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Le ultime due amichevoli sono state la conferma che Sarri merita credibilità e pazienza. Però deve sbloccare l'attacco. Mertens vuole il Napoli, nonostante le sirene stonate dell'Inter...

Laureato in Giurisprudenza, scrittore, giornalista professionista, radiocronista dal 1985 e telecronista Mediaset Premium per le partite del Napoli. Corrispondente di Tuttosport, coordinatore per Piùenne, produce e conduce "Si gonfia la rete"
16.08.2015 08.11 di Raffaele Auriemma   articolo letto 56946 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Il precampionato del Napoli è finito e da domani si entrerà nella settimana che porterà direttamente all'inizio della stagione. Per chi è diffidente sul rendimento di una squadra che ancora potrebbe cambiare volto fino al 31 agosto e per chi, invece, ha visto uno squarcio di luce soprattutto attraverso le ultime due amichevoli. Nel giro di una sola settimana, tra Oporto e Latina, gli azzurri non hanno subito gol e hanno mostrato una tenuta difensiva ben diversa rispetto al recente passato, oltre a sfoggiare quel Reina che tanto era mancato l'anno scorso. E' costata fatica e ripetizioni frequenti, quelle che Sarri ha dovuto mettere in pratica dal primo giorno a Dimaro, con l'ausilio del drone che ronzava sulle teste dei difensori per mettere a nudo quanto di errato era stato commesso negli ultimi due anni. E bene ha fatto Sarri, giacché di gol gli attaccanti del Napoli continueranno a segnarne tanti, a soffermarsi innanzitutto sul rifacimento di tutto l'impianto tattico della terza linea. Ed è per questo che il rude, severo, meticoloso, ma apprezzabile tecnico tosco-napoletano merita di ricevere la credibilità che i tifosi del Napoli gli stanno tributando. Tutti. Anche quelli che distratti dal nome roboante, non avevano capito che dietro quei trofei sbandierati dopo ogni sconfitta delle ultime due stagioni, c'era poc'altro. Loro, al pari dei fan che continuano a reclamare acquisti di una caratura superiore e che puntano il dito sulla rivoluzione tecnica che sta mettendo in pratica il presidente De Laurentiis. Sarri è uno stakanovista non di primo pelo eppure con le idee talmente chiare, da aver già dato al Napoli una struttura ed un equilibrio tale, che stupisce possano essere stati assimilati dal gruppo in così breve tempo. Oggi come ieri, la squadra tende sempre ad avere il pallone tra i piedi e tenere alta la linea dei difensori, senza però rischiare troppo come accadeva in precedenza. Non sarà semplice trovare la quadratura in pochi giorni, quelli che mancano all'inizio del campionato che vedrà il Napoli all'esordio in casa del Sassuolo che ha battuto l'Inter ed è stato superato dal Milan solo ai calci di rigore durante l'ultimo Torneo Tim. La formazione emiliana è ben allenata e già con una condizione smagliante, però è anche vero che le due milanesi hanno mostrato i soliti difetti nelle crepe di un mercato dissanguante. Il Napoli deve solo credere nelle sue possibilità e raddrizzare in fretta i movimenti offensivi, anche perché contro il Latina è stato sbloccato il risultato soltanto ad inizio secondo tempo, quando le due squadre avevano speso tanto ed è emersa la qualità tecnica dei campioni. Perché il Napoli balbetta nel suo reparto migliore? Di questo ne è a conoscenza Sarri che avrà sfruttato gli allenamenti e le sei amichevoli precampionato per farsi un'idea chiara su ciò che sarà meglio per sbloccare i bomber. Gli esperimenti sono finiti, ora bisogna riassumere le idee e decidere come sistemare tatticamente la squadra e se sarà ancora il caso di utilizzare certi calciatori diversamente dalle loro attitudini. A cominciare da Callejon: la posizione da punta centrale non gli si addice. E chissà perché, giacche al Real con Mourinho spesso spesso giocava da falso nueve. Magari la sua testa continua ad essere lontana da Napoli e non possiamo nemmeno fargliene un torto. Insigne trequartista? Fornisce lampi illuminanti del suo talento in un ruolo che gli si addice soprattutto quando guarda la porta avversaria, un po' meno quando c'è da accorciare le linee e chiudere gli spazi per le ripartenze avversarie: basterà rivedere come si comporta Saponara per capire perché Sarri insiste ad averlo e perché Insigne è molto più attaccante di lui. Sta di fatto che nel Napoli attuale sarebbe un sacrilegio tenere fuori l'uomo più in forma, quel Mertens che sta dimostrando con i fatti non solo di meritare il posto da titolare, anche da punta centrale, ma soprattutto di volere ancora il Napoli, nonostante certe sirene stonate provenienti dal capoluogo lombardo.

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