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SONDAGGIO
Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

TMW Mob
Editoriale

Juve, le strategie per vincere la Champions. Pogba via, si o no. Allegri lo vuole. Isco resta a Madrid. Tentazione Ozil. Milan ai cinesi per 700 milioni. I dubbi di Berlusconi. Colpa di Totti, Spalletti va in Nazionale.

22.04.2016 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 38558 volte
© foto di Federico De Luca

Allegri ha deciso di restare alla Juve, finalmente lo ha detto a chiare lettere anche pubblicamente, allontanando dubbi e forti tentazioni (che ci sono state) sul suo futuro. Ha capito che è difficile trovare una società più organizzata della Juventus e dal punto di vista tecnico il divario con le altre grandi d'Europa non è più così grande dopo i buoni acquisti dell'ultimo mercato. Anche dal punto di vista economico avrà un contratto (cinque milioni) che si avvicina al top della categoria, il più alto in Italia.

Allora cosa separa ancora Allegri dalla firma?

L'accordo ci sarà presto, nessun dubbio, la discussione ora verte sui programmi del mercato e in particolare sul futuro di un giocatore-chiave, parliamo naturalmente di Paul Pogba.

La Juventus sta pensando di cederlo e scatenare un'asta fra le pretendenti, potrebbe significare portare a casa 100-120 milioni di euro. Una cifra astronomica e una plusvalenza da favola visto che per il giocatore la Juve ha sborsato solo delle provvigioni, tutto meno di cinque milioni di euro.

Con certe cifre in mano la Juventus potrebbe comprare 3-4 giocatori di grande livello per scalare l'ultimo gradino che la separa dalle grandi d'Europa.

Allegri invece è contrario. Sa benissimo che ha raggiunto con la squadra attuale una alchimia straordinaria, c'è fusione tra vecchi e nuovi, c'è condivisione tattica, la base è molto forte e cambiare troppo potrebbe significare fare dei danni. Tenere un giocatore duttile come Pogba è una fortuna, per Allegri senza stravolgere la rosa attuale, con l'acquisto di un trequartista importante, un centrocampista, un difensore e un attaccante se parte Morata, questa Juve può puntare alla Champions.

E con i soldi della Champions, gli eventuali 30 milioni del Real per Morata e qualche altra cessione accessoria per mettere dentro qualche giovane di grande prospettiva (Mandragora, Ganz o Lapadula), la spesa sarebbe gestibile con un budget da Juventus senza bisogno di vendere Pogba che, caso mai, potrebbe comunque essere ceduto l'anno prossimo vista la sua giovane età.

In sostanza Allegri chiede questo: non vendete nessun pezzo grosso, rafforzate questo gruppo e io provo a vincere la Champions.

Su questo si discute, sarà il grande tema del mercato e dell'estate. Intanto, però, Marotta lavora e dopo l'intesa con Benatia, ha incassato il no di Isco che, almeno per ora, vuol restare al Real. L'ultima idea è buttarsi su Ozil e Sanchez, una coppia che all'Arsenal ha fatto una grande stagione. Sanchez potrebbe essere l'alternativa a Morata, Ozil il trequartista che manca. Ma i nomi sul taccuino sono sempre i solidi, da Mkhitaryan a Andrè Gomes. Allegri stia tranquillo, comunque un trequartista arriverà e lui potrà passare dal 3-5-2 al 4-3-1-2 a seconda delle partite. Scongiurata invece la partenza di Bonucci. C'è Conte che insiste, ma la Juventus sta facendo muro sul difensore tanto che il Chelsea si sta portando su Manolas della Roma.

Per il centrocampista, causa anche l'infortunio di Marchisio, la Juve sta tornando con grande forza su Witsel dello Zenit che ha deciso di lasciare la Russia. Si può fare con una quindicina di milioni visto che il giocatore è in scadenza l'anno prossimo.

Su Witsel c'era anche il Milan, ma le incertezze sul futuro della società hanno bloccato tutto.

