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-10 alla fine del mercato: da chi aspettarsi il grande colpo?
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Editoriale

Juve: l'esterno gradito ad Allegri è a un passo, ma una "raiolata" allontana Pogba. Milan: finalmente un acquisto ufficiale, ma non entrerà in campo (ecco chi è!). Inter: il prescelto non è Candreva ma... Napoli: Higuain-Ibra? C'è una certezza

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
29.03.2016 08.20 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 111635 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ebbene sì, siamo nel cuore della pausa per la Nazionale. La odio (la pausa, non la Nazionale).

Per noi calcettari sapete quanto sia difficile vivere durante codeste barbosissime pause.

E voi direte: "Ce lo scrivi sempre, l'abbiamo capito". Il fatto è che questa volta è peggio.

C'è solo una cosa peggiore della pausa per la Nazionale: la pausa per la Nazionale con Pasqua e Pasquetta incorporate. E c'è solo una cosa peggiore della Pausa per la Nazionale con Pasqua e Pasquetta incorporate: la pausa per la Nazionale con Pasqua e Pasquetta incorporate e la pioggia. E c'è solo una cosa peggiore della pausa per la Nazionale con Pasqua e Pasquetta incorporate e la pioggia: la pausa per la Nazionale con Pasqua e Pasquetta incorporate, la pioggia e il cambio dell'ora.

Una combo-micidiale e rarissima capitata giusto quest'anno.

Cose che con buona probabilità sono successe nella mia e tua vita nelle ultime 72 ore, causate dalla "combo-micidiale".

AGGHIACCIANTI BATTUTE SULL'ORA LEGALE

Quando cambia l'ora molti si riempiono la bocca con battute agghiaccianti tipo "E' l'unica cosa legale rimasta in Italia", o "Ma se avessi avuto un appuntamento alle 2 di notte? Eh?", o "questa notte ho trombato un'ora e due minuti ahahahah", fino a "l'orologio in cucina rimarrà illegale per sei mesi". Codeste battute valgono più o meno anche quando si torna all'ora solare, tenetelo presente e premunitevi.

DIALOGHI CON PARENTI AL PRANZO PASQUALE

Il pranzo pasquale arriva a soli tre mesi da quello natalizio, quindi rispetto al cenone c'è meno pazienza nei confronti dei parenti. Zia: "Come ti sei fatto grande!". Tu: "Zia, me l'hai detto anche tre mesi fa. Anzi, me lo dici sempre. Le cose sono due: o sono il figlio di Gulliver o tu non hai niente da dirmi. Se è la seconda sappi che la cosa è reciproca". Zia: "Sai che è cambiata l'ora? Ormai è l'unica cosa che è rimasta legale in Italia!". Tu: "Zia, non dobbiamo parlare per forza". Zia: "Ce l'hai la fidanzata?". Tu: "Ma io ti chiedo se fai ancora bum bum con lo zio? Non mi pare". Per evitare siffatti spiacevoli incidenti famigliari, molti optano per il "Pasqua con chi vuoi".

LA GITA FUORI PORTA

Il "Pasqua con chi vuoi" implica che tu abbia organizzato la gita fuoriporta. Solo che non avevi previsto la pioggia. Numero di volte che ha piovuto nelle ultime Pasque/Pasquette: sempre. Se te ne sei fregato è sei andato lo stesso fuoriporta hai fatto comunque male perché certamente sei rimasto invischiato nell'ingorgo di Pasqua, evento metafisico che a volte può durare anche tutto il weekend. Esempi di gite pasquali: parti in macchina, resti invischiato nell'ingorgo di Pasqua, non ascolti le partite alla radio perché c'è la pausa per la Nazionale, fai "topoli" nella località da te prescelta, ti bagni molto perché piove, risali in macchina dopo aver comunque speso tutti i soldi, rientri nel gorgo, torni a casa. È assai probabile che appena rientrato a casa: A) Smetta di piovere. B) La tua compagna per stemperare la tensione ti dica "hai visto l'orologio in cucina? Rimarrà illegale per sei mesi!". A quel punto rimpiangi la zia ma è ormai troppo tardi.

FRASI FATTE CHE ENTRANO IN VIGORE LA SERA DI PASQUETTA

La sera di Pasquetta si innescano curiosi meccanismi mentali secondo i quali tu certamente dirai "Da lunedì mi metto a dieta" e uno stronzo ti risponderà "guarda che Pasquetta cade sempre di lunedì". Molto spesso chi te lo dice è molto magro. Per altri curiosi meccanismi da oggi tutti inizieranno a chiederti "cosa fai quest'estate?" e tu gli risponderai "boh, non so. Tu?". E lui ti risponderà "Boh, decido all'ultimo". Tra finti amici è senza dubbio uno degli argomenti di conversazione più utilizzati, fateci caso.

