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La rivoluzione degli arbitri: ecco perché Braschi è stato silurato da Nicchi. Al suo posto Rosetti, ma ci spera Farina. La Fiorentina prepara l'esposto alla FIGC. Inter, c'è il sì di Eto'o. Prandelli ripiega sulla Nazionale...

Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 16/03/54 comincia giovanissimo a collaborare con La Nazione portando la partita che giocava lui. Poi inviato speciale e commentatore, oggi direttore del Qs Quotidiano sportivo della Nazione, Resto del Carlino e Giorno
28.02.2014 00.00 di Enzo Bucchioni   articolo letto 26145 volte
© foto di Federico De Luca

Dopo mesi di calma piatta il mondo arbitrale e' diventato la polveriera di sempre. Sembra di essere tornati ai due galli nel pollaio Bergamo e Pairetto e dintorni. La gestione Nicchi-Braschi ha dato i suoi frutti all'inizio della collaborazione, del resto c'era bisogno di persone dure con l'interno e con l'esterno, a volte anche arroganti in certe situazioni. C'era da ridare autostima a una classe arbitrale dilaniata da Calciopoli e questa operazione è riuscita. Aver fatto lamentare la Juventus con prese di posizione ufficiali credo sia stata l'apice della carriera di N&B. Alla lunga, però, tutti i sistemi dittatoriali cominciano i problemi di gestione e di rapporti, soprattutto con l'esterno. Il finale dello scorso campionato con la clamorosa scalata del Milan fino alla Champions e alcune discutibili designazioni, fino all'ultima di Siena, hanno scatenato i primi problemi. Poi due personalità forti come Nicchi e Braschi sono diventata difficili da conciliare. La rottura c'è stata quando Nicchi, forse inavvertitamente, ma più probabilmente per dare un segnale forte, ha ricordato a tutto il mondo del calcio (la maggioranza non lo sapeva o non se lo ricordava) che Braschi a fine stagione sarebbe stato congedato per fine mandato. Errore clamoroso oppure strategia bella e buona. Non si mette in piazza una cosa del genere a metà campionato. Forse Nicchi aveva intuito che Braschi stava lavorando per una deroga e l'eventualità a lui non piaceva? Fatto sta che in un mondo dove si fanno leggi e leggine ad hoc, dove si cercano scappatoie e soluzioni più che democristiane, se Nicchi avesse voluto ovviare al regolamento per confermare per un'altra stagione Braschi la strada l'avrebbe trovata. Se non l'ha fatto, se ha messo le mani avanti sei mesi prima, qualcosa vorrà pur dire. Sicuramente che tra i due non c'è feeling e che l'operato di Braschi non è stato valutato così buono come si vuol far credere ufficialmente ormai è assodato.
Il problema è gestire questa seconda parte del campionato quando le partite diventano tutte più importanti se non fondamentali per i vari obiettivi. La sensazione è che Braschi stia facendo una sorta di "muoia Sansone con tutti i filistei", proponendo domenica dopo domenica designazioni ad alto rischio quasi a voler sottolineare comando io e faccio come mi pare al di là delle critiche di chicchesia e di tutte le contestazioni in atto. Un atteggiamento pericoloso per il buon andamento del campionato. L'ultima sembra la designazione di Gervasoni come arbitro addizionale di Milan-Juve, la gara più importante di domenica prossima. Reduce dalla non lucidissima direzione di Parma-Fiorentina e dall'allucinante rapporto che ha colpito Borja Valero della Fiorentina che come dimostrano le immagini cercava di fare da paciere, invece di star fermo come avrebbe suggerito la logica, Gervasoni calca la scala del calcio.
