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SONDAGGIO
Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

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Editoriale

Juve nell'aristocrazia d'Europa e ora sguardo al futuro. E le panchine per il prossimo anno continuano a ballare. Inter, Jovetic e la fascia sinistra

23.04.2015 00.00 di Luca Marchetti   articolo letto 42410 volte
© foto di Federico De Luca

La soddisfazione del popolo juventino è grande, grandissima. Dopo 12 anni in finale, Allegri ha proseguito nel miglior modo possibile il lavoro iniziato da Conte con un grande filo rosso in sottofondo: Agnelli, Marotta e Paratici. La Juve è entrata nel tavolo delle grandi.
E' lì a giocarsi un sogno con chi negli ultimi anni ha letteralmente dominato la scena europea. Solo grandi squadre, le più forti in assoluto. Ogni accoppiamento sarà una grande partita, in cui per forza la Juve partirà da sfavorita. Ma la Champions è la Champions. E per essere più sicuri (anche con i soldi che arriveranno con la semifinale) per le prossime stagioni il lavoro bianconero va avanti.
Tevez forse stasera pensa meno al Boca, mentre la Juventus all'attaccante da affiancargli per il prossimo anno. Morata rimane, eccome. Llorente molto probabilmente no. No Matri. E quindi ci sono almeno due nomi che ballano e frullano nella testa della coppia mercato.
Dybala e Cavani. Operazioni certamente non semplici, ma affascinanti. Decisamente più caro l'uruguayano che nei prossimi giorni dovrebbe dire alla Juventus se è il caso di proseguire nel corteggiamento oppure no. Con grande concorrenza (soprattutto italiana: Inter e Roma) per l'argentino entrato anche nelle grazie del Tata Martino. La Juve ha la possibilità di avere un piccolo (grande) vantaggio rispetto alle avversarie italiane: i galloni europei e una solidità finanziaria invidiabile. Quest'estate ci sarà da divertirsi: ma le grandi manovre in casa Juve per forza devono iniziare ora. Per bruciare la concorrenza, per avere vantaggi da poter gestire. Il campionato è praticamente archiviato, la coppa Italia è all'atto finale, in Europa è stata piantata una bellissima bandierina al confine delle potenzialità. Ora si può spostare ancora più in là: ma per farlo anche nelle prossime stagioni si deve puntare a giocatori importanti.
Non solo in attacco: c'è anche il centrocampo da sistemare. Senza parlare per forza di Pogba, il cui futuro in questo momento non è stato deciso. Siamo certi che ne parleremo spesso, ma ora tutto tace. Mentre invece comincia a muoversi la Juve per Witsel dello Zenit. Offerti 18 milioni, chiesti 30. Le parti sono lontane ma la trattativa c'è. Peraltro Witsel può giocare anche da trequartista, ruolo che per Allegri è vitale. Ed Allegri sarà accontentato.
L'altro nome, più offensivo, è quello di Mkhitaryan, del Borussia. Cercato dalla Juventus a gennaio, i tedeschi ora devono cambiare molto, lui non è quasi mai stato protagonista in questa stagione. Ed è un assistito di Mino Raiola. Ci si può lavorare insomma.
Possono lavorare ancora anche Benitez e De Laurentiis ma in questo momento (nonostante il Napoli stasera possa conquistare la sua di semifinale) i rapporti non sono idilliaci. Ed è naturale che il presidente azzurro pensi anche a delle alternative. L'identikit è un allenatore di scuola "italiana" ma con esperienza internazionale. Il nome di Mihajlovic è sicuramente in pole. Ma finora solo contatti indiretti. Probabilmente dopo domenica il primo vero faccia a faccia. Per capire se può funzionare davvero. In attesa, ovvio, dei risultati che potrebbero sanare le frizioni di ora.
Inter e Milan sono alle prese con la loro ricostruzione. Stadio a parte per la sostituzione (eventuale ma probabile) di Handanovic il nome forte in questo momento è quello di Federico Marchetti, secondo di Buffon in Nazionale. Anche Marchetti è in scadenza di contratto 2016 con la Lazio e il suo costo non dovrebbe essere proibitivo e il suo ingaggio è decisamente inferiore (soprattutto alle richieste di Handa). Per il resto l'Inter incassa con piacere le parole del procuratore di Yaya Touré che dice di non pensare ai soldi ma al progetto e che considera Mancini un grandissimo. In attacco per il momento i nomi sono Dybala (come detto) e Jovetic per il quale l'Inter ha in testa una strategia come quella di Shaquiri: prestito con obbligo di riscatto. Si sta lavorando in questa direzione. Naturalmente insieme ad Icardi che come detto rinnoverà, anche se ancora la firma sul nuovo contratto non l'ha messo.
Per la difesa il nome più caldo è sempre quello di Vida della Dinamo Kiev: l'Inter ha offerto 6 milioni, i russi ne vogliono 9. Mentre sulla fascia sinistra i nomi sono due: Zukanovic del Chievo e Siqueira dell'Atletico (già seguito da tempo). Per Zukanovic contatti telefonici, incontro previsto nei prossimi giorni.
Anche a Roma, sponda giallorossa, sono in attesa di capire come va a finire la stagione. Se tutto va come i tifosi sperano, comunque una mezza rivoluzione ci sarà lo stesso. Cambieranno almeno 5/6 volti. Dove? In porta serve un titolare (Handanovic piace eccome), gli esterni di difesa devono arrivare (soprattutto a sinistra), a centrocampo c'è il problema del rinnovo di Keita, il riscatto di Nainggolan e la situazione di Pjanic. In attacco Totti, Doumbia, Destro tre prime punte…
Infine giro di panchine. A Genova se Gasperini dovesse salutare in anticipo, sondato Sarri (che evidentemente non piace solo al Milan). Gasp piace al Toro, sulla panchina del quale però Ventura è saldo (nonostante abbia delle esigenze tecniche per la prossima stagione). Ad Empoli se dovesse partire Sarri c'è stata già una chiacchierata con Boscaglia (uno degli artefici del sogno Trapani). A Udine a fine stagione si valuterà la situazione di Stramaccioni: Donadoni ha messo la freccia rispetto ai suoi concorrenti (Maran e Mandorlini). Mentre invece a Sassuolo sanno che Di Francesco è uno dei più richiesti (ad esempio la Fiorentina dovesse partire Montella un pensierino ce l'ha fatto) e allora sta sondando il terreno. Squinzi non ha abbandonato l'idea Inzaghi (cercato anche prima che diventasse allenatore del Milan, ricordate). L'alternativa è Marino, artefice di una clamorosa rimonta a Vicenza (dall'ultimo al secondo posto). Tenetevi forte…


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