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SONDAGGIO
Gagliardini-Inter, è il nome giusto per completare la squadra di Pioli?
  Sì, al centrocampo nerazzurro servono qualità come le sue
  No, non è ha il physique du role per giocare all'Inter
  Sì, pescare tra i migliori giovani italiani è la via giusta
  No, il prezzo chiesto dall'Atalanta è assolutamente fuori mercato
  La Juve alla fine avrà la meglio

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Editoriale

Juve, Pirlo spinge Jovetic a Torino. Ma vince ancora Oscar (e arriva un argentino...)! Inter-Kondo: ecco cosa è successo nelle stanze di Montecarlo

23.06.2015 06.21 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 146104 volte
© foto di Federico De Luca

In fondo a quest'articolessa mi permetto di pubblicare un mini-racconto. Una puttanata ovviamente. Si intitola "Week-end a Formentera, una storia triste". Perché la puttanata finisce in fondo all'editoriale e non all'inizio come di consueto? Perché la storia è triste, molto triste, pure troppo. E niente, settimana scorsa vi dicevo della mia chiacchierata con "l'insider nerazzurro" (per intenderci, era presente e "attivo" alla firma con Kondogbia). In molti mi hanno ammonito al grido di "Biasin merdone, hai detto che non c'era una lira da spendere e invece qui partono gli acquisti milionari. Ci perculi?". Assolutamente no, anzi, confermo e sottoscrivo. Sette giorni fa scrivevo:

