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Juventus-Barcellona ai quarti: passare è possibile?
  Sì, la Juventus è cresciuta rispetto al 2015
  No, il Barcellona resta più forte dei bianconeri

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Editoriale

Juve, oltre a Draxler c'è di più (Marotta ha un colpo in serbo...). Inter, Mancini e l'8* nome in entrata (occhio ad Ausilio...). Milan: chi c'è oltre a Ibra-Romagnoli. Napoli, il regalo per Sarri!

28.07.2015 18.48 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 284230 volte
© foto di Federico De Luca

Ciao. Eccoci qui. Volevo dire la mia sul pianeta simile alla Terra e scoperto dagli amici della Nasa. Vi piace il mondo parallelo? Keplero 452b? Quello distante 1400 anni luce da qui? Sì? Anche a noi. Ci piace tanto, tantissimo. Se vogliamo è un filo lontano, ma dopo aver ascoltato il nuovo inno della serie A proveremo in tutti i modi a raggiungerlo. Sembra in effetti l'inno della Champions picchiato a sangue, torturato, preso a pedate nei maroni, povero caro. E dire che il ricciolutissimo Giovanni Allevi è bravo, ci sta simpatico. Giova', vieni con noi su Keplero ma non portare l'inno della serie A, ti scongiuriamo.
Passiamo all'analisi del testo. La prima parte recita: "O generosa magnitudo! O generosa veni ad nos! Victori gloria, cum honestate semper movetur cor eius. Victori gloria, Victori gloria, Victori gloria, Custodi animum tuum ut a corruptione abstineat necopitatum gaudium accidie. O generosa! Gloria". Immaginiamo un dialogo tra tifosi "tipo" che ascoltano l'inno per la prima volta e non hanno preso 1.000 e lode al Liceo Classico. Tifoso Franco: "Uè, Marcè, chemminchia dice l'inno?". Tifoso Marcello: "Credo sia la traduzione in dialetto di "de ceeeeempioooon!!!!". Credo". Tifoso Franco: "Non fare il pirla. Chi sono queste Victori e Gloria? Le conosci, sono buone, hanno le bocce grosse?". Tifoso Marcello: "Sarà un bieco tentativo della federazione di rimediare alla gaffe di Belloli, quello che diede delle lesbiche alle calciatrici".
Seconda parte dell'inno, quella in inglese: "Winner you will be in your heart. Gloria, I say to you Alleluia! Winner you'll be in your heart, always you'll be". Tifoso Franco: "Marcè, scusa, macchemminchia c'entra l'inglese con la serie A? Ci perculano?". Tifoso Marcello: "Lo fanno per arrapare i tifosi all'estero con frasi tipo "Winner you'll be in your heart, vincitore sarai nel tuo cuore" capisci?". Tifoso Franco: "Scusami Marcello, ma cosa vuol dire "vincitore sarai nel tuo cuore"? E' una supercazzola? Io preferivo "de ceeeeempioooon", non so tu". In ogni caso la nostra solidarietà va ai "Fratelli d'Italia" di Mameli, l'inno che risuona nei palazzetti prima delle partite di basket ma evidentemente è troppo "italiano" per il calcio.

Comunque, lasciamo perdere, ci sono cose ben più importanti: 1) Hanno sorteggiato i calendari. 2) Sono andato a Tomorrowland, il festival megamondiale della musica elettronica-dance-tambureggiante. Del punto 2) parlo in fondo all'editoriale e anche chissenefrega, la 1) invece è fondamentale perché all'Expo sono state dette cose molto, molto, molto importanti e originali.

Prima cosa importante detta da 19 presidenti dopo l'estrazione dei calendari: "Abbiamo un inizio insidioso, ma in fondo dobbiamo incontrarle tutte". Il 20° era De Laurentiis, non presente a Milano perché "siete delle mmmerde!!" (cit.) e perché aveva la presentazione a Dimaro (solito grande show).

Altre cose importanti dette dai 19 presidenti dopo l'estrazione dei calendari: "Combattiamo la violenza (...) No al calcio scommesse (...) Viva il fairplay (...) Cazzo vuol dire l'inno di Allevi?". Fine.

Calciomercato, a noi.

