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SONDAGGIO
Juventus-Barcellona ai quarti: passare è possibile?
  Sì, la Juventus è cresciuta rispetto al 2015
  No, il Barcellona resta più forte dei bianconeri

TMW Mob
Editoriale

Juve-Pogba, tante bugie e una sola certezza: ecco dove va! Milan: tutti i dubbi dei tifosi (e una sensazione). Inter, per Imbula non è finita (e su Kovacic...). Napoli: una risposta di Giuntoli preoccupa i tifosi

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
30.06.2015 07.38 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 185415 volte
© foto di Federico De Luca

Ore 3.30 del mattino, Castiglioncello (Livorno), post Tmw-Awards.

Punto numero 1: intendo preservare l'identità del mio interlocutore "Alfrè".

Punto numero 2: vi dirò solo che ha un cognome che finisce con l'accento ma non è Imbula (che tra l'altro non ha l'accento).

Al decimo "Amaro del Capo" Alfrè molla gli ormeggi: "Andare a dormire non è vietato in molti Paesi del mondo tra cui anche l'Italia...". Io, visibilmente barcollante: "Ce ne sta ancora uno, dai Alfrè, immaginala come una raffica di calcio mercato". Lui e gli altri presenti al tavolo, tutti più o meno devastati dalla consistenza zuccherina dell'amaro (salcazzo perché lo chiamano "amaro..."): "Ma i camerieri ci odiano già, stanno chiudendo!". Intervento a gamba tesissima della gentil-cameriera: "No cari, qui siamo aperti 24 ore su 24, abbiamo turni come i cinesi, state pure finché vi garba". Risposta secca di uno dei presenti al tavolo (probabilmente io): "Allora ci porti direttamente la bottiglia!". Alfrè ha una specie di mancamento ma tiene il punto: "Sì, ci porti la bottiglia e anche due cornetti alla crema, ma che stai a dì. Comunque so già che martedì inizierai l'editoriale da qui". Io: "No, Alfrè, non potrei mai...". Lui: "Sì, lo farai...". Aveva ragione lui.

Ci alziamo, facciamo per uscire e un commensale totalmente fuori di senno esclama: "Forse dovremmo pagare almeno gli amari, no?!". Sul "Forse..." improvviso uno scatto verso l'uscita tipo finale olimpica dei 100 metri: ci fosse stato uno starter, mi avrebbe sparato alla giugulare per clamorosa falsa partenza. Alfrè, invece, è rimasto ai blocchi di partenza, cazzi sua...

E, insomma, è stata una gran bella serata. C'erano i calciatori che se la tiravano tipo fionda, c'erano i direttori sportivi tutti con panze di un certo livello tranne Capozucca che invece ha una curiosa somiglianza con il protagonista del videogioco a me caro "MediEvil", avete presente (https://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/a/af/Sir_Daniel_Fortesque.jpg)? Credo che l'espressione "hai la pancia piena" rispecchi molto gli amici ds, comunque tutti molto disponibili a differenza dei calciatori "fionda". C'era Sua Santità l'arbitro Rizzoli (unico fischietto dotato di favella), c'era una quantità infinita di colleghi, molti dei quali a loro volta fan dell'ammazzacaffè e della cena a sbafo, c'era il mattatore Michele Criscitiello che è meno abbronzato di Carlo Conti ma io continuo a sponsorizzare per i futuri Sanremo. C'erano infine discrete manze del genere "accalappia-calciatori" che tu gli dici "questa è facile Marisa: 3+2!" e loro ti rispondono "non rilascio commenti, tra me e Pupazzi del Chievo non c'è niente, però tu scrivi pure quello che vuoi". Ah, ovviamente c'era anche l'editore di Tmw Andrea "Santo subito" Pasquinucci che ha pagato tutto il cucuzzaro, compresi gli Amari del Capo di cui sopra. Lui non vuole pubblicità, noi dai grandissimi paraculi lo osanniamo: "An-dre-a! An-dre-a! An-dre-a!". E così via.

In ogni caso la soddisfazione più grande della 36 ore a Castiglioncello è derivata da quelli che si avvicinano e ti dicono "tu sei quello che scrive le minchiate, bravo!". Io: "Sì, ma le cose sul calcio?". Loro: "Sì, beh certo, scrivi anche quelle, ma meglio le minchiate". Io: "Sì, ma...". Loro: "Oh, taci, scrivi le minchiate e stop che è l'unica cosa che sai fare". Tutti tranne uno: "Sei bravo, davvero, scrivi cose molto gradevoli e sei competente". Io: "Grazie mille, molto gentile". Lui: "Figurati Ponciroli, te lo meriti". Ponci, perdonami, non ho osato contraddirlo.