1) "L'Inter proverà a prendere Miranda". Preso.
2) "Si cerca di fare l'impossibile per Kondogbia perché sì, c'è anche l'Inter...". Preso.
3) "Per Kovacic non sono arrivate offerte ufficiali". Così è: l'Inter non ha ricevuto proposte né intende vendere il suo talento se non in presenza di cifre indecenti (almeno 30 milioni). Arriveranno? Forse sì.
4) "Chi parla di tesoretto stanziato da Thohir non sa quello che dice: l'Inter deve autofinanziarsi. Si compra solo ed esclusivamente con quel che si incassa". Così è. Obiettano gli scettici: "Come si raccolgono i soldi necessari per pagare Kondogbia e tutti gli altri? Con le scamorzine di casa nerazzurra?". Ausilio e soci sono convinti di sì. Sotto con l'elenco dei possibili/probabili partenti (tra parentesi ingaggio al lordo e potenziale incasso): Guarin (5.6 milioni/10 milioni), Kuzmanovic (3/3), Jesus (2.8/8), Nagatomo (2.6/5), Dodò (2.4/4), Andreolli (2/4), Obi (1.8/2), Khrin (0.8/3), Donkor (0.15/1), Kovacic (4/30), più i 20 milioni scarsi che il club incasserà per i riscatti obbligatori di Alvarez (Sunderland permettendo), Taider, Mbaye. Totale: 20 milioni di ingaggi lordi risparmiati + 90 incassati per la cessione dei cartellini. Alt! Prima che qualcuno urli "Cazzo dici? Chi se li prende tutti questi pipponi?" meglio precisare che si tratta di un calcolo "per eccesso". E cioè: "se" Ausilio riuscisse a vendere tutti questi, allora "potrebbe" incassare le cifre di cui sopra. Sarebbe un capolavoro, diciamo che si accontenterebbe di poco più della metà, utile ad ammortizzare le spese previste per la gestione dei "nuovi arrivati" nella stagione 2015-2016. Visione troppo ottimista? Può darsi, ma il dato di fatto è che l'Inter si muove ed è a due passi dalla chiusura del mercato in entrata. Mancano un centrocampista a basso costo (Melo possibile - ieri sera incontro con l'agente a Milano - ma Imbula non è ancora tramontato) e l'esterno d'attacco (Salah piace, ma non è il solo e comunque prima bisogna vendere). Ora, siccome non siamo qui a pettinare le bambole vi raccontiamo in maniera telegrafica cosa ci ha riferito il solito "insider presente a Monaco al momento della firma": il Milan con la sua offerta "20+20" era in clamoroso vantaggio; il Monaco avrebbe preferito i rossoneri; l'Inter ha puntato tutto sulla volontà del calciatore, "corteggiato" da oltre tre mesi; il giocatore ha messo pressione ai dirigenti del Monaco ("voglio l'Inter"); i dirigenti hanno accettato l'offerta nerazzurra di 30 milioni + 7 di premi (alcuni facilmente raggiungibili, altri legati alla qualificazione alla Champions); l'Inter ora ha necessità di vendere perché Thohir non ha previsto nessuno stanziamento extra. Totale: complimenti ad Ausilio e Fassone, al loro modo di lavorare che sarà anche "all'antica" ma evidentemente produce risultati. Dice: "Trenta milioni per un 22enne sono troppi". Difficile stabilirlo adesso, di sicuro Mancini (che con la sua telefonata è stato decisivo alla faccia di quelli che "cosa vuoi che conti una telefonata") non ha più scuse: la spina dorsale (Handanovic, Miranda-Murillo, Kondogbia, Icardi) è fatta, non basterà per vincere lo scudetto ma può (o sarebbe meglio scrivere "deve") bastare per andare in Champions League.
La faccenda Kondogbia complica (e molto) la posizione di Galliani, avvistato a cena nel ristorante "preferito", tra l'altro appena ristrutturato. Per non fare pubblicità lo chiameremo "Giannone". Da "Giannone" ieri sera c'era la qualunque, persino la sempreverde Alba Parietti e il sempreciuffato Cristiano Malgioglio. Pare che Galliani abbia provato ad acquistarli ma su questo non abbiamo certezze. E comunque l'ad se n'è andato dopo soli dieci minuti, segno che ha il nervoso. Detto che sarebbe facile fare ironia su quanto accaduto negli ultimi giorni e sull'operato dell'uomo mercato rossonero, preferiamo basarci sui fatti per capire "dove sta andando il Milan". Come detto sette giorni fa, i soldi da spendere sul mercato ci sono. E sono tanti. L'operazione Berlusconi-Bee può andare solo in due modi: o si fanno le nozze con il thailandese e lo stesso caccia i famosi 480 milioni (150 da spendere subito), o il patto va a donnacce e tocca a Silvio mettere il grano (si è esposto troppo per "far finta di nulla"). Nel secondo caso non saranno 150 cucuzze ma neppure quattro spicci. La domanda degli ultimi giorni è: "Se i soldi ci sono perché i giocatori non arrivano?". La risposta non è immediata ma esiste: chi gestisce il Milan sta "sopravvalutando" il Milan. Avere i quattrini in mano non è garanzia che i giocatori dicano "sì". Una volta poteva bastare, oggi no. Non bastano i soldi, non bastano "i blitz di mercato". I giocatori vanno corteggiati, seguiti, le trattative imbastite con largo anticipo e "accompagnate" fino alla firma. Viceversa i Martinez e i Kondogbia fuggono verso squadre più appetitose e iscritte alla Champions (nel primo caso) o più attente a gestire determinate operazioni (nel secondo). Per questo il sottoscritto sostiene da tempo che Galliani per quanto sia attento e caparbio non possa fare tutto da solo, né credere che i giocatori si acquistino con i viaggi-lampo. I famosi "blitz" si fanno solo in due casi: quando si hanno tanti (ma proprio tanti) quattrini a disposizione, oppure quando un giocatore sta per firmare ma ha ancora qualche dubbio (vedi Atletico con Martinez). Una cosa va riconosciuta a Galliani: dopo 30 anni di gestione solitaria non ha alcun senso affiancare all'ad rossonero un manager come Nelio Lucas, soggetto abituato a farsi gli "affari suoi". Molto meglio sarebbe scegliere un direttore sportivo, uno a cui affidare la gestione delle operazioni, uno che in caso di trattative saltate potrebbe dare il via agli indispensabili "piani B". Esiste nel Milan una figura del genere? No. Esiste un piano B dopo i flop delle operazioni Kondo e Martinez? Ancora no. Si parla di interessamenti per Witsel, Rabiot, qualcuno dice Cavani. Probabilmente sono anche reali, ma piuttosto improvvisati. Conclusioni: restiamo convinti che il Milan farà un ottimo mercato, ma solo se smetterà di pubblicizzare se stesso e le sue disponibilità. Il basso profilo non è il massimo se rappresenti il club di Berlusconi, ma è lo stesso Berlusconi ad aver indicato la strada: meno riflettori, meno selfie, zero Pablo Dana, più concretezza.
