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Editoriale

Juve: un nuovo nome per il centrocampo (che derby con il Napoli!). Inter: Joao Mario c'è ma non è finita... Milan: il p dell'operazione Betancur (e le mosse di Fassone). Fuori mercato, un pensiero per Schwazer

16.08.2016 07.22 di Fabrizio Biasin  Twitter:   articolo letto 166220 volte
© foto di Alessio Alaimo

Ciao. In barba ai roventi giorni del mercato son partito per le ferie. Tanto non è più come un tempo: una volta sparivi due settimane ed eri fuori dal mondo, isolato, cara grazia se spedivi una cartolina, dovevi trovare la cabina telefonica e i gettoni.
Oggi si sa tutto di tutti: è un trionfo di culi, tette, addominali per chi ce li ha, va molto la foto delle gambe con vista mare o la pubblicazione di immagini "per far capire che sei proprio lì dove hai detto che andavi e non in un altro posto" (foto di arancino/cannolo se sei in Sicilia, tazzona di sangria se sei in Spagna, pigne se sei in Canada, mandato d'arresto se sei in Turchia, pozzanghera di sangue da rissa tra portoricani se sei rimasto in città, Vieri se sei a Formentera, Formentera se sei da Vieri, altro).
Insomma, il mercato si può fare anche dalla Tazmania, tanto la connessione gratis c'è ovunque (tranne che in Italia) e in ogni caso sarà grasso che cola se entro fine mercato azzeccherò il trasferimento di un terzino dell'Entella o dell'Akragas.
Prima di andare al sodo, però - e approfittando della partenza mezzo aereo - ci tengo molto a raccontarvi delle mille e una cose magiche che accadono negli scali aeroportuali e che forse non avete mai messo a fuoco, perché a differenza mia avete una vita.
Negli scali aeroportuali molti hanno l'ansia da partenza. Ho sentito una fidanzata parecchio ansiata ammonire il suo fidanzato al grido di "hai preso la padella per la fonduta?". E lui: "No amore, mi son scordato". E lei: "Coglione, sei il solito inaffidabile!". E lui: "Ma tesoro, andiamo a Cuba...".
Negli scali aeroportuali, la fregatura è dietro l'angolo. Prendete il duty free. La mia e la tua mamma quando eravamo piccini ci hanno raccontato che "al duty free si risparmia". Purtroppo TMW non mi consente la pubblicazione delle "foto-prova" (le trovate sul mio Facebook) ma mi sono imbattuto in Tobleroni da 100 grammi a 4 euro, Nocciolati Novi sempre da 100 grammi a 6.50 euro, buste di bresaola Ferrarini da 90grammi a 10 euro. Sono andato alla cassa brandendo la busta di bresaola: "Mi scusi, avete macellato Varenne? Altrimenti non si spiega". Il cassiere: "Taci prescritto".
Allo scalo aeroportuale ci sono i boccioni di vetro dove le persone illuminate buttano monete e banconote per aderire a qualche buona causa. Se le osservi con attenzione sono ricolme dei conii più disparati: sesterzi della Papuasia, dobloni della Cambogia, banconote da cinquanta e cento euro. Roba che se tu vai lì con 20 centesimi devi stare attento che nessuno ti becchi altrimenti vieni ammonito al grido di "pezzente! Vergognati!". La questione "boccioni ricolmi di denari" non mi convince.
All'aeroporto, a meno che tu non sia Gianluca Vacchi, devi fare il check-in. Se sei Gianluca Vacchi compri il check-in e passi direttamente facendo surf sul rullo, altrimenti la rottura di balle è dietro l'angolo. A me per esempio capita sempre che mi chiedano di levare le scarpe. Forte il timore di avere il calzino bucato. Quando passo, la prima volta suona sempre. A volte anche la seconda e la terza. "Si levi tutto". "Sono in mutande". "Ha qualcosa in metallo per forza!". "Cosa le devo dire, sarà l'insalata al farro in titanio di ieri sera".
Sull'aereo, invece, due sono i grandi misteri: il telefono "che va assolutamente spento in fase di decollo e atterraggio" e l'applauso al pilota all'arrivo.
L'applauso al pilota all'arrivo è fuori moda dal 1983 ma resiste in alcune nicchie di popolazione. Trattasi però di gesto altamente contagioso, per questo motivo è sufficiente che ci sia uno stronzo di Mentone avvezzo all'applauso che tutti subito gli vanno dietro per non lasciarlo solo. Mi piace pensare che il pilota sentendo l'applauso si imbarazzi o quantomeno pensi "che cargata di minchioni ho imbarcato? Gente ferma al 1983". Quanto al telefono da spegnere "altrimenti esplode tutto" mi sono accorto che siffatta pratica è seguita solo dai più precisini, tipo quello di Mentone, mentre altri se ne fottono altamente. I più ribelli, appena le hostess si cinturano, organizzano torneoni galattici di Candy Crush in fase di decollo. Per non sentirmi il più cretino questa volta anche io ho tenuto acceso, purtroppo sono stato beccato da uno steward che, sornione, è giunto di soppiatto (le colleghe nel segreto del "dietro-tendina" lo chiamavano "Il Marisa").
Mi fa: "Si vergogni, qui esplodiamo tutti!". Ho provato un forte imbarazzo, amplificato dal fatto che quello di Mentone ha improvvisato un applauso accusatorio accompagnato da improperi tipo "bravo Marisa! Questo qui si deve vergognare! Qui esplodiamo tutti e quello gioca a Candy Crush!".
In ogni caso non capisco come le hostess - sempre assai seriose e professionali - possano pensare che basti tirare una tendina per far sì che nessuno percepisca le cattiverie gratuite nei confronti del Marisa.