E, dunque, ieri lo Schalke ha rifiutato l'offerta della Juve per Draxler (1 milione per il prestito più 20 per il riscatto). Lo chiameremo "gioco delle parti". L'Europa, i tedeschi, tutti quanti sanno che i bianconeri cercano un fantasista e dal canto loro fanno un po' gli stronzetti. Marotta non si è scomposto più di tanto: "Nel mercato si ricevono e fanno delle proposte. Abbiamo presentato un'offerta, ma è una delle tante che presentiamo in questa fase. Noi non abbiamo fretta, gran parte del lavoro è stato fatto e dobbiamo solo completare l'organico con un paio di ciliegine sulla torta". Tutto (quasi) vero. E cioè: è vero che alla Juve mancano solo due pedine, ma sono pedine fondamentali (trequartista e difensore). Stesso discorso per la "fretta": prima arriva il fantasista, prima Allegri può ragionare sul prediletto 4-3-1-2.
Crollano le speranze per Draxler? Affatto, lo Schalke vuole a tutti i costi Shaqiri e intimamente ha già rinunciato al "suo" funambolo. Marotta rilancerà, ma se 7 giorni fa l'operazione sembrava quasi una formalità, ora tocca aspettare. Ne vale la pena? Sì.
Discorso diverso per il terzino: Siqueira piace, ma in questo caso davvero non c'è fretta. E oltre 8-10 milioni non si va. E attenzione là dietro: con Barzagli troppo fragile (stop di 20 giorni per lesione all'adduttore) è probabile che i bianconeri tornino alla carica per un centrale (Benatia è complicato, complicatissimo, ma non si sa mai).
A prescindere da tutto tocca registrare il "fastidio" di qualche tifoso, preoccupato per lo 0-2 con il Borussia, allarmato perché "questa squadra senza Pirlo, Vidal e soprattutto Tevez è molto più debole". Il discorso è sempre lo stesso: nessuno può sapere se Madama riuscirà a confermarsi, ma certamente non può contestare il fatto che chi la governa stia facendo di tutto per mantenerla "nell'Olimpo": Dybala, Mandzukic, Zaza, Khedira, Rugani, Neto, oltre al fantasista che certamente arriverà. Difficile ipotizzare un mercato più completo di questo. Qualcuno, tra l'altro, è tornato a punzecchiare mister Allegri "che ora dovrà dimostrare perché in fondo la passata stagione si è trovato la pappa pronta e bla bla bla...". Chi scrive ha peccato di cattiveria in passato con il tecnico toscano e eviterà di commettere lo stesso errore: dopo quello che ha fatto l'anno passato Allegri merita fiducia totale.

Le stesse preoccupazioni fanno capolino in casa Inter. Tre amichevoli, altrettante sconfitte, zero gol fatti, soliti problemi in difesa. La squadra è stata stravolta ma non sembra ancora aver fatto il salto di qualità. Mancini se ne frega ("Lotteremo per lo scudetto"), azzarda un po' e fa bene: meglio puntare al top per raggiungere l'obiettivo (il terzo posto) che peccare di modestia e nascondersi dietro a un dito.
Il tecnico nerazzurro sa che questa è la stagione "senza ritorno" per l'Inter, ma lo è anche per lo stesso allenatore: Mancini si gioca tutto e - almeno in apparenza - non teme niente. I flop nelle amichevoli lasciano il tempo che trovano, meglio ragionare sulla bella prestazione di Kovacic contro il Real, promosso in "zona Pirlo", e su quella del giovane Gnoukouri a centrocampo: probabile che alla fine resti nel gruppo dei 25, anche se il prossimo (e piuttosto illogico) arrivo di Felipe Melo toglierebbe ossigeno al futuro in nerazzurro del ragazzo.
Il resto tocca ad Ausilio, ds tuttofare. Lo so, lecco talmente tanto le chiappe al dirigente nerazzurro che rischio la fine di Fede con Silvio, ma cosa si deve pensare di un dirigente capace di comprare ogni cosa con la tecnica del "datemelo e poi vi pagherò"? Il giochino è riuscito anche con Jovetic, l'attaccante che molti dicono "è rotto, non sta in piedi". Averlo visto camminare sulle sue gambe a Malpensa ci conforta molto. Ora tocca a Perisic, ma occhio a dare l'affare per fatto: in Cina il diktat di Thohir è risuonato chiaro: altri ingressi saranno approvati solo dopo la cessione di Shaqiri e comunque solo e soltanto se il Wolfsburg accetterà la solita formula di Ausilio: "Ti do tre lire e un vaso cinese ora, il resto nel 3000". Se ci riesce, scusate, ma tornerò a lisciare il pelo al ds.

