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  Sì, al centrocampo nerazzurro servono qualità come le sue
  No, non è ha il physique du role per giocare all'Inter
  Sì, pescare tra i migliori giovani italiani è la via giusta
  No, il prezzo chiesto dall'Atalanta è assolutamente fuori mercato
  La Juve alla fine avrà la meglio

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Editoriale

Le 7 note del violino di Garcia. Juve, senza DNA europeo non cresci. Thohir, dimostra di valere Moratti. Malagò, ecco perchè non puoi togliere al calcio 30 milioni di euro

Nato ad Avellino il 30 Settembre 1983 è Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb. Vive e lavora a Milano dal 2004. mcriscitiello@sportitalia.com Twitter: MCriscitiello
27.10.2014 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:    articolo letto 34404 volte
© foto di Federico De Luca

Il violino di Garcia ha smesso di suonare troppo presto. Le note erano "solo" 7 e in Champions ha rimediato una figuraccia, purtroppo per lui e la Roma con precedenti. E' stata una settimana maledetta per tutto il calcio italiano. La Roma merita la prima pagina per le dimensioni della batosta ma la seconda sconfitta della Juventus brucia ancora di più, ai fini della classifica. Il Napoli perde anche in Svizzera e conferma lo stato di crisi. Il Verona, se ne torna a casa con 6 pappine, e dà respiro a Benitez ma allo stesso tempo conferma che per Mandorlini l'aria è cambiata, rispetto ad un anno fa.
Tornando alla Roma. La spocchia di Garcia è risultata invadente, nel pre gara con il Bayern Monaco. Ha gestito male la squadra durante la sosta, non facendo spegnere le polemiche dopo la sconfitta con la Juventus ma le ha alimentate per 14 giorni. Era convinto, giustamente, di avere una grande squadra ma non ha saputo preparare a dovere l'impegno con una delle squadre più forte del Mondo. Alla fine si è assunto tutte le responsabilità ma, mai come questa volta, non è solo un gesto di protezione nei confronti del gruppo bensì la verità. A Genova la Roma ha giocato bene, anche se è tornata a meno 3 dalla Juventus. La Roma può andare avanti in Europa, o almeno se la giocherà fino alla fine ma Garcia farebbe bene a cambiare subito gli atteggiamenti che, almeno in Italia, non sempre pagano. Quest'anno ha la squadra per vincere il campionato, il secondo posto non sarebbe più un trionfo anche perchè questa Juventus non sembra possa andare, ancora una volta, oltre i suoi limiti. La vittoria con il Palermo è servita a tutti. A Llorente che ha ritrovato il gol, ad Allegri che ha spazzato via le polemiche e ai tifosi che hanno ritrovato una momentanea tranquillità. Il rinnovo di Pogba, fino al 2019, è un segnale importante da parte della società a tutti i suoi tifosi. Però questa squadra e questa società devono iniziare a fare i conti con la pochezza europea. I Campioni d'Italia che vincono il campionato con 102 punti, non possono permettersi di perdere ad Atene. La giornata storta può capitare, in Europa no! In Europa al primo sbaglio ti sbattono fuori, figuriamoci al secondo su tre tentativi. Allegri non ha grandi colpe anche perchè un anno fa c'era il mago Conte e il risultato è stato identico, se non peggiore. Il primo tempo in Grecia è stato imbarazzante. In Italia dobbiamo iniziare a correre di più e pensare meno alla tattica, da sempre la nostra forza. Un tempo, tutto ciò, pagava oggi invece la corsa e la fame vanno oltre gli schemi e i posizionamenti. Quando lo capiremo, potremo pensare di essere più competitivi in Europa. Una volta gli svizzeri, con il Napoli, la palla neanche la vedevano; oggi vincono e se ne fregano se gli 11 svizzeri sono nettamente inferiori a 11 potenziali campioni. E' lo stesso discorso della nostra serie B e la nostra serie C. Il Catania può avere anche mezza squadra da serie A ma se l'Entella ha più fame, voglia e corre di più vince l'Entella di turno. Alla Juve manca il Dna Europeo e forse anche quella scaltrezza che ti consente di vincere, o pareggiare, una partita dove meriteresti di perdere.
