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Editoriale

La nuova vita del Milan: il 2017 della svolta. Figc, "da Tavecchio razzista" a "siamo tutti con Tavecchio". Verona, il problema è in panchina. Lo strano caso del nutrizionista, amico di Borriello, che chiede il 10% sui contratti...

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
21.11.2016 11.46 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 37774 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

E' stato l'ultimo derby di Silvio. Nella sua vita ne ha viste tante ma difficilmente rivedrà un derby con lui alla guida del Milan. Il giorno 13 dicembre è segnato in rosso (nero) sul calendario. Non solo per fare gli auguri a tutte le Lucia di Italia, ma anche perché il Milan cambierà la sua storia. Lo abbiamo scritto già tante volte, forse diventiamo monotoni: quando leggete sui giornali che c'è stato qualche intoppo e che forse interverranno le banche europee per saldare i conti sono solo operazioni strategiche di chi non vuole che questa operazione si concluda. Nel frattempo ci sono tre elementi che possono far sorridere i tifosi rossoneri: gli studi legali Chiomenti e G.O.P. hanno già fissato la data del closing con i loro rispettivi clienti. Milan con Studio Chiomenti e la cordata cinese con lo studio legale G.O.P. Fassone è stato in Cina e nessuno gli ha chiesto: ma questi cinesi li hai visti? Li hai conosciuti? Hanno gli occhi a mandorla? E soprattutto: esistono? Fassone è stato in Cina ed è tornato più contento di quando è partito. Evidentemente davvero ci diranno nome, cognome e numero di passaporto quando avranno chiuso l'operazione. Un'operazione già blindata dalla prima tranche depositata di 100 milioni di euro. Se non fanno il closing e hanno speso 100 milioni di euro per non avere neanche visibilità significa che non sono cinesi ma fessi. Dovremmo anche smetterla, poi, di fare del perbenismo inutile. Ai cinesi chiediamo di dirci nome, cognome e che scuole elementari hanno frequentato prima ancora di fare l'atto notarile perché in Italia ci sono le leggi specifiche dell'antimafia e poi abbiamo presidenti di società di calcio che dopo due anni non hanno ancora dimostrato come e con quali soldi hanno comprato il proprio club. Dalla A alla C. Siamo il Paese degli ipocriti e dei finti santi. Meglio essere schietti e risultare antipatici che essere falsi per risultare simpatici. Nel frattempo, la politica del calcio va avanti. Complimenti a Gravina per aver stravinto la seconda tornata elettorale in Lega Pro. Un Presidente che vince con 55 voti su 60 merita solo gli applausi. Ci sono ancora tante cose da fare in Lega Pro ma siamo certi che con il tempo Gravina ci farà felici. Ora che si è votato, Gravina potrà ragionare su un taglio delle società che non hanno possibilità economica. 60 club di Lega Pro sono inutili. Torniamo a chiamarla serie C e facciamo vedere più partite alla gente. Ci sono partite molto più belle in C che in A ma in serie A ci fanno vedere anche l'allenamento durante l'intervallo e poi in C non riusciamo a vedere la vittoria del Padova al Tardini di Parma per 4-1. Tavecchio vincerà - come Gravina - facendo incetta di voti e resterà presidente della Figc. Siamo contenti e gli auguriamo il meglio. In questo periodo ha lavorato politicamente molto bene e ha dimostrato di essere prima un grande politico e poi dimostrerà di essere anche un Presidente Federale. Come si definisce un grande politico: colui che prima aveva tutti contro, veniva etichettato come razzista e sembrava avesse la peste, mentre adesso gode addirittura dei favori di Agnelli e Malagò. Bravo, Carletto. Tuttavia, un bravo Presidente Federale si giudica dalle riforme e - dalla A alla D - c'è mezzo mondo del calcio italiano da riformare. 20 squadre in A sono troppe, il marketing delle società non funziona, i giovani possono essere scippati troppo facilmente ai club se prima non compiono i 18 anni, i settori giovanili fanno ridere, le squadre giovanili giocano su campi indecenti, mancano le strutture, i calciatori a fine anno si vendono le partite... Beh, qualcosa da fare Presidente c'è! Buon lavoro...
Una piccola parentesi di calcio di serie B: il Verona che becca 4 gol in casa dal Novara e 5 a Cittadella, in due giornate, fa notizia. Come scriviamo da tempo, il Verona vincerà il campionato di B a mani basse: perché ha una squadra nettamente più forte della media, perché quest'anno il campionato di serie B è scarso e perché le "rivali" del Verona, con tutto il rispetto, sono due matricole: Benevento e Cittadella, oltre al blasonato e forte Frosinone; ma tanto in A vanno due direttamente, quindi sulla poltrona c'è spazio come fosse un divano. Il Verona vincerà ma non dominerà come il Cagliari. L'Hellas in panchina ha un tecnico che la B l'ha vissuta di passaggio e non del tutto da protagonista, non ha vissuto negli ultimi anni la serie B ed è ancora impreparato per una piazza così esigente e costretta a vincere. Fabio Pecchia è un buon allenatore ma sulla piazza, per una società come Verona, ci sarebbero state tante migliori opportunità.
In chiusura, vi sveliamo una curiosità ma sarebbe più da Iene o da Striscia la Notizia che da Tuttomercatoweb. Premesso che non c'è nulla di male, per ora, e ognuno nella vita è libero di fare ciò che vuole, vi raccontiamo la storia. Marco Borriello, attaccante del Cagliari, ha un amico nutrizionista. Laureato e di bella presenza. Sembrerebbe che questo nutrizionista, del quale mi sfugge il nome e non credo sia importante, abbia una dieta che per i calciatori è una bomba. Ma è una dieta tutta particolare, sia nel cibo che nella tempistica. Roba che ti devi svegliare nel cuore della notte e fare attività fisica. Altri particolari non li conosco perché la dieta mi serve a poco, al massimo io gli chiederò che mi aiuti a potenziarmi fisicamente. Nell'ultimo raduno della Nazionale italiana, tra gli azzurri, si è parlato molto di questo nutrizionista. Una dieta la vende a 15.000 euro e molti calciatori la stanno seguendo, altri hanno richiesto un preventivo ma poi l'hanno rispedita al mittente. C'è un famosissimo calciatore italiano che ha trovato la soluzione migliore: dammi la dieta ma non ti do i 15.000 euro. Ahò mò te ne devi annà... Il problema, se tale può essere definito, è che sembrerebbe che il nutrizionista - oltre ai 15.000 euro per la dieta magica - chieda al calciatore di serie A (quelli delle altre categorie difficilmente se la possono permettere) anche il 10% sul prossimo contratto; infatti, a suo dire, l'ingaggio aumenterebbe grazie al risultato della cura. Su questo ultimo aspetto, ci sarebbe qualcosa da obiettare. Pensate se questa dieta l'avesse fatta Pogba. 15.000 euro li butto, vabbè... ma il caro Paul avrebbe dovuto dare il 10% del totale del suo ingaggio con lo United al nutrizionista. Beh, poi il nutrizionista la dieta magica l'avrebbe dovuta prescrivere a Mino Raiola, il quale, sotto choc, probabilmente, l'avrebbe anche gradita per passare da 180 chili a 179...

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