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SONDAGGIO
Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

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Editoriale

Juve, tra Cavani e Verratti con i soldi di Pogba. Dybala, si tratta. Conte decide a giugno. Inter, via Podolski per Lucas Leiva. Roma, Ancelotti il dopo Garcia

13.02.2015 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 37021 volte
© foto di Federico De Luca

Dalla tela che la Juve sta tessendo in gran segreto spesso escono delle indiscrezioni che lasciano ormai ben pochi dubbi come abbiamo sempre sostenuto: Pogba è destinato a lasciare i bianconeri.

Del resto solo con questa enorme plusvalenza i bianconeri riusciranno a fare un mercato importante per rafforzare la Juventus anche in chiave Champions. Marotta sa benissimo che Morata non basta (la recumpra del Real caso mai è dal 2016) e l'estate prossima deve preoccuparsi di trovare un grande attaccante capace di andare in doppia cifra per preparare anche il dopo-Tevez (nel 2016 tornerà in Argentina). Prima o poi anche Pirlo si dovrà arrendere all'età e in difesa c'è bisogno di un dopo-Barzagli pescando un giocatore di alto livello. Attaccante, regista e difensore, tre posti chiave ai quali va unito un trequartista vero, in grado di dare fantasia e imprevedibilità alla manovra della Juve di Allegri.

Come fare a reperire tutti questi soldi e tutti questi giocatori ormai è chiaro a tutti. Pogba finirà all'asta, cento milioni sono possibili, ottanta sicuri. Raiola è da tempo al lavoro per affiancare i bianconeri e l'ultima società che ha capito di aver bisogno di un giocatore così è il Real: l'affare con qualcuno si farà.

Raiola, comunque, è abilissimo e la Juventus con la sua collaborazione venderà Pogba sicuramente al meglio. L'ex pizzaiolo sta puntando dritto anche sul Psg con il quale ha buoni rapporti da sempre. Gli sceicchi proprietari del club hanno confermato il loro interesse e Raiola sta tessendo la sua tela. Cavani è il grande oggetto del desiderio della Juventus e il giocatore tornerebbe in Italia volentieri anche per togliersi dall'ombra di Ibra. Ma alla Juve piace molto anche Verratti, il dopo Pirlo ideale.

Sul giovane regista ha messo gli occhi da un pezzo anche il Barcellona che vuole sostituire Xavi, ma l'accoppia Cavani-Verratti più qualche milione di euro in cambio di Pogba, per la Juve potrebbe essere un grande affare. Si sta lavorando e certe operazioni si fanno con grande pazienza, non è facile mettere assieme tutte le caselle anche perché Cavani guadagna cifre improponibili per la Juve e si stratta quindi, eventualmente, di convincere il giocatore a spalmarsi l'ingaggio o roba del genere. Un po' di soldi ai bianconeri arriveranno anche dalla cessione di Llorente che sembra ormai destinato a finire ai margini del progetto bianconero. Preso a parametro zero, lo spagnolo comunque sarà una bella plusvalenza perché nel suo paese ci sono club disposti a spendere cifre importanti.

Alla Juve piace molto anche Dybala che sarebbe l'ideale sostituto di Tevez nel 2016. La situazione con il Palermo però sta precipitando e la sparata di Zamparini di due giorni fa ha complicato il lavoro che i bianconeri stavano facendo dietro le quinte. Chi c'è alle spalle di Dybala che turba i programmi della Juve e di Zamparini?

Secondo qualcuno l'Inter, ma la situazione è complessa per i personaggi in campo. Alla Juve interessa anche Vazquez, 25 anni, esploso tardi, ma sicuramente il trequartista di fantasia e corsa che farebbe al caso di Allegri. Anche su questo tavolo Marotta c'è. Un affare praticamente già concluso è De Jong. Il centrocampista è in scadenza e non vuol restare al Milan, già pronto il trasferimento a Torino alla corte del suo ex allenatore Allegri che vuole usarlo come interno di centrocampo in alternativa a Vidal.

