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Editoriale

Le due partite e i due principali candidati: ecco come si muoverà l'Inter. Ed ecco anche il primo nome del Milan...

03.11.2016 06.56 di Luca Marchetti   articolo letto 28942 volte
© foto di Federico De Luca

Stasera si gioca, ma la vera partita l'Inter la sta giocando altrove. Nell'asse, lunghissimo, fra Nanchino, Giacarta e Milano (ora temporaneamente trasferito a Londra). Non che la partita contro il Southampton sia da sottovalutare, ani, visto che da quella dipenderanno anche molti dei sogni di gloria della squadra nerazzurra. Ma la scelta dell'allenatore è come minimo altrettanto importante.
Come tutti sapete ci sono diverse anime in società. Come è normale che sia, soprattutto in una multinazionale come ormai è l'Inter. Ma da quello che abbiamo capito i candidati principali al momento sono due: Pioli e Marcelino. Per loro è stato fissato il colloquio con la proprietà, che sarà a Milano fra poche ore. Al momento non è possibile individuare un favorito.
Come tutti sanno la scelta di Pioli è quella caldeggiata dal versante italiano dell'Inter, Marcelino è l'allenatore che invece è ritenuto un profilo decisamente interessante da Suning. Questo non significa che tutto è già deciso e neanche che sarà certamente uno di questi due.
Innanzi tutto c'è ancora in piedi la candidatura di Guidolin (che sarebbe di fatto la pista parallela a Pioli e anche per lui è stato fissato un incontro) e sullo sfondo si staglia anche la figura possente di Guus Hiddink, il santone, che ha nome ed esperienza internazionale e che una situazione del genere, sulla panchina del Chelsea, l'ha già vissuta due volte. E alla prima occasione riusci anche a vincere l'FA Cup e arrivando in semifinale di Champions. Il curriculum di Hiddink parla da solo, ma nonostante sia un vero e proprio giramondo ha due "problemi": non parla italiano e di sicuro è nettamente più agée rispetto agli altri concorrenti (in nerazzurro festeggerebbe i 70 anni l'8 novembre).
Ecco perché in questo momento Pioli e Marcelino sono i più forti. Curiosamente Marcelino (che ha raggiunto i migliori con il Villarreal e con il Recreativo Huelva) proprio al Villarreal si è dimesso due giorni dopo l'addio di Mancini all'Inter. 11 agosto, dopo delle forti divergenze con lo spogliatoio (si parla addirittura di una rissa) per la fascia a Musacchio (il difensore che stava cercando il Milan...).
Ora serve aspettare, con un vero interrogativo. Perché bisogna arrivare praticamente una settimana dopo la decisione di sollevare dall'incarico di De Boer per nominare il nuovo? Come è possibile che un club importante come l'Inter non sia pronto? Di sicuro i tempi potevano essere gestiti in maniera diversa: ma non scegliendo per forza la soluzione caldeggiata dalla dirigenza che vive in Italia.
In tutte le società decide la proprietà, al 90%. E' sempre il presidente ad avere l'ultima parola (ricordate che Spalletti prima di presentarsi a Roma fece tappa a Boston?), come è giusto che sia, visto che i soldi li mette lui. O loro, in questo caso. Sono i presidenti che esonerano, sono i presidenti che assumono. E devono farlo, certamente, seguendo le indicazioni dei propri dirigenti. Ma è normale che (soprattutto se sei dall'altra parte del mondo) ci sia qualcuno che provi a sponsorizzare questo o quello in virtù di rapporti personali. Certamente Kia Joorabchian è un grande consigliere di Suning. Senza dubbio. E senza dubbio non gode di simpatie universali. Ma con Zhang ha fatto affari per il campionato cinese (Texeira, Jo e Ramires) evidentemente c'è feeling. Come c'era stato con il Manchester United, con il Chelsea in passato. Come succede con tanti altri potentissimi procuratori in giro per il mondo (da Mendes a Doyen, da Lemic a Raiola): fanno il loro gioco. E generalmente seguono la scia dei movimenti di denaro e questo, ora, porta in Cina. Ma questo non impedisce alla dirigenza italiana di dire la propria e di confrontarsi sui diversi profili degli allenatori proposti. Ed è quello che succederà in Italia nelle prossime ore, certamente con delle difficoltà in più.
Ribadiamo i tempi potevano essere più brevi (al netto anche dei problemi burocratici per organizzare dei viaggi in Italia dalla Cinea, passaporti e visti compresi), e che l'Inter avrebbe potuto presentarsi (almeno domani) con l'allenatore già in mano. Su questo certamente la società nerazzurra può e deve crescere e migliorare, ma Suning ha appena iniziato la propria avventura.
Intanto in Cina sta nascendo anche il nuovo Milan. Fassone è in missione per raccogliere le ultime necessità per andare alla chiusura dell'affare. Il termine ultimo è per i primi di dicembre, ma il closing potrebbe arrivare prima. E' per questo che Mirabelli sta già lavorando per il nuovo Milan: in queste ultime settimane ha fatto una scorpacciata di partite e ha riannotato sul suo taccuino il nome di Bazoer, centrocampista dell'Ajax. 20 anni e una valutazione da star. Il Milan ci penserà seriamente. Nei prossimi giorni, magari con l'operatività in tasca.

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