Ora il mercato. Anzi no, il fantamercato che è assai bello ma fino a un certo punto. Da 48 ore (ma in realtà da più di un anno) non si fa altro che parlar di Pogba "venduto" e di Juventus che non vede l'ora di disfarsene per fare cassa e realizzare la sua bella plusvalenza.

Il Real lo vuole e ce lo dice Zidane, il City lo vuole e ce lo dicono i tabloid ("offerti 250 milioni!"), il Barcellona lo vuole e ce lo dicono Laporta e Bartomeu per farsi la "bua" virtuale e vincere la guerra elettorale. E i dirigenti della Juve cosa ci dicono? Niente, tacciono. Sapete che c'è? Fanno bene.

Tutte le notizie uscite fino ad oggi a proposito di questa e quella offerta - perdonate la terminologia - sono balle, bugie, cazzate, boiate. Pogba piace a tutti, è vero, ma nessuno ha ancora "osato" formalizzare una proposta e sapete perché? Perché la Juve vuole tanti soldi, quasi 100 milioni, li vuole tutti, non ha necessità di vendere e può aspettare senza farsi prendere dalla fretta (spesso cattivissima consigliera).

Si parla molto della volontà blaugrana di portare il francese a fare "picci-picci" con Messi sulle Ramblas. Ecco, questa è l'unica cosa vera: i due candidati alla presidenza del Barcellona farebbero carte false per avere Pogba, lo "userebbero" come grimaldello per vincere le piccantissime elezioni, sarebbero disposti a parcheggiarlo a Torino un altro anno con il solo scopo di avere la possibilità di dire agli elettori "l'ho preso io, mica quell'altro, arriverà l'anno prossimo". Insomma, rischiano di creare una clamorosa asta interna che farebbe la fortuna solo e soltanto della Juve. Raiola lo sa e (ovviamente) lascia fare, la Juve continua a tacere e tacere e tacere. Sapete quindi dove giocherà Pogba l'anno prossimo? Nella Juve, che vuole e in un certo modo "pretende" che nel post-Berlino le avversarie trattino i bianconeri alla pari e non come un supermercato dal quale attingere a piacimento.

Così i detrattori: "Eh ma l'anno prossimo difficilmente la Signora farà la finale di Champions". Grazie al piffero, certo che sarà difficile, ma l'obiettivo delle grandi non è "garantire tutti gli anni la vittoria della Champions" (non lo può fare nessuno, neanche lo stesso Barcellona), semmai mettersi in condizione di avere una squadra capace di arrivare sempre nel G8 del calcio europeo.

La Juve lavora per questo, Allegri pure. La sua richiesta è chiara: un trequartista con i controfiocchi. La priorità resta Oscar, prediletto del mister toscano, Jovetic una seconda scelta. Dopo l'accelerata delle scorse settimane ora i bianconeri sanno che è meglio aspettare: il brasiliano nonostante le parole del suo agente resta una pista calda, caldissima, ma da percorrere un passo alla volta.

Quattro chiacchiere sul Milan. Premessa: settimana scorsa mi sono preso clamorosi vaffanculi per una dichiarazione apparsa su Milannews e titolata "Biasin: Nell'affare Kondogbia l'Inter ha dato una lezione al Milan". Mi sono accorto, in effetti, che in troppi leggono solo il titolo e lì si fermano. È stato un profluvio di "vaffanculi", "pezzo di m...", "figlio di maialaccia", "culattone", "schifoso raccomandato", "Mastro Lindo". Altri, più concettuali, mi hanno augurato una morte lenta e possibilmente dolorosa. Son cose che capitano. Per dire, mio padre (milanista fino al midollo) mi fa: "Coglionaccio smettila di dire stronzate, ma quale lezione?". Mia madre invece si è risentita per il "figlio di maiala", ma ad oggi non ha ancora portato prove per smentire l'epiteto.

Per fortuna c'è anche chi ha letto e si è accorto che al di là del titolo, il qui presente figlio di maialaccia ha provato a motivare. Mettiamo da parte la questione Kondogbia e pensiamo a quello che è successo negli ultimi sette giorni. Il Milan ha ufficializzato Bertolacci e a giorni farà lo stesso con Bacca (per la gioia di molti, ma non di tutti ehm...). Due ottimi colpi per come la vedo io, un po' cari se vogliamo, ma in questo momento possiamo anche mettere in secondo piano la questione economica: in fondo se uno ha soldi da spendere a profusione (e il Milan li ha, confermiamo), li spenda pure come vuole.