La verità è che questa tre giorni di ritmi blandi, cibo in abbondanza e cazzeggio allo stato puro complica molto il mestiere dell'editorialista sportivo. L'editorialista sportivo deve sempre avere qualcosa da dire di interessante, altrimenti è meglio se tace. Il sottoscritto e molti altri colleghi pur di non tacere creano il meraviglioso cortocircuito delle "balle di mercato durante le vacanze". Ogni squadra ha le sue.

MILAN

In questi giorni io e voi abbiamo letto cose tipo "Tutti vogliono Donnarumma, il Milan ci pensa". La reazione immediata è stata "ecco, il Milan è allo sbaraglio e vende anche l'unico buon prodotto che ha cresciuto negli ultimi anni". Non è così. Il Milan non ha intenzione di vendere Donnarumma per almeno due motivi: 1) Al momento nessuno ha fatto offerte per Donnarumma. 2) Se ti chiami Milan, vendere un diciassettenne (anche a cifre importanti) è una stronzata per il semplice motivo che il ragazzo con ottima probabilità l'anno prossimo varrà ancora di più. Altri hanno scritto: "Il Milan venderà Bacca". Altra notizia campata in aria per ulteriori due motivi: 1) Il Milan venderebbe Bacca solo a fronte di una ottima plusvalenza, ovvero per offerte non inferiori ai 40 milioni. 2) Al momento nessuno ha avanzato offerte per Bacca, men che meno per cifre vicine a 40 milioni. Altri ancora si sono spinti ancora più avanti: "Torna d'attualità il nome di Ibrahimovic per i rossoneri". In questo specifico caso preferiamo evitare ogni tipo di commento.

C'è qualcosa di vero legato ai movimenti Milan? Una sì: De Sciglio piace ad Allegri, De Sciglio non trova più spazio in rossonero, molto probabilmente l'anno prossimo De Sciglio vestirà la maglia della Juve. Stop.

Altre notizie di mercato? Sì, relative all'extra-campo però: a quanto pare il diavolo ha assunto un nuovo responsabile finanziario, la dott.ssa Angela Zucca, ex Deloitte, per anni dipendente del Novara. A lei toccherà risolvere i problemi legati al rosso di bilancio. I problemi legati al campo, invece, toccherebbero al nuovo direttore sportivo da affiancare ad Adriano Galliani, ma tutto tace. Sabatini? Chi lo conosce assicura che sia ben indirizzato verso Londra, sponda Chelsea. Nomi alternativi a Sabatini? Al momento non se ne fanno. A meno che la Zucca non ne sappia anche di terzini e centrocampisti direi che siamo alle solite. E il tempo passa...

INTER

Con Appiano Gentile svuotata dalle amichevoli internazionali, anche in casa nerazzurra si ciarla di pseudo offerte irrinunciabili. Ci sono quelle per Handanovic che vengono a galla tutti gli anni e che - a detta di alcuni - "il portiere prenderà in considerazione perché vuole giocare a tutti i costi la Champions". In verità (e come un anno fa): 1) Al momento non sono arrivate offerte per Handanovic. 2) Dopo una stagione più che positiva, al limite lo sloveno vorrebbe un nuovo adeguamento dell'ingaggio .

Inutile provare a smentire quelli che "Icardi sarà certamente venduto", sicuri che l'attaccante mai resterà in nerazzurro per questione di bilanci e legittime ambizioni. All'Inter in tal senso sono molto più sereni: solo offerte incredibilmente esagerate farebbero vacillare la proprietà, convinta di aver trovato il capitano di questa e delle prossime stagioni. Lo stesso argentino ha confermato a più riprese di non aver intenzione di muoversi, ma ogniqualvolta apre bocca viene trattato come un cacciapalle di quelli che "dicono A) ma pensano B)". Che volete farci, così vanno le cose dalle nostre parti...

Con Banega bloccato, Erkin opzionato (ma solo in caso di mancato riscatto di Telles), Soriano molto vicino e un giocatore "di serie A offensivo e duttile" da inserire in rosa (Keità o Correa più di Candreva), Ausilio dovrà ovviamente vendere qualcuno dei suoi per rimediare i quattrini necessari (anche la prossima estate il mercato dovrà risultare "a costo zero" o quasi). L'indiziato numero uno? Brozovic, ma ogni decisione per lui e per i famosi "diritti e obblighi di riscatto" è rimandata a fine stagione.

JUVE

In casa Juve il discorso è ancora più semplice. Tutti danno Pogba già venduto e si fantastica su "come verranno investiti i 100 milioni che la Signora incasserà". Sul polpo preferiamo temporeggiare: sappiamo che il Barcellona ha una prelazione, ma come spesso accade "prelazione" fa rima con "e sticazzi?". Sappiamo anche che lo stesso polipone tramite il buon Raiola si è, per così dire, "comprato" i diritti di immagine, la qual cosa agevolerebbe un eventuale acquirente. Tanti indizi che fanno pensare a una partenza, ma ancora nessuna certezza.