Nella settimana dello scempio europeo, non ci siamo fatti mancare proprio nulla. Thohir arriva con buoni propositi a Milano e si compra l'Inter con l'aiuto delle banche, inizialmente i maligni dicono che sia prestanome di Moratti e poi invece, dopo meno di un anno, vanno in conflitto. Thohir non potrà mai fare grande l'Inter. I motivi sono semplicissimi: un ristoratore per lanciare il suo ristorante deve vivere, dalla mattina alla sera, in sala e cucina. Se delega e vive dall'altra parte del Mondo, il ristorante ben presto fallirà. Thohir avrebbe dovuto avere maggior rispetto nei confronti di Massimo Moratti che, con il suo cognome, ha segnato anni di storia per il club che adesso guida. Moratti avrà mille difetti ma l'educazione, che non ha avuto Mazzarri, non gli è mai mancata. Oggi l'Inter è di tutti e di nessuno. Per fortuna c'è Ausilio che guida la parte tecnica, altrimenti con un Branca al posto di Ausilio, Mazzarri avrebbe fatto prima a prendere l'ascensore e salire al settimo piano. Poi avrebbe deciso con calma cosa fare. La squadra ha una carenza di campioni in organico, i ragazzini spesso sbagliano anche cose elementari (come una diagonale difensiva), Icardi si è perso e il reparto avanzato fa molta fatica. Raggiungere l'Europa, per il secondo anno consecutivo, sarà un successo. Quest'anno la lotta per il terzo posto sarà la più interessante. Regna l'equilibrio e non ci sono squadre avvantaggiate come Napoli, Milan, Inter o Lazio. La sorpresa potrebbe arrivare fino in fondo.
Sarà una settimana calda per la politica del calcio. Tavecchio, dal primo giorno, sapeva che dal Coni avrebbe avuto minacce continue. La FIGC deve adesso fare i conti con Malagò che "minaccia" di tagliare al calcio 30 dei 62 milioni attuali. Per una volta, la Federazione, ha ragione. Se da un lato è vero che tutte le Federazioni devono vivere, dall'altro è pur giusto evidenziare da dove arrivano i principali proventi. Se davvero la Federazione perderà 30 milioni di euro, il rischio sciopero sarà più che concreto. Solo la classe arbitrale, parliamo dell'intero sistema, al calcio costa 50 milioni di euro. Ridurre è impossibile, anche perchè un arbitro di Lega Pro, oltre le spese, porta a casa 200 euro a partita. Il fronte è compatto, come ogni volta che c'è la minaccia di una riduzione economica. I soldi delle scommesse che arrivano dal mondo betting, per l'80%, arriva dal calcio. Il gioco sta in piedi grazie alla palla a scacchi. Il movimento Italia è portato avanti dai milioni di malati del calcio.
In chiusura facciamo i complimenti al Catania per la vittoria sul Vicenza; la mano di Sannino si vedrà ma bisogna dargli del tempo. In Bocca al lupo per la nuova esperienza a Varese al Direttore Spartaco Landini, il calcio non ha confini ma non ha neanche un'età. Foscarini, allenatore del Cittadella, ha spento 300 candeline. Le candeline c'erano ma, da quando allena il Cittadella, manca la torta; non si è mai chiesto come mai nessuno lo ha mai cercato e neanche si è chiesto perchè su 300 panchine lui avrà inciso massimo in 50 partite. Tra marzo ed aprile, "Fosca" le inizia a vincere tutte. La primavera.... Sempre più sorprendente il Carpi. Castori e Giuntoli hanno costruito proprio un bel giocattolo, con quattro soldi in croce. Il Pescara non merita seconde chance; si può perdere la partita ma non la dignità. Corvino, per il Bologna, sarebbe un ottimo bigliettino da visita in serie B. Male, malissimo il Crotone. Vrenna credeva che ogni anno potesse fare i miracoli, grazie a Ursino. La verità è che non ha una società per fare progetti futuri.
In Lega Pro può essere l'anno buono del Benevento. Vigorito, dopo mille errori, meriterebbe la serie B per i soldi spesi (male). Oggi ha una squadra quadrata e forte, un Direttore Sportivo (Di Somma) intelligente e un allenatore di categoria che ti fa vincere i campionati.

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