Chiusura sulla Juve. Con Mandzukic ufficialmente presentato splende il sereno su Torino. Ora si va a caccia del "famoso" fantasista. Settimana scorsa davamo Oscar per "fatto", evidentemente siamo stati troppo morbidi (potrei scrivere "ho detto una minchiata" ma resto ottimista sulla buona riuscita della trattativa). La situazione al momento è la seguente: Pirlo ha scelto la squadra "americana" del City (il New York City). Nell'ottica di un'operazione "io do una mano a te, tu la dai a me" domina l'ottimismo attorno alle possibilità di portare Jovetic in bianconero. In questo caso però la Signora non ha fretta e temporeggia, sa che alla lunga Mou e il Chelsea abbasseranno le pretese per Oscar (al momento 35 milioni). Nel frattempo i bianconeri si avvicinano a un altro colpo a costo zero, Josè Mauri, 19 anni, argentino naturalizzato italiano in arrivo dall'ormai fallito Parma. Mica male davvero...
E ora "Week-end a Formentera, una storia triste". (Tutto quello che leggerete è realmente accaduto. I nomi sono modificati per garantire l'anonimato ai protagonisti. Buona lettura). Ciao. Ho passato tre giorni a Formentera. Sì lo so, è una roba da tamarri, veline e calciatori. Io non sono certamente un calciatore. Forse neanche una velina. Ergo, sono un tamarro. Diciamo che avevo una scusa: "Partecipo alla Formentera Cup, prestigioso torneo di calcio a 5 organizzato sull'isola". Nelle poche righe a seguire vi racconterò quello che ho visto. Ho visto Pirro Indaghi, ex giocatore oggi allenatore. Era affranto, distrutto da un esonero che non riesce a digerire. Era talmente affranto che magnava impepate di cozze e altre leccornie al noto ristorante "Spaghettoni". Nei suoi paraggi sempre chilate di manze secondo la legge "tira più un pel di Indaghi...". Da "Spaghettoni" presenti: tronisti, donne con tette enormi tipo palloni sonda, labbra a 5 atmosfere, culi rifatti (sì, ho scoperto che si possono rifare anche i culi), varie ed eventuali. Sul palco si cantava "Maracaibo" e "Su di noi, nemmeno una nuvola" e "Gelato al cioccolato" e "Volare" del povero Modugno che se sapesse si incazzerebbe molto e "Oi vita oi vita mia". Quando canti "oi vita oi vita mia" sei invitato a far roteare il tuo tovagliolo e - se sei coraggioso - a salire sulla sedia. Per salire sulla sedia, meglio se sei almeno un terzino del Real Madrid, altrimenti si avvicina il buttafuori e ti dice "cazzo fai? Giochi nel Real Madrid?". Non ho mangiato da "Spaghettoni" solo perché non avevo voglia di dover dire al cameriere "al massimo ho giocato nella Guanzatese, può bastare?".
A Formentera ci si diverte molto agli aperitivi. Agli aperitivi ho visto: spritz a dieci euro fatti 7/8 con il ghiaccio e 1/8 con l'Apetrol (non l'Aperol, l'Apetrol, un succedaneo). Al terzo spritz non solo sei povero, ma ti viene l'acetone immediato. Agli apertitivi ma anche nelle discoteche dominano gli "addii al celibato/nubilato" dei quali vi ho parlato settimana scorsa. Le ragazze solo in quanto partecipanti all'addio al nubilato sono tutte un po' più vacche, i ragazzi invece sono porci a prescindere. All'aperitivo puoi salire sulle sedie anche se giochi in serie B. Ma non più in basso altrimenti arriva il solito buttafuori. E infatti io sono andato in spiaggia e sono salito su uno scoglio gridando "Non mi avreteeee!". In discoteca accade di tutto, soprattutto nel noto locale "Pinetto", già presente anche a Milano Marittima. La cosa che mi ha più sconvolto è l'atteggiamento dei camerieri, quelli che ti portano la consumazione "da ricco", ovvero la bottiglia. Hanno tutti auricolari tipo agenti dell'Fbi e ti puntano in mezzo alla folla per darti la spallata. Non lo fanno "per sbaglio" te la danno apposta a meno che tu non sia Pirro Indaghi o Marzio Verrappi. Solo che loro non possono prendere la spallata perché sono nel privé, luogo misterioso dove puoi andare solo se giochi la Champions. Oppure se hai le tette abnormi di cui sopra. Io non dispongo dei due requisiti, ergo, sono rimasto in pista a prendere spallate dai camerieri con l'auricolare e da alcuni pr con giacche molto appariscenti. I pr e tutti i più fighi hanno tutti una caratteristica: la barba lunghissima. Cioè, se non hai la barba lunghissima, non sei pr e non hai giocato almeno una finale di Coppa Italia puoi anche stare a casa che tanto non ti si fila nessuno tranne quelle a pagamento fuori dai locali.
A Formentera fuori dai locali ci sono quelle a pagamento. Loro vengono anche se giochi in terza categoria, ma non so se ne vale la pena. E il mare? Il mare è per tutti. Ma l'ombra no. Quella la paghi: 15 euro per l'ombrellone e il lettino, altrimenti calci nel culo e ti ustioni. L'amico Luca presente con me: "Io l'ombra non la pago!". E io: "Neanche io! Giammai!". Siamo finiti al centro grandi ustionati. Per fortuna ci sono i "baracchini" o "chiringuiti", in particolare c'è il Lucky, un posto gestito da un gruppo di bolognesi dove ti danno la birretta a 2.50 euro. Una me l'hanno offerta perché ho promesso che li avrei citati: fatto. Mi piace molto Formentera, soprattutto il proprietario di un locale che pare un giorno abbia fatto aspettare fuori tale Federica Bargi. Lui: "Da me i poveri entrano gratis, i ricchi pagano". Il fidanzato della Bargi, tal Batri va detto che è stato umilissimo e ha pagato. Altri non l'avrebbero fatto. Evviva Batri, evviva Formentera, abbasso i motorini che ti affittano con caschi fatti di plastica. Si sciolgono al sole. E tu dici: "Beh, ma tanto non cado". Occhio, dopo mezza bottiglia di Apetrol e 60 euro in meno cade anche Valentino Prossi. Che tra l'altro sull'Isola non c'era. Una storia triste, appunto... (Twitter: @FBiasin)


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