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Editoriale

Juve, una strana decisione di Allegri per rispondere ai "nuovi nemici". Inter, la micidiale mossa pre-derby di Mancini. Milan: tra Balo e Miha nasce un patto. Rabbia Napoli: c'è chi deve dare risposte.

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
15.09.2015 15.08 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 193130 volte
© foto di Federico De Luca

Mi scrive un tizio: "Oh zio, hai visto il selfi dell'Inter? Spettakolo".

"Ciao. Guarda che non si scrive "selfi". E poi è una foto".

"Ma va zio, è un selfi, la classica foto di gruppo..."

"Sì, ma "nipote" caro, non è che tutte le foto di gruppo sono selfie e... vabbè lascia perdere..."

"Oh, komunque spettakolo Melo. Hai visto il fallo su Balo? Eh? Gliel'ha spiegata. Spettakolo... Oh zio comunque spettakolo anche tu, alla fine sei obbiettivo".

"Meglio se lo scrivi con una B...".

"Eh, con una B sì, altrimenti kome lo kiami, Alotelli?".

"Intendevo "obiettivo", meglio con una B. Altrimenti pare quello della macchina fotografica".

"Ahahaha zio, la makkina fotografica. Fai ridere zio. Oh, komunque, per te ki vince lo skudo? Qual'è la favorita? Me lo dici?".

"Boh, non lo so. Comunque "Qual è" va senza apostrofo. Fidati".

"Ahahaha senza apostrofo. Ma kosì "qual" va per i kazzi suoi ahahahah".

"Guarda, te lo giuro, si scrive così, comunque fai come vuoi. Senti, mi dici perché metti le k al posto delle c?"

"Ma per abbreviare no? Lo sanno tutti...".

"Ma se scrivi "kome" al posto di "come" kosa kazzo abbrevi? Me lo spieghi?".

"Oh zio, non fare il fenomeno. Kos'è un interrogatorio? Minkia se te la tiri, volevo solo dirti del selfi. Minkia guarda questo oh... Ti banno koglione".

"D'accordo. Comunque anche con "koglione" non guadagni spazio".

Mi ha bannato, che poi significa cancellato: ke mestizia.

In ogni caso il mio ex amico virtuale ha perfettamente centrato il tema della settimana: la foto di gruppo dell'Inter. Misteriosa, curiosissima, ricca di sfumature, meno inquietante solo di quella con Jack Nicholson in "Shining" nell'ultima inquadratura del film di Kubrick (o Kubrikk, fate voi). Ne parliamo a fine editoriale.

Veniamo a noi. Il derby è archiviato e tutti a dire: "L'Inter ora lotterà per lo scudetto, il Milan invece non andrà da nessuna parte nonostante una bella partita". Scusate, ma ci pare presto per elaborare qualunque tipo di sentenza. È vero, i nerazzurri hanno tutto per restare lassù, ma non possono essere le prime tre partite del campionato a dire che "l'Inter è la squadra da battere". Lo spogliatoio nerazzurro è il classico "cantiere", con l'aggravante che attorno al "cantiere" ci sono pure i tipici anziani a dar consigli. Mancini ha le idee chiare e sa bene che al momento il gioco conta zero, molto meglio mettere punti in cascina anche a costo di far inorridire i "sacchiani". Se il tecnico di Jesi ha un merito è quello di aver "rognato" durante tutto il calciomercato: "Siamo pochi, siamo pochissimi". Mentiva, ma lo faceva per una buona causa. Il risultato è che a differenza dell'anno passato ora l'Inter ha una signora panchina. Domenica quando è arrivato il momento di far rifiatare questo e quell'altro, alle spalle del mister si sono alzati Palacio, Brozovic, il giovane Telles, a riposo è rimasto Ljajic (tra i migliori l'anno scorso alla Roma). Con tutto il rispetto non c'è paragone con gli Obi e i Kuzmanovic dell'anno passato. Al resto ci hanno pensato Guarin (quello che "Inter e Milan pensano a uno scambio tra il colombiano e Cerci". Risposta dei nerazzurri "Manco per idea") e Melo, quello che "non arriverà" (cit. il sottoscritto) o "non lo vogliamo" (la gran parte dei tifosi) e in soli 90' ha conquistato tutti. Altro merito di Mancini, bravissimo in questo caso a forzare la mano con i suoi dirigenti, anche loro decisi a dire "no" e infine convinti dal tecnico che quello era il giocatore indispensabile per completare il centrocampo "tutto muscoli e grinta" in grado di dar fastidio a qualunque avversario.

Dall'altra parte il Milan. Mihajlovic ha schierato il terzo centrocampo diverso in tre partite e questa volta pare aver trovato la "quadra". Montolivo in versione "mettiamo ordine" ha fatto il suo dovere, Kucka ha vinto il duello con Kondogbia. Ora il tecnico deve risolvere la questione "trequartista": se a fine partita dice "il migliore in quella zona del campo è Bonaventura" ma poi insiste con Honda è chiaro che c'è qualcosa che non va. I veri raggi di sole però arrivano da Balotelli: in 30 minuti più recupero Mariolone ha mostrato che, se vuole, in serie A può tranquillamente fare la differenza. Ora però deve mettere da parte l'istinto, quello che gli permette di trovare la porta ogni volta che calcia, per provare a mettersi al servizio dei compagni. Non sarà semplice: nel corso degli anni il ragazzo ha dimostrato di essere un "solitario", se vuole trovare spazio nell'11 di Mihajlovic deve iniziare a "dialogare" con i compagni. Lo farà? Forse. Smetterà di rispondere alle provocazioni dei tifosi avversari? Difficile. Nel caso dovesse convincere Sinisa, chi gli lascerà il posto? I tifosi rossoneri sperano non Bacca, ieri "colpevolmente" levato dopo 60 minuti passati a dar fastidio a tutta la retroguardia dell'Inter.

