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SONDAGGIO
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  Sì, al centrocampo nerazzurro servono qualità come le sue
  No, non è ha il physique du role per giocare all'Inter
  Sì, pescare tra i migliori giovani italiani è la via giusta
  No, il prezzo chiesto dall'Atalanta è assolutamente fuori mercato
  La Juve alla fine avrà la meglio

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Editoriale

La FIGC, Tavecchio e la riforma che non rilancia il calcio italiano. Dall'Atalanta all'Udinese: l'analisi squadra per squadra. Il 4+4 non modificherà le strategie dei club in estate

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Comunicazione presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per Tuttomercatoweb.com dal 2008, è il vice direttore dal 2012
21.02.2016 12.07 di Raimondo De Magistris  Twitter:    articolo letto 52974 volte
© foto di TuttoMercatoWeb.com

L'impellente necessità di riformare il calcio italiano nacque nell'estate 2014. L'indomani della figuraccia Mondiale, in Italia ci si rese conto che il nostro movimento calcistico era sempre più in sofferenza e ormai secondario, finito alle spalle anche di chi per decenni ci aveva preso come modello. Un grande polverone su idee e strategie per cambiare l'Italia calcistica, l'elezione - molto discussa - di Carlo Tavecchio e l'ingaggio di Antonio Conte come ct furono i passi iniziali di un lavoro che si esaurì qualche mese dopo, il 20 novembre 2014. Fu quello il giorno in cui la FIGC deliberò le norme che hanno regolato le ultime sessioni di calciomercato e diventeranno - secondo le previsioni di Tavecchio - ancora più stringenti dalla prossima estate. "Una delibera - si legge - volta alla valorizzazione dei calciatori formati calcisticamente nei club italiani ed anche in ragione della crisi economica che ha investito il paese da qualche anno, scritta per favorire l'acceso alle competizioni del Campionato di Serie A ai calciatori che abbiano avuto una formazione in Italia".
La norma, in soldoni, recita così: ogni squadra deve essere composta da 25 giocatori di cui almeno otto formati in Italia. Di questi otto - a partire dalla stagione 2016/17 - quattro devono essere cresciuto nel club. E' obbligatorio, cioè, che quattro di questi 25 giocatori tra i 15 anni e i 21 anni di età siano stati tesserati a titolo definitivo per il club nel quale militano per un periodo, anche non continuativo, di 36 mesi. A questo gruppo di 25 giocatori ogni club più aggiungere quanti Under 21 vuole. Proiettandoci alla prossima estate, tutti i giocatori nati dal 1 gennaio 1995 non rientreranno in questo conteggio e potranno essere aggiunti alla lista dei 25.
La delibera a un primo sguardo sembra davvero poter stravolgere il mercato italiano. In vista della prossima estate meno della metà della società di Serie A hanno quattro o più giocatori non Under 21 cresciuti nel club che sono attualmente in rosa o in prestito altrove, come evidenzia la seguente tabella.

ATALANTA
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa -Marco Sportiello, Gianpaolo Bellini, Davide Brivio, Cristian Raimondi.
Cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Michele Canini, Emanuele Suagher, Roberto Gagliardini, Mattia Caldara, Moussa Koné, Nadir Minotti, Salvatore Molina, Doudou Mangni, Leonardo Gatto.

BOLOGNA
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Alex Ferrari, Adam Masina, Dejan Stojanovic.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Nessuno.

CARPI
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Nessuno.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Nessuno.

CHIEVO VERONA
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Nessuno.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Nessuno.

EMPOLI
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Lorenzo Tonelli, Manuel Pucciarelli, Alberto Pelagotti, Riccardo Saponara.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Franco Signorelli.

FIORENTINA
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Federico Bernardeschi, Babacar.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Nessuno.

FROSINONE
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Mirko Gori, Luca Paganini.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Daniele Altobelli.

GENOA
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - - Mattia Perin.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Isaac Cofie.

HELLAS VERONA
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Nessuno.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Nessuno.

INTER
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Tommaso Berni, Davide Santon, Jonathan Biabiany.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Matteo Bianchetti, Cristiano Biraghi, Daniele Bessa.

JUVENTUS
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Claudio Marchisio.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Luca Marrone, Cristian Pasquato.

LAZIO
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Danilo Cataldi.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Antonio Rozzi.

MILAN
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Mattia De Sciglio, Ignazio Abate, Luca Antonelli.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Alessandro Matri, Simone Verdi.

NAPOLI
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Lorenzo Insigne.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Luigi Sepe, Raffaele Maiello, Jacopo Dezi.

PALERMO
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Nessuno.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Nessuno.

ROMA
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Francesco Totti, Daniele De Rossi, Alessandro Florenzi.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Alessandro Crescenzi, Paolo Frascatore, Stefano Pettinari, Matteo Politano, Daniele Verde.

SAMPDORIA
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Christian Puggioni.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Alessandro Martinelli.

