ancora di più. E i viola sanno benissimo che se dovesse continuare così, se presto dovesse arrivare anche la convocazione con la nazionale spagnola, la valutazione di mercato di Alonso potrebbe presto schizzare ben oltre i dieci milioni di euro e allora uno sforzo era giusto farlo. L'annuncio della firma è roba di ore.

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