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Leonardo-Moratti: la verità. Sacchi-Trap: oggi Sarri-Mancini. Diego Lopez tornerà titolare. Juve: Zaza all'Udinese

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
28.11.2015 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 22508 volte

Incontrato Leonardo. Ci siamo chiesti per tanto tempo, forse più da tifosi nell'anima che da persone serene, cosa fosse cambiato in lui al punto da passare dal Milan all'Inter, da un argine all'altro, da un mondo all'altro. Lo abbiamo anche attaccato, come sa il mondo della rete e come lui ha capito e tollerato. Chapeau. Ecco quindi che la vita ci conferma uno dei suoi insegnamenti: meglio comunicare che chiedersi. Insomma, ritrovato il Leo di sempre. Lo stesso ragazzo che conoscevamo a Milanello, un ragazzo che vive guardando negli occhi e spiegando se stesso. Ricordato con piacere il Milan che lui ha vissuto da protagonista dal 1997 al 2010, un altro Milan, un altro pianeta. E' tutto intatto in Leo, nulla di rinnegato, è giusto che i tifosi rossoneri lo sappiano. L'ultima delle curiosità però era: Leo, ma perché hai lasciato la panchina dell'Inter da un momento all'altro nell'estate del 2011? Ci ha risposto. Non era una intervista e non possiamo riportare. Ma è giusto chiudere con una domanda: ma, secondo voi, se Leo non avesse saputo dalla fonte primaria che Massimo Moratti aveva già iniziato le grandi manovre per la cessione del Club, l'avrebbe lasciata l'Inter nell'estate del 2011?

E' stato bello assistere alla polemica fra Arrigo Sacchi e i manciniani più realisti di Mancini. Per un motivo: ci ha fatti sentire giovani. Quando vivevamo come un confronto ideologico all'ultimo sangue il calcio meravigliosamente unico di Arrigo e il calcio stupendamente concreto del Trap. Sarebbe stata ancora più accattivante questa polemica se oggi Maurizio Sarri fosse l'allenatore del Milan. Da Sacchi a Sarri, da Trap a Mancio, sempre Milan e Inter agli antipodi. Sarebbe stato fantastico. Ma dal momento che il Milan quest'estate ha omesso di prendere Sarri, la vicenda si riproporrà lunedì sera al San Paolo, proprio fra la grande antagonista storica di Arrigo, il Napoli, e la stessa Inter che fu del Trap e che oggi è di Mancini. Il ricordo, nitido, che abbiamo è che il cuore della critica batteva per il Milan di Sacchi e questo dava stimoli straordinari all'Inter di Trapattoni negli scontri diretti. Quindi, attenzione Napoli. Continuare a sentire che l'Inter gioca male e il Napoli gioca bene, caricherà a pallettoni i nerazzurri. Sfida aperta a qualsiasi risultato. Con i reduci di Arrigo che non discuteranno mai Sacchi e che continueranno sempre ad amarlo. Anche quando la sua aura calcistica illumina e avvolge altre squadre, come in questo caso il Napoli di Sarri. Ma sapendo anche che l'altro calcio può vincere, eccome se può vincere.

Sinisa Mihajlovic da uomo coraggioso e in buona fede ha rischiato grosso, ma fino ad oggi ha regalato due grandi ricchezze al Milan del futuro: Alessio Romagnoli, un giocatore che manca tremendamente alla Roma e che segnerà un epoca al Milan, e Gianluigi Donnarumma, da ieri ufficialmente Modigliani. Nessuno gliele toglierà, comunque sia e comunque vada. Sinisa ha anche detto però: io Diego Lopez lo aspetto. Ed è giusto così, perché la sensibilità di una grande società è quella di capire che Donnarumma deve continuare a crescere senza essere condannato a fare il titolare fin dall'età di 16 anni e l'obiettivo di una grande società deve essere quello di riportare Diego Lopez titolare. Diego lavora, Diego lo sa, Diego è pronto. E se ce ne fosse bisogno potrebbe in qualsiasi momento far coincidere la cura della sua tendinopatia con il rientro in campo, in caso di qualsiasi emergenza infortuni. Giusto e sacrosanto, così. Diego Lopez è un grande portiere e un grande uomo, attaccato pretestuosamente ma pronto ad affrontare lucidamente ogni situazione.

La Juventus lavora per Gennaio. E' da qualche tempo che azzardiamo qualche scenario nel tentativo di capire dove andrà a parare l'ex bomber del Sassuolo, oggi in forza alla Juventus. Zaza è infatti in grado di spostare equilibri in zone di classifica del nostro Campionato che non siano le primissime. E allora, con ogni probabilità, sarà Udinese. Tra i due Club c'è collaborazione e Zaza dalla Juventus a Udine è uno scenario possibile del prossimo, imminente, mercato. Dalla Juventus è pronto a partire, destinazione Inghilterra, anche il difensore Martin Cáceres.

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