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Editoriale

La Befana, i Re Magi, De Laurentiis: il loro compito è portare doni. La Napoli che diserta lo stadio pretende rinforzi per una seconda parte di stagione degna delle promesse estive

Laurea in Giurisprudenza, scrittore, giornalista professionista, radiocronista dal 1985 e telecronista Mediaset Premium per le partite del Napoli. Corrispondente di Tuttosport, coordinatore per Piùenne, produce e conduce "Si gonfia la rete"
14.12.2014 00.00 di Raffaele Auriemma   articolo letto 18495 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Gli assenti hanno sempre torto. Ed erano tanti, giovedì scorso al San Paolo in una notte da Betlemme per la presenza di tre Re Magi sotto forma di gol che hanno portato in dono al Napoli il primo posto nel girone di Europa League. Mertens, Hamsik e Zapata come Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, in groppa al loro stesso talento e senza nemmeno la stella cometa a fargli luce. Una notte fredda, incolore, sorda e buia per celebrare l'avvenuto approdo ai 16esimi di finale, di fronte a 5mila spettatori coperti ed annoiati. Ma c'erano e, invece, chi resta a casa ha sempre torto, anche perché la protesta ha valore se intonata di persona, a voce alta e non standosene sulla poltrona con l'occhio diviso a metà tra la tv e l'altro mezzo sulla tastiera del computer per criticare il mercato del Napoli. E' giusto farlo, mostrare il disappunto per una campagna acquisti che avrebbe dovuto essere ben altra roba rispetto a quella che la piazza ha dovuto subire e Benitez incassare. Chissà perché è successo, magari un giorno sapremo le vere ragioni che hanno portato la dirigenza azzurra ad attendere l'esito del preliminare di Champions per decidere se fosse il caso oppure no di scucire i cordoni della borsa. Lamentarsi è un diritto, pari quasi alla necessità di esprimere il proprio disappunto per certi acquisti fatti senza una effettiva necessità tecnica. Eppure è successo, ma la squadra non va abbandonata nel momento della sfida e quei vuoti sugli spalti del San Paolo hanno mostrato giovedì due cose: la stagione non sta appassionando quelli che non vanno "al di là del risultato", l'impianto di Fuorigrotta si mostra più tetro e fatiscente quando i sediolini non sono occupati dai tifosi. Ma gli assenti hanno sempre torto, perché avrebbero potuto unirsi al coro delle Curve per spiegare quanta voglia c'è di vincere in questa piazza e le manchevolezze di mercato non possono passare sotto un silenzio che diventa voce solo sui social. Aggiungo, stonata, perché ormai nessuno più crede alle proteste scritte in rete con l'inchiostro al cianuro, tanto ormai da Facebook a tutte le altre storie, le bacheche sono sempre più piene di insulti e vacanti di idee. Al tempo del web, la presenza allo stadio resta inevitabile per trasmettere passione alla squadra e messaggi alla società. De Laurentiis ne sta ricevendo tanti, dagli spalti ai social network, qualcuno anche di persona quando un tifoso con una più faccia tosta gli manifesta il suo dissenso per un comportamento sul mercato che nemmeno lontanamente ha permesso di mantenere l'impegno preso la scorsa estate: lottare per lo scudetto. Il Napoli è già troppo indietro dalla vetta dopo quasi metà percorso in campionato e solo qualche evento clamoroso (ed impronosticabile) potrebbe permettere agli azzurri di rilanciarsi in chiave scudetto. La ragione, però, racconta che non sarà possibile, che sarà meglio provare ad acciuffare quel terzo posto che permetterebbe di giocarsi ad agosto prossimo l'accesso alla Champions 2015-16. E non sarà un giuoco da ragazzi, ora che almeno altre quattro squadre sembrano maturare propositi identici. Va riassortito l'organico attraverso il mercato di gennaio per sostituire Insigne e Zuniga alle prese con una rieducazione che li costringe a camminare ancora con le stampelle. Due rinforzi almeno, subito, da proporre ad inizio di anno nuovo, magari nella trasferta del 6 gennaio a Cesena. L'Epifania, i Re Magi, De Laurentiis: il loro ruolo è quello di consegnare doni…

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