Ora il Milan. Domani arriva Bee, che poi è il thailandese. Dubbi sulla fattibilità dell'affare-Milan non ce ne sono: Berlusconi incasserà i famosi 480 milioni e per il resto si vedrà. Molti dicono: "Ora sì che il mercato dei rossoneri prenderà il volo". Forse è vero: con l'accordo "nero su bianco" Galliani potrà essere più generoso con giocatori e club da "ammorbidire". Il punto però è un altro: da oltre due settimane non sentiamo parlare di altri giocatori accostabili al Diavolo che non siano Romagnoli e Ibra. Forti, fortissimi ma - perdonate l'azzardo - non esistono solo loro al mondo. Se hai 25 milioni da spendere per il difensore della Roma puoi certamente trovare alternative valide sul mercato, se potenzialmente metti sul piatto 50 milioni per Ibra (tra costo del cartellino e ingaggio) allora puoi pensare di spostare il malloppo per cambiare obiettivo, magari puntando su un centrocampista di valore, soprattutto se - come sembra - Bacca e Luiz Adriano sembrano offrire più di una garanzia.
Tra i colleghi c'è chi dice "il Milan non ragiona per piani B, prova a prendere quei due perché crede in quei due, altrimenti niente". Forse è una scelta logica, ma rischia di sembrare più che altro una scusa.

Chiusura sul Napoli. Anche in questo caso rischio di passare per lo "sviolinatore folle", ma a me la squadra di Sarri piace assai. Chiriches è vicino (l'accordo col rumeno c'è), anche se tocca convincere il Tottenham: l'offerta di sei milioni non convince gli inglesi, ma De Laurentiis è disposto a salire. Si vedrà.

E ora il consueto "angolo della boiata". Vi dicevo di Tomorrowland, il festival "da matti" andato in scena Bruxelles lo scorso fine settimana. Ci sono stato venerdì, dopo un breve volo da Milano (a proposito, un saluto a Diego, tifosissimo nerazzurro conosciuto a Linate). Ne sono successe di tutti i colori, talmente tante che il racconto richiederebbe troppo spazio. Vi invito a leggere tutto il cucuzzaro su Libero in edicola oggi (o sul link presente sul mio Facebook a partire dal pomeriggio).

Preferisco invece terminare l'ambaradan sottoponendovi una serie di cose che mi hanno choccato questa settimana:

1) La chiusura del Postalmarket. Forse siete troppo giovani per sapere cos'è il Postalmarket. Voi fortunelli abituati alle porcaccerie online e ai vari youporcaccione.it, o ai redmaialoni.com non potete capire: chiedete ai vostri fratelli maggiori. Addio Postalmarket, ci mancherai.
2) Quelli che corrono dietro ai ciclisti al Tour de France. Tipo che scattano 300m etri in salita per rompere l'anima a quei poveracci su due ruote. Per voi su Keplero non c'è spazio.
3) I cinesi che spuntano improvvisamente con le maglie di Milan, Inter, Real e con qualunque casacca di qualunque squadra vada a giocare in Cina. Non so a voi, ma a me inquetano: non sembrano veri tifosi, sembra piuttosto che qualcuno li abbia convinti con frasi tipo "Zum, Jin, mettette la maglietta e fate il tifo altrimenti sono cazzi vostri e vi mandiamo a Milano in Paolo Sarpi".
4) Da sei mesi a questa parte su Yahoo.it nella classifica dei "trend del giorno" trovo "Paola Barale": perché?
5) Zeman che perde 2-0 contro il San Gallo e 3-2 contro il Thun. Eppure "ah, che maestro Zdenek...". Mah.
6) Il posto di blocco "bruciato" da Tonelli e da una sua amica nei pressi di Firenze con successivo incidente. Arriva la polizia municipale, non trova nessuno alla guida. Scoprono che la macchina è intestata a Mario Rui che però non ha la patente. Comunicato dell'Empoli: "Nessun coinvolgimento di Mario Rui, proprietario del mezzo, che non era presente". Nelle prossime ore pare che "l'uomo alla guida del mezzo si presenterà di fronte alle autorità". E' un mondo meraviglioso.
7) Le twittate di Nainggolan di domenica pomeriggio. Posto che io sono andato all'Ikea e quindi devo tacere, tu, Radja, con tutte le belle cose che puoi fare, devi proprio star lì a giocare con i tifosi a chi ce l'ha più lungo? Eddai...
8) L'ingaggio di Muntari: 14 milioni in due anni. Mortacci sua.
(twitter: @FBiasin)

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