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La Juve ora è di Allegri, difensori nel mirino. Inzaghi paga l'inesperienza, Pazzini viola per Pasqual e Lazzari. Mazzarri, poche colpe. In attacco uno tra Campbell e Borini

Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 16/03/54 comincia giovanissimo a collaborare con La Nazione portando la partita che giocava lui. Poi inviato speciale e commentatore, oggi direttore del Qs Quotidiano sportivo della Nazione, Resto del Carlino e Giorno
07.11.2014 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 28914 volte
© foto di Federico De Luca

Finalmente Allegri ha deciso di trasformare la Juventus in una squadra sua. Era controproducente continuare a giocare quel 3-5-2 così poco contiano e non ancora completamente di Allegri, una formazione in mezzo al guado, schierata con un modulo che avrebbe bisogno di velocità e invece costretto a ragionare, a fare possesso. E allora tanto vale passare al 4-3-1-2 che Allegri ha sempre giocato, da Cagliari al Milan. I due moduli (crediamo) andranno ancora un po' di pari passo, ma appena la squadra avrà completamente capito il suo calcio, il tecnico livornese non lo mollerà più. Il problema però è un altro: come gioca meglio la Juventus? Con quale schieramento rende di più? Sicuramente il 3-5-2 giocato in orizzontale e col possesso, ha poco senso. Meglio allora insistere sulla formazione che ha incontrato e battuto l'Olympiakos tanto più che in questo modo Allegri può far giocare assieme tutti i suoi quattro grandi centrocampisti che sono la vera forza di questa squadra. Con Vidal a fare il finto trequartista, oppure trequartista mobile come era solito fare Boateng nel suo Milan, Allegri ha anche un'arma in più in attacco. I problemi, però, nascono in difesa dove la Juve non ha veri esterni di difesa. Ma se Lichstainer può essere adattato, è anche vero che lo svizzero rende meglio quando parte più avanti e può andare al cross. Caceres, invece, può sicuramente far bene da esterno destro basso. I problemi sono sulla sinistra dove Asamoah, ex centrocampista, era già stato adattato. Costringerlo a difendere non è il suo mestiere e anche Evra non ha più la rapidità necessaria. Ecco allora l'ipotesi di un ritorno di Chiellini sulla sinistra con l'arrivo del giovane centrale Rugani dall'Empoli già a gennaio. Purtroppo Barzagli ha problemi che lo costringeranno a star fuori ancora un bel po' e la Juve è costretta a rinforzare un reparto che ha bisogno di giocatori in più passando da tre a quattro.

Di difensori e centrocampisti ha bisogno anche il Milan che sta pagando un organico imperfetto, ma anche l'inesperienza di Inzaghi. Pippo ha fatto bene, ha riportato entusiasmo e non è poco, ma nei momenti difficili come questo si nota l'inesperienza e la poca abitudine a prendere decisioni rapide anche di formazione come successo domenica. Tutti quegli attaccanti in campo nel secondo tempo devono far pensare...Comunque il Milan si sta muovendo perché il ritorno di Montolivo prima di Natale non può bastare. Intanto il centrocampista avrà bisogno di tempo per rientrare in forma, poi numericamente il reparto è sguarnito. Manca anche un esterno destro dove De Sciglio (destro naturale) sta faticando più del previsto. Ecco allora all'orizzonte un giro di mercato sul quale si sta lavorando. La Fiorentina sta cercando un attaccante soprattutto dopo l'infortunio a Bernardeschi, i dubbi di Gomez e il ritorno di Rossi ancora lontano. Il giro se si concretizzerà dovrebbe portare Pasqual e Lazzari in rossonero con il ritorno di Pazzini in viola visto che Inzaghi non lo vede e le recenti polemiche a forza di tweet non sono state gradite. Il discorso è aperto.

Anche l'Inter cerca un attaccante e non è più un mistero. L'infortunio a Osvaldo e il vistoso calo di forma di Palacio hanno complicato il lavoro di Mazzarri. Tanto più che al centro dell'attacco nerazzurro c'è un giocatore come Icardi che non sembra il massimo nel movimento dell'Inter. Icardi è un attaccante importante, ma non ama l'uno-due, se volete è un giocatore vecchio stampo, da area, individualista e giocare con lui diventa più difficile per tutti. Ecco allora l'idea di puntare su Borini o Campbell, giocatori più agili, di movimento, capaci di aprire spazi per gli inserimenti dei centrocampisti.

Comunque è per molti versi incredibile quello che sta succedendo attorno a Mazzarri. L'Inter ha un solo punto meno del Milan, è in piena corsa per la Champions nonostante un organico nettamente inferiore dal punto di vista tecnico di Napoli e Lazio, ma anche (attacco a parte) della Fiorentina. Gli infortuni hanno condizionato anche la costruzione di una squadra rinnovata e con un modulo tattico diverso dall'anno scorso. Insomma, Mazzarri è uno che va lasciato lavorare e lo dimostra anche il pari di ieri sera con il Saint Etienne. I francesi non avevano ancora preso un gol, un'Inter giovanissima ha comunque giocato una gara di sofferenza dimostrando carattere e portando a casa un punto importante. Servono conferme anche in campionato, ma arriveranno se Mazzarri sarà protetto dalla società e fischiato meno da tifosi che non fanno il bene dell'Inter.

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