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Editoriale

L'autogol del profeta: Hernanes giocava nella Lazio. Mou-Galliani: Vidic guardava segnare Kakà. Benitez-Mazzarri: il duello lo vince...Strama. Obama-Seedorf: Cassano rimpiange il Milan

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
08.02.2014 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 52356 volte

All'Inter fanno così. Arriva uno nuovo e subito lo caricano a pallettoni contro l'avversario di turno. Cosa che dall'altra parte non ci pensano minimamente, preferendo da sempre essere globali piuttosto che altro. Ma tant'è. ET arriva, chi non salta lossonelo è, e poi si dilegua, di acquisti nemmeno l'idea a parte il baratto. Se non fosse che i tumulti di piazza lo richiamano alla realtà, costringendolo a prendere almeno Hernanes. Già, Hernanes. Arriva e ostenta orgoglio per il fatto di giocare nell'Inter, zero scandali e zero Serie B. Bene, bravo, bis. Ma come la mette adesso Hernanes con quei ragazzi che piangevano con lui davanti a Formello? Quei ragazzi sono tifosi della Lazio, la squadra nella quale lui ha giocato, palpitato e sofferto per 4 anni. Anche quei ragazzi hanno visto il loro Club coinvolto negli scandali (retrocessione nel 1979-80 e penalizzazione nel 2006), sono scesi in Serie B più volte e nel 1987 hanno addirittura sofferto per la loro squadra costretta a disputare gli spareggi per non andare in Serie C contro Taranto e Campobasso. Eppure erano lì, per lui e con lui, a piangere per la loro fede. Brutta abitudine quella dei giocatori di calcio, vedi Lucio dall'Inter alla Juventus, di far scivolare il piede dalla frizione quando cambiano squadra. L'orgoglioso di giocare per una maglia senza scandali e senza retrocessioni, non sapeva nel 2010, al suo arrivo a Roma, che anche la Lazio aveva patito queste cose in passato? Peccatucci. L'importante è che Hernanes dopo aver sentenziato si faccia vedere in campo, mica che saltella e poi sparisce o quasi.

La settimana di Mourinho e Galliani è stata una bella settimana. Mou si è confermato, e fa benissimo dal suo punto di vista per coerenza e convinzione, tifoso dell'Inter, ma ha espresso parole di rispetto anche per il Milan. Non a caso di rimando Adriano Galliani si è dichiarato un suo convinto estimatore. La disputa, assolutamente in punta di penna, è stata di alto livello. Meglio la partita perfetta Milan-Manchester United 3-0 del 2007 o la bella partita Inter-Barcellona 3-1 del 2010? Insomma, meglio battere Rooney e Cristiano Ronaldo o Messi e Ibra? De gustibus. Certo è che in Milan-Manchester United non c'è stata nessuna imperfezione: il ManU non ha fatto gol, non gli è stata annullata nessuna rete, nessuno ha gettato maglie per terra. E poi in campo c'era Nemanja Vidic, il difensore centrale che osservava Kakà di spalle mentre Ricky segnava il gol dell'1-0. Inter-Barcellona di tre anni dopo è stata una grandissima partita, ma non perfetta. Semplice cronaca.

Quella fra Rafa Benitez e Walter Mazzarri è una sfida lunga tutta una stagione. Benitez sente il peso del confronto con gli anni di Mazzarri al Napoli e il tecnico toscano vuol dimostrare di saper reggere anche a Milano il peso della guida tecnica di una grande squadra. Ma il loro duello per il momento ha un vincitore: Andrea Stramaccioni. Il giovane tecnico romano, criticato nella scorsa stagione per gli equilibri difensivi non sempre impeccabili della sua squadra, aveva fatto meglio di Mazzarri in termini di punti dopo le prime 22 giornate di Campionato. A Mazzarri resta la consolazione di aver fatto meglio, per il momento, al Napoli, del Benitez di quest'anno. Il duello continua, ma per il momento il vertice del triangolo, con tante scuse, è occupato proprio da Strama.

Clarence Seedorf sulla panchina del Milan. Per lui Antonio Cassano stravedeva. Spesso raccontava che era splendido allenarsi con lui. Quando parlava fuori dai microfoni con i giornalisti più vicini al Milan, ne decantava le lodi: ma guardatelo, è ecumenico, è grande, io lo chiamo Obama...Antonio oggi è a Parma e dà tutto per il Parma. Ma chi lo conosce intuisce facilmente che all'arrivo di Seedorf sulla panchina rossonera, un pensierino al Milan lo abbia fatto. Non seguirà nulla di particolare, ma se c'è un giocatore che avrebbe voluto esserci, adesso, al Milan, con Clarence Seedorf, quello potrebbe essere proprio Antonio Cassano.

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