SASSUOLO
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Domenico Berardi.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Raman Chibsah.

TORINO
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Nessuno.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Alfred Gomis, Lys Gomis, Sergiu Suciu, Marco Chiosa.

UDINESE
Over 21 cresciuti nel club attualmente in rosa - Nessuno.
Over 21 cresciuti nel club, ma in prestito altrove - Nessuno.

SEMAFORO VERDE - La tabella mette in evidenza soprattutto la produttività dei settori giovanili italiani. L'Atalanta in questo senso fa scuola. Non solo in rosa ha già quattro over 21 cresciuti a Bergamo, ma ha anche tanti giovani in giro per l'Italia che, dalla prossima stagione, potrebbero tornare utili. Quello bergamasco non è però l'unico club che fa del settore giovanile il suo punto di forza. La Roma da anni sforna talenti molto interessanti, così come l'Empoli, il Milan e l'Inter. In regola anche Napoli e Torino, club ai quali basterà in estate richiamare i giocatori attualmente in prestito per rientrare nella normativa.

SEMAFORO ROSSO - Situazione ben diversa per tutte le altre. Allo stato delle cose, sono più della metà le società che non hanno quattro tesserati con età maggiore ai 21 anni cresciuti nel club. Diverse i club che ne hanno addirittura zero. Un grosso problema, ma solo all'apparenza.

Messa così la situazione, sembra quasi che il prossimo anno debba partire una caccia a quei giocatori cresciuti in casa e poi persi. Quindi non sarebbe utopia ipotizzare una Fiorentina sulle tracce di D'Ambrosio o Viviano, la Lazio su De Silvestri, l'Inter su Mattia Destro e così via. In realtà, non accadrà nulla di tutto ciò.
Lo si capisce già da come è stata gestita la questione quest'anno, quando bastava avere otto giocatori formati nei club italiani su 25. Basta spulciare le rose tramite il sito della Lega Serie A per rendersi conto che non tutti i club hanno otto giocatori over 21 formati in Italia. Perché? La spiegazione che ci è stata data è molto semplice: l'unico obbligo è non avere più di 17 stranieri nella lista dei 25. Poi le società - che magari quest'anno hanno meno di otto giocatori italiani o formati in Italia - sono liberissime di avere solo quattro, cinque o sei italiani all'altezza della prima squadra. E completare la lista con dei Primavera.
Provo a semplificare la situazione con un esempio. Stando alla rosa dei 25 calciatori della Roma, il club giallorosso quest'anno in campionato utilizza 18 giocatori stranieri e cinque italiani: Totti, Florenzi, De Sanctis, El Shaarawy e De Rossi. E va bene così. Fatta la legge trovato l'inganno, verrebbe da dire. Perché interpretato in questo modo il regolamento rende tutt'altro che necessario l'investimento sui vivai e sui giocatori italiani, se ne può fare benissimo a meno.
La situazione è paradossale e dalla prossima estate sarà grossomodo uguale per direttori sportivi e presidenti. Altro che più stringente. Perché se è vero che non tutti i club italiani hanno otto italiani in rosa è altrettanto vero che tutti ne hanno almeno quattro. Quindi, tutti hanno già potenzialmente a disposizione una rosa di 21 giocatori con 17 stranieri e quattro italiani cresciuti altrove. Poi, chi ha dei giocatori cresciuti in rosa può allungare con loro la lista, chi non li ha la può allungare con calciatori Primavera che, in molti casi, non giocheranno mai. Non è finita qui: con la possibilità di far giocare Under 21 extra-lista di qualsiasi nazionalità il numero dei giocatori non italiani a disposizione potenzialmente si allunga.
Anche qui, un esempio può chiarire la situazione. Stando alla tabella la Sampdoria - in caso di salvezza - sarebbe uno dei club maggiormente nei guai. Ha il solo Puggioni in rosa che è cresciuto nel club e un solo giocatore da far rientrare. Eppure, Osti e Ferrero potranno dormire sonni tranquilli. La possibilità di allargare la lista con giovani giocatori anche non italiani permetterà a Montella, o chi per lui, di schierare lo slovacco David Ivan o il portoghese Pedro Pereira senza intaccare la lista. La Samp, quindi, potrebbe avere 23 giocatori a disposizione pronti per la prima squadra e solo quattro italiani. Una rosa abbastanza ampia per rendere tutt'altro che necessari investimenti più onerosi sul settore giovanile, investimenti necessari se si vuole davvero tornare a credere sui nostri giocatori.
Chiedo scusa per essermi dilungato troppo, ma l'argomento chiedeva una spiegazione così approfondita. L'impressione è che la montagna abbia partorito un topolino e che per ds e procuratori il prossimo calciomercato sarà uguale a quelli precedenti. Nonostante una norma che (almeno in teoria) avrebbe dovuto ridare slancio al movimento italiano.

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