Dalla quantità smodata di puttanate appena scritte, avrete intuito che c'è molto poco da dire quanto a mercato e compravendite. È Ferragosto e a Ferragosto anche Raiola rinuncia a guadagnare qualche milione per grattarsi la panza in spiaggia.

Stiamo dunque ai fatti (una roba veloce così torniamo tutti a farci i fatti nostri):

L'Inter è a un passo da Joao Mario. Chi scrive - ben consigliato dal solito informatore - quattro giorni fa twittò "la pista è calda ma ci vuole tempo". Questione di cifre monstre da far quadrare e dettagli da limare. Dovremmo esserci: il giocatore arriverà grazie all'opera congiunta della dirigenza nerazzurra (più Kia, l'agente il cui cognome non so scrivere). Su Brozovic l'indicazione è che sì, è cedibile, ma difficilmente alla Juventus per il banale ma legittimo assunto "rinforzare una rivale è da stronzi".
Ultime due questioni: su Tevez lo scrivente è scettico ma solo per considerazioni personali assolutamente poco attendibili. Quanto al FairPlay finanziario è evidente che la società abbia eseguito un deciso (e pericoloso?) triplo carpiato del genere "i paletti del fpf? Vedremo...". Evidentemente l'Uefa non fa paura a Mr Zhang.

Milan. Per una volta evitiamo di scornarci tra promotori del partito "i cinesi esistono" e quelli del "esisteranno anche, ma c'è poco da star tranquilli". Chi scrive sa solo che Fassone ha firmato un contratto, sa anche che è persona scafata e seria: se avrà la possibilità di lavorare potrà dare una gran mano per far rifiorire il Diavolo (sta già vagliando ds e "uomini immagine" da portare in società).
I problemi al limite sono legati al presente, all'offerta per Betancur, giovane certamente interessante il cui arrivo è ostacolato dalla famosa clausola-Juve. Non sappiamo come andrà a finire, sappiamo però che a meno di due settimane dalla chiusura del mercato è assai pericoloso incaponirsi su un obiettivo "conteso". Lo può fare un club per cui Betancur è un "di più", non il Diavolo che ha assoluta necessità di arrivare a un centrale difensivo e, soprattutto, a un centrocampista che sia da subito titolare.
Con Bacca deciso a restare e De Sciglio incedibile (se lo vendi allora dai argomenti a quelli che "i cinesi non esistono") i soldi da spendere non sono molti, meglio investirli su un prospetto che lì in mezzo possa contribuire con fosforo, esperienza e attributi da vendere. Ma evidentemente in società ritengono che questa sia una questione di poco conto, altrimenti negli ultimi tre anni qualcuno avrebbe messo maggiore impegno per tappare la voragine "in zona regia". O no?

Juve. Sette giorni dopo, la questione è sempre la stessa: si punta al centrocampista per sostituire Pogba. Da tre settimane la "rosa" dei papabili è sempre la stessa, rinforzata negli ultimi giorni da Brozovic che, però, l'Inter non intende cedere in Italia. Con lo Zenit il braccio di ferro su Witsel è chiaro: si punta ad aspettare gli ultimi giorni del mercato per far sì che i russi lo mollino (altrimenti fra un anno rischia di partire a zero). Gli altri: Matuidi è bloccato dal Psg, Matic da Conte. E Diawara? La Signora sta spingendo assai e ha parlato con il Bologna, ma non si tratterebbe di un'alternativa ai precedenti, semmai di un "di più". Staremo a vedere.

Infine il Napoli: il tentativo è quello di rinforzare difesa e centrocampo. Per Maksimovic l'offerta è sontuosa (25 milioni) e la trattativa estenuante (De Laurentiis e Giuntoli inseguono il granata da tempo immemore); sul centrocampista si rischia il derby con la Juve per il contesissimo Diawara: esiste un'offerta da 15 milioni, bisogna capire se il Bologna (gli emiliani sono disposti ad accettare contropartite) si lascerà convincere.

Quanto al finale, arcinota terra di troiate assortite, per una volta scelgo di parlare di una questione seria, quella relativa a un "Fratello d'Italia" trattato come un "fratellastro", che poi è Alex Schwazer. A meno di una settimana da una sentenza pilatesca che gli ha tagliato le gambe, ancora nessuno tra i reggenti italiani dello sport ha speso una parola per dire anche solo "le sentenze vanno rispettate ma in ogni caso Alex è stato trattato come una bestia".
Zero, niente di niente. Solo pompose e un filo opportunistiche parole dedicate ai medagliati, ché quelle sì fanno "immagine". Lui, il fratellastro, abbandonato assieme al suo allenatore fino a quando tornerà comodo (perché accadrà) esclamare "l'avevano abbandonato! Salviamo Alex!". E a quel punto festeggeremo una meravigliosa medaglia d'oro alla retorica. (Twitter: @FBiasin @ilsensodelgol


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