La questione semmai è un'altra: il Diavolo sta seguendo una logica nel suo mercato? Ha preso Bacca per vero interesse o solo per tappare la "falla mediatica" creata per il no di Martinez? Bertolacci che buco va a coprire? I dirigenti addetti al mercato (usiamo un plurale piuttosto inutile, ce ne rendiamo conto) sanno che la vera emergenza non è in attacco (importantissimo, per carità), ma a centrocampo? Il tempo per sistemare la rosa c'è, le risorse pure, ma serve un piano d'azione che dia qualche certezza in più ai tifosi (che fessi non sono) e li spinga a sottoscrivere qualche abbonamento. Witsel, per dire, non è forte: è fortissimo. Solo che non è Kondogbia. Cioè, se dopo il "no" del francese punti al belga e rinnovi De Jong, significa che hai cambiato rotta, che pensi a una squadra diversa, significa che stai dicendo a Mihajlovic "noi prendiamo i giocatori che ci pare, poi tu penserai a metterli in campo a seconda di quello che ti mettiamo a disposizione". Per carità, ci può stare, ma la sensazione è che così si rischi di complicare il lavoro del nuovo allenatore, soprattutto se metà dei contratti in scadenza (Bonera, Abate, Mexes) che tutti pensavano "non saranno rinnovati" invece sono già stati rinnovati. Solo vedere che Muntari dopo tutto quello che ha combinato abbia ancora speranze di restare, scusatemi, ma è allucinante...

Quindi l'Inter. Imbula è saltato. Andrà al Porto. Oddio, di ufficiale ancora non c'è niente, ma di sicuro l'Inter non parteciperà ad alcuna asta con i portoghesi per lusingare il Marsiglia. Questo significa che l'interesse per il francese non è così significativo? No, significa soltanto che Ausilio non può (e non vuole) modificare l'offerta di 1 + 18 milioni. O così o niente. La sensazione è che quel simpaticone di Lucas abbia messo il becco nell'affare per rifarsi dello sgambetto dei nerazzurri con Kondogbia. Forse è così, forse no, ma Ausilio non si scompone: dovesse rinunciare a Imbula (al momento non lo ha fatto, aspetta...), cercherà un'alternativa "fisica" (non Melo). Intanto arriva Montoya, si attendono le decisioni di Salah e parte la fase più dura dell'estate "ausiliana", quella delle cessioni. Con 20 milioni scarsi già incassati tra Mbaye, Bonazzoli, Taider, Alvarez (prima o poi il Sunderland pagherà), all'ad si chiede di incassarne altri 30 per completare il mercato "auto sostenibile". Ci riuscirà? Sarà in grado di trattenere Kovacic? Dovesse farcela realizzerebbe decisamente un piccolo capolavoro.

Chiusura con le due domande (senza risposta) fatte ad Abodi e Giuntoli sul palco dei Tmw Awards.

Ad Abodi. Domanda: "Visti gli scandali preferirebbe una serie B con 22 o con 20 squadre?". Risposta: "Non è una questione numerica, ma di bla bla bla. Tutti insieme dobbiamo trovare il modo di bla bla bla. E quindi non è una questione di quante squadre ma bla bla bla". A casa mia si chiama "politichese", ma capiamo bene che per la B (e quindi anche per il suo presidente) non sia un momento facile.
A Giuntoli. Domanda: "Mi sa dire che budget avete a disposizione a Napoli per fare il mercato?". Risposta: "No". Le cose sono due: o le idee sono poco chiare, o Giuntoli ha pensato "attè te lo vengo a dire pirletti...". Propendiamo per la seconda ipotesi e, anzi, rilanciamo: la pista Darmian si è raffreddata ma non è affatto tramontata, Immobile arriverà perché non vede l'ora di tornare "a casa", Versaljko è vicino, uomini vicini a Sarri ci dicono che abbia le idee chiarissime su quello che vuole e soprattutto su chi "non vuole" nel suo gruppo di lavoro. Chi bene inizia...
Saluti a tutti. Con il rischio di farmi dare dell'omofobo che non sono (di questi tempi il rischio è altissimo) chiuderò con un appello: va bene tutto, tutto, proprio tutto... ma il pallone rosa in serie A no, checcazzo!

E ora cose populiste a caso per recuperare:

1)Mangiate frutta nelle ore calde e non mettete la testa sull'asfalto a mezzogiorno.

2)Pulvirenti brutto e cattivo.

3)Povera Grecia, cattiva Merkel.

4)Non ci sono più i tormentoni estivi di una volta tipo quelli dei Righeira.

5)Non abbandonate i cani negli autogrill. Se lo fate gli animali siete voi (evidentemente durante le vacanze di Natale invece si può, perché nessuno dice un cazzo). Twitter: @FBiasin.

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