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Juve, Lamela per Vucinic si fa. Pirlo rimane, Pogba e Conte invece... Inter, Mazzarri a rischio!

10.01.2014 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 65363 volte
Juve, Lamela per Vucinic si fa. Pirlo rimane, Pogba e Conte invece... Inter, Mazzarri a rischio!

La Juve con lo scudetto in tasca si sta già muovendo per il futuro anche e soprattutto per convincere Conte che l'anno prossimo avrà una grande squadra capace di competere anche in Champions. L'allenatore, infatti, non ha ancora deciso se rimanere o accettare le proposte dall'estero. Insiste soprattutto il Manchester, Ferguson si è convinto anche dopo aver parlato con il suo amico Lippi che Conte lo conosce bene, che l'ex centrocampista bianconero è l'ideale per rifondare il Manchester.
Conte deciderà a marzo. Se la Juve investirà, allora proverà ancora a fare bene in Champions, altrimenti lascerà in dote il terzo scudetto e andrà a fare un'altra esperienza.
Lamela sarebbe un segnale forte e Andrea Agnelli lo sa benissimo. Anche per questo ha mandato Marotta in Inghilterra nelle scorse settimane per cercare di tradurre in pratica l'idea di scambiare Vucinic con Lamela. L'operazione piace a tutti.
Lamela è stato pagato 30 milioni l'estate scorsa, Vucinic è valutato 15 milioni dalla Juventus. Si tratta di trattare sulla differenza, i bianconeri vogliono dare un conguaglio attorno ai dieci milioni da mettere in bilancio l'estate prossima. In sostanza ora le due società stanno trattando per uno scambio puro con obbligo di riscatto già fissato a giugno. In Inghilterra hanno capito che Lamela difficilmente si inserirà in un calcio molto più fisico di quello che era abituato a giocare, mentre Vucinic è l'attaccante ideale per il 4-4-2. Conte stravede per Lamela che potrebbe essere utilizzato come esterno nel 4-3-3, ma anche come attaccante centrale con Tevez. Entrambe le società hanno fretta perché i due giocano pochissimo da una parte e dall'altra e servono forze fresche.
La Juve ha chiuso anche l'operazione Pirlo. Il giocatore aveva voglia di provare un'avventura all'estero, ma si è convinto (complice anche la famiglia e le sue attività) che forse è tardi per cambiare abitudini, lingua e paese per esplorare un calcio nuovo. E' stato molto tentato dal ritorno al Milan quando l'ha chiamato il suo amico Maldini e soprattutto quando è arrivata la telefonata di Seedorf, ma Pirlo pensava che l'era Galliani fosse tramontata. Quando ha capito invece che comunque lo zio Fester resterà e il progetto è rivolto ai giovani, non ci sono soldi, non ha voglia di fare il gran ritorno solo per una rivincita morale. Tra l'altro la Juventus lo ha accontentato con un biennale (all'inizio i bianconeri gli avevano offerto solo un anno) confermando la stessa cifra di ingaggio (4 milioni) per la prima stagione e anche per la seconda ma legata alle presenze. Manca solo la firma, ma l'accordo c'è e la stretta di mano con Agnelli pure.
Sarà più difficile, invece, trattenere Pogba. Il suo procuratore (il mitico Raiola) ha capito di avere per le mani un'altra gallina dalle uova d'oro e dopo Ibrahimovic può fare la stessa cosa con Pogba. Il Psg ha fatto più di un sondaggio, lo vuole a tutti i costi, (ma ci sono anche Real e Chelsea), gli ha offerto 7 milioni di ingaggio mentre alla Juve ora ne guadagna uno. Con la rinegoziazione al massimo può salire a 4 (tetto bianconero) se prolungherà il contratto che scade nel 2016.
Operazione molto costosa, difficilissima da chiudere proprio perché Raiola ha portato Pogba alla Juve dal Manchester a parametro o poco più e adesso lo vuole gestire come ritiene più opportuno per monetizzare al massimo. Del resto la Juve (anche volendo) non può alzare l'ingaggio fissato per tutti a 4 milioni come limite massimo. Favorire Pogba sarebbe un effetto valanga con gli altri e i costi salterebbero in aria.
Si pensa quindi a una super cessione di lusso (modello Cavani e oltre) per monetizzare e comprare poi 2-3 giocatori comunque di grande livello a cominciare da Lamela che sarebbe appunto pagato a giugno. Per Pogba, se Raiola dovesse insistere nel non firmare il prolungamento di contratto, la Juventus è intenzionata a chiedere una cifra altissima, vicina agli 80 milioni, anche considerata la giovane età del centrocampista francese. Si cerca il rinnovo con una clausola rescissoria, ma Raiola non ci sente.
La vittoria sulla Roma e la tranquillità ritrovata in campionato dopo l'eliminazione dalla Champions, però hanno comunque permesso alla Juventus di fare già da ora dei piani di rafforzamento e dei programmi decisi per la nuova stagione.
Improvvisamente infuocata, invece, la situazione all'Inter. Il passaggio di proprietà è stato un trauma. Non si sa più chi comanda all'interno della società e dello spogliatoio, c'è un vuoto di potere e di programmi pauroso. La squadra ne ha immediatamente risentito e gli ultimi risultati sono disastrosi. Il buon lavoro fatto da Mazzarri in inizio stagione sembra vanificato, l'eliminazione dalla coppa Italia di ieri sera contro l'Udinese ha trasformato l'ambiente in un polveriera.
C'è chi propone di far fuori immediatamente Mazzarri e di puntare su un allenatore conosciuto a livello internazionale (De Boer?) capace di lavorare anche con i giovani. Per chi non lo avesse ancora capito, infatti, Thohir non ha più grande budget dopo aver speso 300 milioni per comprare la società e il programma dei prossimi anni è il risanamento economico con la politica dei giovani. Improvvisamente sono tornati i tempi duri.
A Napoli, invece, i soldi ce li hanno, ma faticano a trovare i giocatori giusti per alzare il livello come vuole Benitez. Saltato (per ora?) Gonalons, Bigon sta tentando il Verona per Jorginho dopo che la Fiorentina ha allentato la presa. Il Verona però non scende sotto i dieci milioni.
Sempre in casa viola, è stato fissato il budget per il mercato invernale: 10 milioni. Pradè e Macia avevano in mano Heitinga e Mario Suarez dell'Atletico, ma dopo il ko di Rossi serve un attaccante. Suarez resta comunque nel mirino, per l'attacco si spera di convincere Di Natale. L'operazione è partite complici i buoni rapporti (si sta parlando di Cuadrado) con l'Udinese. La moglie vuol tornare a Empoli, lui comunque non resterà in Friuli a fare il dirigente, cinque mesi alla grande di calcio giocato con il ritorno in Europa prima di chiudere la carriera è più di un'idea.

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