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Editoriale

Kovacic, 35 milioni sulle spalle del Mancio. Ultime due settimane: dubbi e segreti di Milan, Juve e Napoli. Palazzi, ma è tutto vero?

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
17.08.2015 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:   articolo letto 119448 volte
© foto di Federico De Luca

Il mercato è come l'estate che stiamo vivendo. Sudiamo per due mesi e mezzo mentre siamo in ufficio e quando arriva Ferragosto dobbiamo prendere maglioni ed ombrelli. Il mercato è così: per tre mesi non succede nulla, poi in un amen si svegliano tutti. Nella notte di Ferragosto la Signora Ausilio, come sempre, era impegnata con i figli e doveva sopperire all'assenza del marito. Santa donna. Nel digitare sul suo cellulare il numero di "Piero" o "Amore mio", non sappiamo le abitudini della Signora, avrà trovato occupato; tanto per cambiare. Quella notte, però, la Signora non avrebbe dovuto telefonare perché Piero era impegnato in una telefonata importante. Che neanche avrebbe immaginato. Il Direttore dell'Inter aveva già prenotato un volo per l'Inghilterra, nella giornata di oggi. L'aereo lo prende ma cambia destinazione: "Pilota, niente Liverpool, viriamo su Madrid". Piero, allora, ha annusato l'affare e ha trovato un pazzo (Benitez) che spende 38 milioni di euro più qualche milionata di bonus per prendere Kovacic. E' un affare? Sì. Vendere un calciatore e guadagnarci più di 20 milioni di euro è sempre un affare. Kovacic è un potenziale campione, non è un campione, e - anche se sicuramente lo diventerà - un vero campione non ha bisogno di due anni di rodaggio. L'Inter lo ha aspettato ma adesso ci sono altre priorità. Fare cassa e prendere calciatori pronti. Con una plusvalenza del genere non si poteva dire al Real Madrid "No, grazie". Adesso, però, Mancini ha un peso di 35 milioni di euro sulle spalle. Inutile nascondere la testa sotto la sabbia, per i tifosi nerazzurri. In vista di altri acquisti, bisognava vendere e Mancini dovrà saper far fruttare gli investimenti. Altrimenti sarà dura. L'Inter non può perdere un altro anno. Roby-gol deve dimostrare agli scettici che non ha perso la mentalità vincente e può ancora rendere grande questa squadra. Perisic è diventata quasi un'ossessione e Mancini deve evitare di far prendere calciatori tanto per... Già a gennaio ha cannato clamorosamente due jolly. Oggi l'Inter, sulla carta, sarebbe fuori ancora dalla zona Champions e per restare in Europa League deve impegnarsi. Ausilio si sbatte come un pazzo, si fa in 4 con una proprietà che vive dall'altra parte del mondo e un allenatore che pretende ma ancora non dà.
Sono le ultime due settimane di mercato. Le più belle e le più intense. Mai come quest'anno ci saranno fuochi di artificio. Il Milan deve fare ancora due colpi da 90, la Juventus ha bisogno di due top player, l'Inter ha 35 milioni di euro da spendere e anche il Napoli deve puntellare la rosa. Sugli esterni soprattutto. La Roma è forte, si è mossa bene ed è completa. Però in difesa serve ancora, almeno, un altro rinforzo. La Lazio deve aspettare il preliminare di Champions. In caso di qualificazione sarà tutto un altro mondo. Il Milan sta rischiando seriamente. I tifosi hanno davanti agli occhi e nelle orecchie il nome di Ibrahimovic. Galliani è fiducioso e, anche se non si sta mettendo bene, crede di piazzare il colpo il 31 agosto. Se non gli riuscirà saranno guai. Mal di pancia veri. Saranno problemi di Galliani accontentare i tifosi, dopo aver accontentato Sinisa. Stando ai rumors, Berlusconi non sarebbe ancora sereno. I tifosi sono preoccupati e adesso la stima va guadagnata. La Juventus, invece, dal canto suo non può fallire. Quest'anno Marotta avrà più lavoro da fare. Mancano un 10 ed un centrocampista, perché l'affare Khedira puzza di pacco bruciato. Giuntoli, a Napoli, sta lavorando in silenzio e qualcosa ancora farà. Lo ha confidato ai suoi collaboratori più stretti. Il Napoli, a giorni, conoscerà due nuovi rinforzi. Manca ancora qualche uscita ma il club partenopeo è consapevole che per essere tra le prime tre deve ancora lavorare sul mercato in entrata.
In chiusura capitolo FIGC: abbiamo grande stima di Stefano Palazzi e non abbiamo voglia di attaccare tanto per farlo o per farci qualche amico gratis. Facciamo delle riflessioni. Palazzi ha un fucile nella mano destra e una rosa in quella sinistra. Non va bene. Dobbiamo credere nella giustizia sportiva e non dobbiamo temerla per follie o paranoie. Se Pulvirenti ha collaborato, senza portare agevolazioni al calcio italiano, ce ne frega nulla. Se Pulvirenti ha collaborato e grazie a lui allora cambierà il mondo del calcio, andrebbero puniti tutti i colpevoli in modo da cambiare radicalmente l'esistenza del pallone italiano. In quel caso ben vengano i 5 anni di squalifica. Ma vogliamo i fatti. Io, ad oggi, per la mia stupidità ancora non ho capito il Catania quali partite ha comprato, quali ha vinto grazie ai 100.000 di Pulvirenti, quali sono stati i calciatori corrotti e perché ancora non hanno pagato. Ci sono troppe ombre, poche luci e tanta fretta di voler chiudere. Il caso Catania ha insegnato qualcosa e ha cambiato qualcuno? La risposta è no. Il Teramo in D con -20 non si può sentire. E' oggettivo che il Catania ha commesso reati più gravi e continuativi. Pulvirenti ha collaborato perché ha confessato. Campitelli non ha collaborato e non sono state trovate prove contro di lui. Fino a prova contraria la giustizia deve dimostrare il reato commesso. Specifichiamo che le nostre preoccupazioni non sono legate al Teramo in quanto tale, ma abbiamo il timore che una società professionistica venga spazzata via con troppa facilità. Oggi tutto il calcio italiano dovrebbe mettersi nei panni del Teramo. Oggi tocca alla squadra abruzzese, ma domani potrebbe toccare ad altri. Palazzi è persona troppo intelligente per non capire che la giustizia deve fare un percorso diverso dalla politica. Tavecchio deve intervenire per mettere ordine nella giustizia. Il primo grado la pensa in un modo, il secondo in maniera completamente opposta e poi arriva il Collegio di Garanzia del Coni e manda tutti a casa. Così anche il discorso della chiusura della curva della Juventus. Non vogliamo parlare di Mauri e della Lazio. La giustizia sportiva sta dicendo, di fatto, alla giustizia ordinaria che non ha capito nulla. Cremona ha messo le manette ai polsi di Mauri, la Federazione gliele ha tolte. Noi ancora non abbiamo capito se Mauri è un delinquente o un fuoriclasse, come il campo più volte ci ha detto. Delle due l'una: o Mauri è andato ingiustamente in carcere o Mauri ingiustamente ha giocato e gioca regolarmente al calcio.
Me ne vado a dormire; si è fatto tardi. Oggi ricomincia Speciale Calciomercato su Sportitalia e mi dovrò sorbire Pedullà dal vivo per due settimane. Pensate voi che fatica, tra mille notizie di mercato. Chiudo la finestra che fa freddo. Ciao ciao ferragosto. Benvenuto campionato.

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