Ma chi sostituirà Braschi? Anche qui sta succedendo una cosa inedita e talmente destabilizzante da chiedere l'intervento di organi superiori. Circola già il nome di Rosetti, come dire che non solo Braschi è stato silurato, ma si è già scelto il successore. Idee chiarissime, ma sarebbe come far fuori l'allenatore in una squadra, conoscere il successore e lui tenerlo ancora in panchina. Un po' quel che è successo ad Allegri con il Milan. Cosa è successo? Un disastro. Ecco, quello che più o meno sta succedendo alla squadra degli arbitri che inconsciamente o praticamente non riconoscono più Braschi e molti pensano già alla loro carriera futura. Si racconta di numerosi contatti telefonici già avvenuti con Rosetti, il designatore-designato. Sicuramente la scelta è ottima, Rosetti è sempre stato un arbitro equilibrato oltre che bravo, viene da una grande esperienza di capo degli arbitri russi. Ha tutto per diventare designatore italiano. I tempi sono discutibili. In corsa c'era o ci sarebbe ancora anche Farina, ma giudicato troppo duro e troppo severo. Poco diplomatico, invece si cercherà di smettere con il muro contro muro e te la facciamo vedere noi che non è degno di una moderna classe arbitrale.
A questo proposito, la Fiorentina ha raccolto molto materiale per una sorta di empeachement di Braschi. E' pronto un dossier con diverse testimonianze anche a proposito di una lite avvenuta in tribuna d'onore durante la gara con il Genoa tra il team manager della Fiorentina Guerini e Braschi che assisteva alla gara. Per un rigore inesistente concesso al Genoa, Guerini si sarebbe girato verso Braschi alzandosi con le braccia larghe. Braschi avrebbe duramente replicato stai seduto e il diverso è poi durato nell'intervallo fino a quando Braschi ha abbandonato lo stadio. Qualcuno (diversi) avrebbero sentito delle frasi ad alta voce non propriamente opportune di Braschi, frasi che la Fiorentina avrebbe inserito in questo dossier per chiedere spiegazioni alla Federcalcio. Dopo quella gara (sarà sicuramente un caso) gli episodi sfavorevoli ai viola si sono moltiplicati fino alla perla di Gervasoni con le quattro giornate di squalifica al correttissimo Borja Valero. Ma la Fiorentina lamenta anche l'aggettivo di "Lamentino" affibbiato da Braschi a Montella. Insomma una situazione che in un calcio normale imporre un intervento di chi comanda non solo gli arbitri, ma tutta la baracca. Vedremo, speriamo solo che la situazione sia recuperata al più presto perché la volata finale per scudetto e Champions e salvezza, vuole serenità di giudizio per tutti.
Sempre a proposito di affari nazionali, come avevamo anticipato qualche settimana fa, Prandelli che aveva dichiarato la fine del suo ciclo in nazionale , visto che il Milan ha preso Seedorf, alla Juventus non interessa piu' (se dovesse andar via Conte è pronto Mancini) e all'estero gli era rimasto solo un flebile contatto con il Tottenham del suo amico Baldini, ha pensato bene di dire si alla proposta di Abete e di riprovare con l'Europeo del 2016 in Francia. Speriamo almeno riacquisti entusiasmo e non giudichi la nazionale una scelta di ripiego. Se fossimo stati Abete avrebbe cambiato decisamente strada (Zaccheroni? Allegri?), ma il presidente federale a volte si innamora dei suoi allenatori, sperando che in Brasile ci dia qualche soddisfazione e non solo discorsi e promesse di bel gioco.
Il mercato, intanto, non si ferma. Thohir ha dato mandato di pescare soprattutto in Premier, un campionato molto seguito nel sud est asiatico, ma in generale all'estero. Dopo Vidic (già fatto l'accordo come detto una settimana fa), Ausilio ha incontrato Eto'o per chiedere la sua disponibilità a chiudere la carriera a Milano con l'Inter. L'ok c'è già. Eto'o ha ancora la famiglia a Milano, è disponibile a tagliarsi l'ingaggio. La trattativa è già avviata e Ausilio ha parlato con Thohir dando la cosa per quasi fatta. Vedremo.

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