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Editoriale

La formazione più cara d'Europa e il derby di mercato di Milano

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come vice caporedattore e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
10.09.2015 07.09 di Luca Marchetti  articolo letto 73598 volte
© foto di Federico De Luca

Finito il mercato, pausa delle nazionali. Per fortuna che c'è la B, altrimenti solo a ragionare sulle attese e sulle aspettative, sai che noia...
Anche se qualche giochino divertente da fare c'è sempre. Come il classico: la top acquisti dell'estate. Un estate pazza, completamente diversa da quelle che abbiamo vissuto recentemente. I soldi sono girati, i buoni giocatori sono arrivati. Ora la parola spetta al campo ovvio, e fra poco magari parleremo proprio del derby delle milanesi, il deby fra chi ha cambiato di più, insomma capiremo davvero se il campo darà ragione a una restaurazione o l'altra.
Ma intanto a proposito di campo ecco la formazione dei più cari d'Europa. Il criterio non è solo chi ha speso di più, ma anche cercare di dare un senso alla formazione e ci siamo aiutati con Transfermarkt.it che in questi casi è come una bibbia. Per farla ci vogliono 471 milioni di euro. In porta Cech passato dal Chelsea all'Arsenal per 14 milioni di euro. La difesa è di prim'ordine. A destra Danilo (al Real per 31 mln) a sinistra Alex Sandro (alla Juve per 26) entrambi provenienti dal Porto. In mezzo non poteva non esserci Otamendi con i sui 44,6 milioni spesi da City per prenderlo dal Valencia e spunta Romagnoli al Milan per gli ormai famosi 25.
Centrocampo, già lo diciamo molto offensivo con Vidal (37 al Bayern) Di Maria (63 al Psg) Sterling (al City per 62,5) e De Bruyne colpo più caro dell'estate con 74 milioni di euro versari dal City al Wolfsburg. In avanti due promesse: Benteke (46,5 mln andato al Liverpool) e Martial (50mln senza contare i bonus passato allo United).
Piccole riflessioni: 6 giocatori su 11 sono in Premier, 3 del Manchester City (alla faccia del fair play). La nota positiva è che ci sono due italiane: Juve e Milan a testimonianza che anche il calcio italiano è tornato protagonista. Senza le esagerazioni inglesi, ma ci siamo. Va detta però una cosa: questa è una formazione, non una top ten. Ecco, nei primi dieci colpi del mercato europeo le italiane ci sono ma in cessione: Vidal (37 mln) all'ottavo posto e Kovacic (35 mln) al decimo. Anche qui sei su dieci sono inglesi. In primi 6 tranne il Psg, giusto per rimarcare la tendenza che avevamo visto appena prima.
Il primo acquisto (in ordine di soldi spesi) in Italia è Dybala, della Juventus (32 più bonus), poi Bacca (30) e Kondogbia (30 più bonus). Juve, Milan e Inter, giusto per cambiare! Sono gli unici tre colpi presenti nelle prime 20 posizioni europee. Nei primi 25 spunta Alex Sandro, sempre della Juve. Che infatti sono le tre squadre che hanno speso di più in Italia e rientrano nella top ten europea. In testa (ovvio) il City con 204 mln), poi Valencia. Juve quinta (127mln spesi), Milan ottavo (90 mln spesi), Inter decima (86 mln spesi). Attenzione però che per esempio l'Inter ha utilizzato delle formule di acquisto dilazionate nel tempo e quindi alcuni acquisti saranno effettivi dalle prossime stagioni. È per questo che i nerazzurri nel saldo figurano in positivo (sempre secondo i dati transfemarkt). Ed è per questo che centrare la Champions sarà necessari per non vendere ancora.
Insomma Inter e Milan confronto subito dopo la sosta per capire chi dei due ha veramente indovinato la rivoluzione. Certo è presto per dirlo, è presto anche per dare giudizi definitivi visto che qualcuno nei rispettivi centri sportivi non ha praticamente messo piede. L'Inter ha preso 9 giocatori nuovi, più i nuovi innesti che già erano arrivati a gennaio. Sarà compito di Mancini trovare subito l'amalgama e il sistema di gioco giusto, ma la qualità e la personalità ci sono. Nelle prime due partite c'è stata anche un pizzico di buona sorte, ma questa aiuta per costruire un gruppo. Le cessioni importanti di Kovacic e Hernanes sono quelle che hanno permesso all'Inter di essere mobile sul mercato, sempre sub iudice la vicenda Alvarez.
Il Milan ha scelto di puntare su 4 acquisti importanti (Bacca, Luiz Adriano, Bertolacci e Romagnoli) per rifare la spina dorsale della squadra. Poi ha cercato di rifinire con Kucka, di scommettere con Balotelli, di guardare al futuro con Jose Mauri. Le cessioni non sono state roboanti, El Shaarawy a parte (che formalmente è presito). Insomma il saldo è decisamente negativo e la scelta precisa: essere subito competitivi grazie ai soldi di Berlusconi in attesa di Bee.
Ecco perché sarà un bel derby, carico di significati. È l'anno della rinascita, ma come per Highlander ne rimarrà soltanto uno...

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