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  Sì, al centrocampo nerazzurro servono qualità come le sue
  No, non è ha il physique du role per giocare all'Inter
  Sì, pescare tra i migliori giovani italiani è la via giusta
  No, il prezzo chiesto dall'Atalanta è assolutamente fuori mercato
  La Juve alla fine avrà la meglio

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Editoriale

Juve: Pirlo-Europa e Marchisio-Italia. Roberto Mancini fra Inter e Psg. Hamsik profeta in patria: a Rafa fischiano le orecchie. Milan, El Shaarawy e De Sciglio decisivi per la Champions

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
04.10.2014 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 26797 volte

In Italia la Juventus è fatta. E non c'è nemmeno tutta questa fretta di cambiarla. Anzi. Con la cerniera centrale Tevez più arretrato e Marchisio centrale, la squadra bianconera ha addirittura migliorato l'assetto per il Campionato. Con il Carlitos riveduto e corretto e con Marchisio negli appartamenti di Pirlo, la Juventus allegriana centra gli stessi risultati di quella contiana ma con minore dispendio di energie. Stritolare goccia a goccia l'avversario senza dannarsi troppo l'anima: è quello che è accaduto nei primi 5 turni di Campionato. Energie che vengono risparmiate per la Champions. Ma non solo. Energie che devono essere valorizzate e rese più qualitative quando l'asticella sale e cioè in Champions. Da chi? Ma da Pirlo. È Andrea che può e deve essere fattore in più per l' Europa juventina. In Campionato Pirlo non è mancato. A Madrid si. Eccome. Meno minuti in Campionato e insostituibile in Europa. Può essere questa la soluzione Pirlo. E probabilmente Allegri ci sta pensando.

In questo stesso spazio editoriale settimanale avevamo immaginato qualche settimana fa Mancini a Napoli. Dopo aver giurato che non ce lo siamo né inventato né sognato, ecco le nuove voci sul Mancio. La prima è parigina. L'unica squadra che conta a Parigi, il PSG. Il tecnico di Jesi ha già collaborato in maniera costruttiva con una proprietà araba e gradisce Club esteri per il proprio futuro professionale. L'unica controindicazione potrebbe essere Ibra. Superato quel labiale, quando te ne vai...., dopo una sostituzione nell'Inter? In ogni caso la dimensione internazionale che cuce addosso a se stesso Mancini è proprio quella che Thohir sogna per la sua Inter. Ci dicono di contatti non diretti Inter-Mancini, ma fra entourage. Riferiamo la voce.

Se Hamsik è quello di Bratislava, allora c'è un problema nel Napoli. Se il campione slovacco è riuscito a fare quel po po di partita a casa sua, vuol dire che non si trova in cattive condizioni di forma. E neanche che sia in declino. Ma che si è dato gli stimoli giusti. E significa forse che nelle altre partite, tra assetto di squadra e allenatore, quando gli stimoli glieli devono dare gli altri, ecco che tutto si inceppa. E che Marek continua a vivere più bassi che alti. Non è un problema da poco. Per la città che si è sempre riconosciuta nelle accelerazioni di Marek e per la squadra che senza di lui è troppo prevedibile. E quasi mai in grado di stanare, vedi Chievo e Udinese, le difese che in Italia si chiudono con maggiore abilità. L'Europa League ha mandato un messaggio chiaro all'agenda di Rafa: priorità uno Hamsik. Prima di ogni cosa tornare a coccolarlo e a rimetterlo al centro del progetto.

I due del 92 al Milan sono determinanti. De Sciglio ed El Shaarawy. Nell'ultima stagione positiva del Milan, avevano costruito insieme il terzo posto. Stephan con i suoi gol e Mattia con le sue discese sulla fascia di altra categoria rispetto alla media. Non solo: a Bruxelles cross dell'uno e gol dell' altro decisivi per la qualificazione agli Ottavi di finale di Champions League. Le rispettive esplosioni di Mattia ed El Sha avevano cambiato la vita del Milan. Nella loro carriera rossonera fino a questo momento gemella, hanno entrambi saltato la scorsa stagione e le cose rossonere sono andate molto male. Nell'anno uno di Inzaghi la situazione non è cambiata. Sono e restano determinanti per il Milan, De Sciglio ed El Shaarawy. Che succede? Per Mattia, talento indiscusso e indiscutibile, si tratta solo di allontanare le tentazioni del primo, normale, senso di appagamento della carriera e tornare a fare ogni cosa in campo con la necessaria cattiveria. Per El Shaarawy, atleta in grado di fare la differenza, il tema è invece fisico - atletico. Stephan deve sempre pensare che la sua condizione e la sua freschezza atletica sono il bene supremo. Da non negoziare mai, soprattutto con le piccole insidie e i piccoli dolorini che nel corso di una stagione sono sempre dietro l'angolo.

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