Vendere o non vendere? Questo è il grande dilemma di Berlusconi. Come vi ho già detto, l'offerta di una magnate cinese (il sesto uomo più ricco della Cina) è concreta, importante, reale e non ha niente a che fare con i se e i ma di mister Bee. L'advisor che sta conducendo la trattativa è autorevole, lo statunitense Salvatore Galatioto è fra i top a livello sportivo. L'offerta è circostanziata e per certi versi irrinunciabile. Galatioto, a nome del compratore, offre 750 milioni di euro per il 70 per cento del Milan, in linea con la valutazione di una miliardo fatta da Berlusconi. Al contrario di mister Bee, questo gruppo vuole la maggioranza del club. Considerando che Berlusconi ha speso circa 900 milioni di euro in trenta anni di presidenza del Milan, significherebbe uscire con tanta gloria e trofei senza aver rimesso più di tanto. La famiglia spinge, ma Berlusconi prima di mollare il Milan, dicono nell'entourage, lascerebbe più volentieri la politica. Vedremo.

I cinesi vogliono chiudere in fretta, ci sarebbe una data limite fissata per lunedì prossimo, o al massimo entro fine mese. Se Berlusconi dovesse decidere di non vendere nessuno si aspetti però un futuro roseo per i rossoneri. Il progetto sarà ridimensionato, tanti giovani in mano a Brocchi sperando in un futuro migliore. Ma l'esposizione economica e i soldi da immettere nel Milan sono tanti, alla fine i figli (soprattutto Marina) sono convinti di riuscire a convincere il padre. I cinesi vogliono la maggioranza, ma sono pronti a discutere un eventuale ruolo di Berlusconi nella nuova società. Mercato? Per ora tutto bloccato in attesa di sviluppi, allenatore compreso.

A proposito di allenatori, come uscirà Spalletti dalla vicenda Totti?

Con le ossa rotte. Aveva fatto tutto bene, a Bergamo ha voluto andare oltre, strafare e stravincere e il Dio del Pallone gli ha voltato le spalle. A volte conviene il basso profilo, Spalletti la sua guerra con Totti l'aveva già vinta, non doveva essere un gol all'Atalanta a rimettere in gioco tutto. Ora è più dura, la città e i medi sono con il capitano, due gol di un quasi ex giocatore nel caso di Totti sono due gol di un Dio del Pallone. Ora vorrà continuare a giocare, vorrà tornare a comandare e a decidere delle sorti della Roma. Che fare?

In assenza di Pallotta, Spalletti è fra l'incudine e il martello, ma d'improvviso si è aperta la soluzione: andare in nazionale. L'offerta è interessante (tre milioni), l'occasione è ghiotta, mollare l'inferno di questa Roma con la tranquillità prestigiosa della Nazionale potrebbe essere una soluzione. Spalletti ci pensa, la decisione entro pochi giorni. E Totti poi avrà via libera per giocare fino a quando vorrà con la Roma tenuta in scacco. A volte si sbaglia per troppo amore, questa è una di quelle volte.

Sempre in tema allenatori, Di Francesco come vi avevamo già anticipato mentre tutti lo davano alla Fiorentina o al Milan, resterà a Sassuolo. Contratto da un milione, tanta roba per una squadra sempre più ambiziosa.

Anche Sousa, come vi abbiamo sempre detto, resterà a Firenze. Nonostante gli ultimi periodi complicati, l'allenatore ha sempre le fiducia della società, basterà capirsi meglio e cambiare alcune cose, compresa la comunicazione.

Sempre in caso viola, in attesa della gara di domenica con la Juve, si pensa al mercato. Mario Gomez sta segnando a raffica nel Besiktas che ha tempo fino alla fine del mese per riscattare il tedesco versando mille euro alla Fiorentina. I turchi però non sono convinti della bontà di questa operazione. Gomez ha già fatto sapere che in Turchia non resterà, il suo ingaggio è molto alto, non sarà facile trovare una squadra disposta a comprare a certe cifre un giocatore di 31 anni che guadagna cifre molto alte e poi alla Fiorentina spetterebbe comunque una percentuale sulla vendita fra il trenta e il quaranta per cento.

I turchi, per evitare grane e complicarsi la vita, nonostante i tanti gol di Gomez, stanno pensando di restituire tutto il pacco alla Fiorentina che si ritroverebbe in casa un bel caso. E non è solo un gioco di parole.....


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