Il resto sono questioni extra campo: Berlusconi ha chiarito che con Mr Bee va tutto bene e che entro fine mese il passaggio del 48% del club andrà a buon fine. Aspettiamo e nel frattempo registriamo un'altra dichiarazione ufficiale: il nuovo stadio al momento non si farà. Peccato, poteva essere un'occasione per "risvegliare" Milano, la città dell'Expo e dei nuovi grattacieli, ma certo non quella degli impianti sportivi (anche - e forse soprattutto - per colpa dei maledetti burocrati).

Quindi la Juve. Oggi è un giorno parecchio importante, torna la Champions. Parliamoci chiaro: il risultato di Manchester è fondamentale, ma contro una squadra al momento più forte (City a 5 vittorie su 5 in Premier con zero gol incassati) è ancor più fondamentale evitare di prendere imbarcate. Allegri lo sa e schiera una squadra parecchio prudente, forse un po' "anacronistica" (torna il 3-5-2) ma certamente più solida di quelle viste recentemente. Hernanes - acquistato per fare il trequartista - dovrebbe finire a fare "il Pirlo", soluzione figlia del momento difficile e dell'infermeria stracolma. Per il resto... ci vuole molta calma. La classifica è disastrosa, la squadra non gira, i cerotti si sprecano e "Dybala non è Tevez" (ma va?), eppure chi scrive resta convinto che questa squadra nel breve periodo tornerà a macinare risultati. Questa la considerazione che va per la maggiore al momento: "Con Tevez, Vidal e Pirlo ora la Juve avrebbe 9 punti" o "Dybala e Mandzukic non sono adatti" o "Pogba senza Vidal e Pirlo non rende perché non è un leader". Francamente mi sembrano tutte boiate. È vero, probabilmente con i tre "fuggiti/venduti" la Juve ora avrebbe maggiori certezze, ma le avrebbe avute anche nel medio-lungo periodo? No. Il futuro lo costruisci prendendoti dei rischi e la Juve dopo aver vinto (quasi) tutto ha giustamente rischiato. Il prossimo futuro ci dirà se lo ha fatto con logica (a meno che davvero qualcuno non sia convinto che bastino 3 giornate di campionato per elaborare delle sentenze).

Chiusura sul Napoli. Il partito dei "Sarri fuori dalle balle" aumenta a dismisura. Il tecnico deve evitare di cadere nel tranello "do la colpa agli arbitri", per il resto le responsabilità di una situazione apparentemente difficile sono da un'altra parte. Il Napoli ha preso due gol alla prima giornata, due alla seconda, due alla terza. Per tutta l'estate il mondo intero ha sentenziato: "Il Napoli deve sistemare la difesa". De Laurentiis ha trattato i vari Astori, Maksimovic, Romagnoli. Alla fine si è "accontentato" di Chiriches. Per sistemare altre zone del campo il patron ha scelto Soriano, salvo poi dovervi rinunciare per "questioni di tempo". De Laurentiis c'aveva visto giusto: Soriano (vedi gol di ieri sera) è un gran centrocampista, i tifosi della Samp ringraziano "i diritti d'immagine".

Saluti a tutti, chiudiamo con le 5 meraviglie che ci ha regalato il "fotone" post-derby nello spogliatoio dell'Inter.

1)La ciabatta di Ljajic. Tutti noi abbiamo un paio di "Madigan" di plastica come quelle di Ljajic e ce ne vergognamo molto. La usiamo in casa, nell'orto, con la fidanzata dopo tre anni di fidanzamento e di rotture di balle, al massimo negli spogliatoi. Ora sappiamo che anche i ricchi ce le hanno. Il ragazzo voleva nasconderle, ma lo scatto l'ha colto di sorpresa. E infatti il serbo è l'unico con lo sguardo incazzato. Tranquillo Adem, il marsupio non s'è visto (perché hai anche quello, confessalo...).
2)La busta di plastica di Palacio. Mistero sul contenuto del bustone in plastica modello "Unes" che lo vedi e fa subito "Spogliatoio della Sangiusppese in terza categoria".
3)l sorriso di Juan Jesus sulla "pressione" da dietro dello stesso Palacio, qui in versione "Sotomayor". Urge la prova tv.
4)Il faccione pienotto del buon Biabiany che forse s'è magnato Vidic. E infatti nella foto Vidic non c'è.
5)La meravigliosa accoppiata Fassone-Bacconi, con il direttore generale dell'Inter che non teme l'ascella dell'ex "tattico" della Domenica Sportiva e piazza il capoccione in zona "Axe Africa". 'Ccezzionale davvero!

(Twitter: @FBiasin).


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