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SONDAGGIO
Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

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Editoriale

Juve: Martial se parte Morata. Ancelotti: punta Marcelo, Alex Sandro Real. Sabatini: è uno o trino? Donnarumma: unico, vero, incedibile

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
26.03.2016 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 38535 volte

Siamo fra coloro che pensano che la Juventus non prenderà Cavani. Un prospetto chilometrato, alla Tevez, la società bianconera ha dimostrato di prenderlo e valorizzarlo sì, ma al giusto prezzo. I costi di Cavani sono un salto triplo rispetto a quelli di Carlitos. Ecco allora che se la spada di Damocle che il Real Madrid tiene sospesa sul capo del direttore Marotta un po' come fece il tiranno di Siracusa, Dionigi, sullo stesso Damocle, dovesse scendere verso il basso provocando la partenza di Morata, il prospetto su cui sarebbe naturale per la Juventus dirigersi dovrebbe avere una età adeguata per sostituire lo spagnolo che è un '92. Non quindi l'87 Cavani, ma Anthony Martial: un talento del 1995 pieno di voglia di riscattarsi dopo l'annus horribilis di Manchester. Anche su Morata la Juventus fece un grande investimento dopo le luci e le ombre di Alvaro nel Real Madrid di Ancelotti. E Martial, con il ricavato di Morata, potrebbe essere la pista giusta. Non sappiamo come si dice Recompra in inglese e non intendiamo andare su google, ma la spada di Damocle è una e la Juventus, nel caso, non vorrà perseverare.

Siamo andati a riguardare la foto dei giocatori festanti del Real Madrid attorno al tavolo della conferenza stampa di Carlo Ancelotti, pochi minuti dopo la consegna della Champions League avvenuta a favore della squadra merengue dopo la finale con l'Atletico Madrid nel Maggio 2015. C'erano, attorno a Carlo, fra gli altri Pepe e Marcelo. Gli unici, forse assieme ad Isco, possibili protagonisti di scambi di mercato. E a ben guardare, le fasce del Bayern una rinfrescata la meriterebbero. Se dovesse partire Marcelo, uno sguardo dalle parti di Alex Sandro il Real Madrid lo butterà. Ed è un vantaggio per la Juventus essere costantemente alle prese con un dialogo con Club del genere. Con il Real parla di Morata, al Bayern ha ceduto Vidal e Coman e c'è Gotze in sospeso dalla scorsa estate. Saranno vasi di ferro le squadre dai grandi fatturati di Monaco di Baviera e di Madrid, ma in questi suoi anni positivi e importanti la Juventus sa farsi rispettare anche se, al giusto prezzo, tutto si può fare. Alex Sandro compreso.

Walter Sabatini è uomo di guizzi, ma anche di tanta tanta continuità. Un Antonio Conte della scrivania. Un dirigente che ha voglia e bisogno di lavoro, tanto lavoro, per nutrirsi, per gratificarsi, per sentirsi sempre dalla parte giusta della trincea. Tutto giusto e tutto bello, corretto, rispettabile. Ad ogni uomo di calcio, la sua dimensione. E' stato spesso accostato al Milan, in questi giorni. Dove ci sono due direttori sportivi, quelli di sempre, il presidente Berlusconi e Adriano Galliani. Dove ci sono ritmi, misure, consuetudini ultra e ultra consolidate. Non sempre è semplice per gli allenatori, anche quelli che hanno vissuto Milan e Milanello per anni, sintonizzarsi sulle frequenza abituali della Casa, figurarsi per gli uomini di scrivania e i direttori sportivi in generale. Ha saputo e alla grande essere uno il direttore in uscita dalla Roma, in questo senso saprebbe essere trino? Walter Sabatini piace ai tifosi rossoneri ed è stimato e apprezzato da tutto il mondo del calcio, Milan compreso. Ci sono momenti in cui saper essere gli uomini giusti al posto giusto non dipende da chi sceglie ma da chi viene scelto. Alle prossime settimane l'ultima o la prima parola.

Abbiamo dovuto attendere, perdona caro Gigio, un campo irlandese, un green di Waterford per cadere nel più totale innamoramento. Dovevate vederlo Donnarumma contro l'Irlanda Under 21, ci riferiamo a chi non lo avesse visto per via dell'orario d'inizio della gara, le 19.00, l'Abbagnale dei pali, lo stabiese rossonero. Sicuro, alto, forte, autorevole, a suo agio. A soli 17 anni e 28 giorni, record italiano destinato a durare nel tempo per un Nazionale Under 21. Un record destinato a durare per tanto tempo, dopo quello sottratto a Sebastiano Rossi. Un altro primato dai guantoni rossoneri anche se stabilito in maglia azzurra. Ma Donna...tranquilli: il Milan non lascia nemmeno finire la frase. Qui non si tratta di offerte irrinunciabili o meno. Non se ne parla. Stavamo per scrivere uomo Milan, poi ci siamo ricordati della sua età. Ragazzo-simbolo Milan allora, senza se e senza tentazioni. Lo stesso dicasi per Alessio Romagnoli. Non è con questi giocatori che il Milan finanzierà il suo mercato prossimo venturo. Sono giovani, sono italiani, sono bravi e predestinati. Non hanno ad esempio le caratteristiche di Stephan El Shaarawy su cui il Milan ha fatto sì mercato in uscita ma dopo due anni e mezzo in cui non c'erano più stati, per tanti e anche comprensibili motivi, suoi segnali in maglia rossonera. Sul resto si discute, si vede, si alza l'asticella alla grande, ma Donnarumma e Romagnoli no. Punti di riferimento per durare davvero negli anni, sempre più tosti e difficili, del grande calcio.


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