Il Milan ha 14 giocatori in scadenza e nessuno dei quali ha intenzione di rinnovare. Anche per questo in un vertice in società nei giorni scorsi è stata decisa la rifondazione. Inzaghi non ha futuro, si è scoperto che è pure condizionato dai vecchi dello spogliatoio e la fascia di capitano a Muntari è l'ultimo segno di debolezza che Berlusconi non ha gradito. Contro la Juve doveva uscire proprio Muntari, poi la decisione è stata cambiata ed è stato sostituito Poli che giocava meglio. Come mai? Ognuno dia la sua risposta.

Un grande vecchio della società ha fatto presente a Berlusconi che in campo vanno giocatori e calciatori. Il Milan ha sempre avuto dei giocatori (top player di oggi, quelli che sanno giocare, ma hanno una marcia in più nell'ottica della squadra) mentre oggi è pieno di solo calciatori. Anche mediocri.

Si punterà subito su un grande allenatore e su un lavoro sul medio periodo. La rifondazione sarà totale se il Milan non centrerà neppure l'Europa League. Conte è sempre nel mirino, è vero che il Ct è orgoglioso e l'idea di riuscire a cambiare la nazionale contro tutti e tutto resiste. Vuol per far vedere che lui non è Prandelli che ora fa finta di stare dalla parte di Conte solo per difendere sé stesso e il fallimento brasiliano, che con il coraggio e la forza delle idee si può andare avanti. Questa oggi è l'idea di Conte però con Tavecchio non lega e la vera decisione sarà presa dopo le partite di giugno dell'Europeo anche in base a quello che succederà in federcalcio. Se Conte dovesse dire no, il Milan ha comunque bisogno di un allenatore di prima fascia.

Qualcuno ha suggerito Klopp, ma Berlusconi preferisce un italiano e Montella è sempre nel mirino anche se la Fiorentina l'ha blindato.

Rimanendo in tema allenatori, è sempre probabile l'addio di Garcia dalla Roma. Fuori dalla coppa Italia, in difficoltà in campionato, se i giallorossi non dovesse centrare il secondo posto e far bene in Europa League, il divorzio sarebbe inevitabile anche per ragioni interne e polemiche tutte romane.

Sabatini che ha capito tutto da un pezzo ha contattato Mazzarri, ma sta sondando anche Ancelotti. Al Real fino a poche settimane fa era un mito dopo aver vinto la Decima, ora qualche rapporto scricchiola e si sa che in certe società se non vinci e soprattutto se sei italiano (ricordate Capello?), fai presto a cadere in disgrazia. Ancelotti sta bene al Real, ma deve rinnovare il contratto e da sempre il suo sogno è quello di chiudere la carriera con i club alla Roma dove ha cominciato da giocatore più di 30 anni fa.

Sabatini gli ha fatto sapere che nel caso in cui…La partita è aperta, ma il futuro della panchina del Real si deciderà solo in aprile. Sempre in tema di panchine, non per insistere, ci risulta che Benitez abbia già detto a De Laurentiis che non resterà. Ma anche Montella, uno di quello che piacciono al presidente cinematografaro, ha tagliato corto sul suo futuro: resta a Firenze. I maligni dicono che non gli piacerebbe avere un presidente così invadente, ma sono solo maligni.

Visto che parliamo di Montella, è vero che Allan piace molto ai viola. Piace a tal punto che l'anno scorso quando è stata risolta la comproprietà di Cuadrado, la società viola ha fatto un sondaggio per portare subito a Firenze anche il centrocampista. L'Udinese ha detto no, ma ora c'è chi parla di una opzione viola o comunque di una parola data, in caso di cessione ci sarebbe una priorità. Certo è che l'Udinese è una bottega molto cara.

Infine l'Inter. Mancini ha già detto ad Ausilio che Podolski difficilmente sarà nei suoi programmi futuri, è un giocatore non più disposto a rimettersi in gioco e a lavorare per la squadra. Gente così non serve. Sarà restituito all'Arsenal: non era un caso se Wenger non lo faceva giocare. Per il centrocampo Mancini vuole assolutamente Lucas Leiva e il discorso con il Liverpool è ripartito.

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