Andiamo sul concreto: De Sciglio è più di un'idea (piace assai ad Allegri, a sua volta vicinissimo al rinnovo di contratto), Morata con buona probabilità andrà via e verrà rimpiazzato da Berardi, Bonucci resterà a Torino perché l'idea di un futuro da bandiera bianconera (con relativo conguaglio nell'ingaggio) al momento vale più delle lusinghe di Conte, Cavani piace ma il suo ingaggio proprio no e quindi difficilmente si troverà un accordo. Resta da individuare il famoso trequartista che Allegri insegue da oltre un anno e questa volta pretenderà: Isco è favorito su Gundogan, ma il lotto dei papabili non si limita a questi due nomi e comunque tutto dipende dal famoso "centone" legato alla cessione di Pogba. A Torino, giustamente, non hanno fretta...

NAPOLI

Dici Napoli e pensi a Higuain. Pensi a Higuain e spuntano i famosi 94 milioni. Partiamo da un presupposto: il Pipita piace a tutti. Piace a me, a te, a mia e tua nonna. Ci mancherebbe. Il fatto è che io e mia nonna certamente non abbiamo 94 milioni per portalo a giocare nel nostro cortile. Di sicuro ce li hanno gli sceicchi, ma al momento nessuno si è fatto avanti. C'è chi dice "De Laurentiis per la prima volta ha chiuso il bilancio con un piccolo disavanzo e quindi certamente mollerà l'argentino, anche a cifre inferiori rispetto ai 94 milioni". Balle. De Laurentiis non mollerà un centesimo, De Laurentiis non ha intenzione di sostituirlo con Ibra (un quasi 35enne? Non scherziamo), De Laurentiis dovesse arrivare l'acquirente con il malloppone in mano opterebbe per "altre soluzioni". Lukaku? Forse, ma la verità è che con una Champions da disputare il patron è convinto di andare avanti col suo bomber. Il resto son chiacchiere pasquali.

Cia. Vado a mangiare i classici avanzi post-Pasqua. Vi lascio con il mio inopportuno omaggio a Cruyff e a quelli come me che di Cruyff non sanno un cazzo. (Twitter: @FBiasin @ilsensodelgol).

Da "ilsensodelgol"

Il mio ricordo di Cruyff.
Il mio ricordo di Cruyff è che non ho ricordi di Cruyff. Anzi, solo qualcuno: so che perse una finale ai Mondiali contro la Germania, so che da allenatore prese quattro pere contro il Milan dopo aver ganassato assai, so che comunque è stato anche un allenatore rivoluzionario, so che aveva un figlio dal nome curioso, Jordi. E poi so che era forte.
Molto poco, me ne rendo conto.
Però quando muore qualcuno di importante è necessario avere un ricordo che ti faccia passare per uno che ne sa.
Ormai la morte di qualcuno non è più la celebrazione del morto ma solo la celebrazione di se stessi.
Questo è un caso esemplare: "Scrivo pungolando quelli che scrivono di Cruyff per ottenere consenso alle spalle di Cruyff senza sapere niente di Cruyff se non che era un giocatore olandese molto forte e che probabilmente in vita sua si è fumato qualche papavero e ha indossato zoccoli tipici".
Scrivo di Cruyff senza aver mai visto 90 minuti interi con lui in campo. Forse qualche spezzone. Scrivo che era forte, forse uno dei più forti di sempre, anzi certamente il più forte di sempre. Perché quando uno muore diventa di più rispetto al reale. Almeno fino al morto successivo che quasi certamente sarà il più forte di tutti.
Scrivo di Cruyff senza sapere un cazzo di niente, ma tanto hanno inventato Wikipedia e che problema c'è. Ecco a voi:
«La palla è una sola, quindi è necessario che tu la abbia». Oppure: «Alla radice di tutto c'è che i ragazzini si devono divertire a giocare a calcio». O anche: «Tutti gli allenatori parlano di movimento, di correre molto. Io dico che non è necessario correre tanto. Il calcio è uno sport che si gioca col cervello. Devi essere al posto giusto al momento giusto, né troppo presto né troppo tardi». Tre citazioni geniali copiaincollate e improvvisamente divento il suo migliore amico, il suo biografo, sono un fenomeno del ricordo che scrive di un fenomeno del campo.
Scrivo di Cruyff e non so un cazzo, non so se era simpatico, antipatico, se gli piaceva il gelato al pistacchio, se negli spogliatoi stava zitto o prendeva a colpi di straccio bagnato i terzini a mo' di presa per il culo.
Scrivo tanto per scrivere ma so certamente che non sbaglio se dico che era un fenomeno, forse il più forte, il Pelè bianco: me l'ha detto papà, forse una volta pure il nonno. E quindi probabilmente sarà così e comunque me lo faccio bastare.
Addio Cruyff, hai stravolto il calcio, lo hai migliorato, mi mancherai. Anche se scopro solo ora che ho sbagliato per tutto il pezzo a scrivere il tuo nome e di te non so una minchia di niente.


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