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Editoriale

Ma allora Mazzarri non era scarso... qualità ai minimi storici, è il momento giusto per il made in Italy. Balo all'Inter? Speriamo di no...

Nato a Magenta il 28/4/1974, giornalista professionista dal 2001. Vanta collaborazioni con diverse testate web e cartacee, oltre ad esperienze da telecronista. Opinionista Campionato dei Campioni. Direttore del mensile cartaceo CALCIO2000
10.12.2014 00.00 di Fabrizio Ponciroli   articolo letto 27095 volte
© foto di Federico De Luca

Nel calcio, forse più che nella vita, si fa davvero troppo in fretta a sputare sentenze. Ero a San Siro per seguire Inter-Udinese. Bello assistere agli applausi del popolo nerazzurro. Tutti per Mancini, come è giusto e doveroso che sia. Peccato che, alla fine, il malloppo se lo sia portato a casa l'ex Strama, lasciando al Mancio solo i fischi. E qui entro a gamba tesa: ma allora Mazzarri non era così scarso… Lo ripeto da anni: un allenatore può incidere massimo al 10/15% sulla squadra. Il resto, quindi quasi tutto, dipende dai giocatori. Ed ecco il punto focale della questione. L'Inter, a livello di giocatori, non ha una rosa da "grande squadra". Ci sono delle buone individualità ma, in generale, di fenomeni non se ne vedono. Capisco il tifoso nerazzurro: abituato a vedere fuoriclasse in campo, non è facile abituarsi a gente come Kuzmanovic (nome preso a caso, potrei mettere chiunque altro). La qualità dell'Inter e, in generale, del calcio italiano, è ai minimi storici. E' ormai sempre più complicato vedere qualcuno che, su uno dei nostri campi, riesca a fare la differenza e regalare giocate sopraffine. Purtroppo, per palati fini come i nostri (dominavamo il mondo, calcisticamente parlando, fino a 10/15 anni fa), è complicatissimo tornare ad ingozzarci di panini alla mortadella quando eravamo soliti pasteggiare a caviale. Sono troppo severo? Guardatevi una qualsiasi partita di Bundes, Premier o Liga, anche quelle in cui c'è il Real Madrid che disintegra l'avversario. Bene, vi accorgerete che, in generale, il calcio proposto è decisamente migliore del nostro. Saremo ancora abili nella tecnica ma nell'accarezzare la palla siamo rimasti indietro… Ma, in questo oblio generale, c'è un'occasione da cogliere al volo, già a partire dalla prossima finestra di mercato invernale. Appurato che i campioni non vengono più da noi, è la volta buona (insisto) per regalare un'occasione ai nostri giovani italiani. Basta stranieri di seconda, terza o, peggio, vecchi campioni bolliti alla ricerca dell'ultima chance… Buttiamoci sui nostri giovani. Personalmente mi piacerebbe, al momento della lettura delle squadre, sentire qualche nome italiano in più e, attenzione, di me si può dire tutto tranne che sia razzista… Il mio pensiero è legato esclusivamente al desiderio di provare a "costruire" qualche campioncino in casa. I vari Pirlo, Buffon, Totti, Di Natale non sono eterni. Avere qualcuno che, prima o poi, possa prendere il loro posto sarebbe bellissimo. Se fossero italiani ancora meglio, sarebbe felice anche Conte… Infine mi soffermo su Balotelli. Da più cantoni, sento vociferare che SuperMario potrebbe tornare a casa, alla sua Inter. Con tutto il cuore: speriamo di no!!! L'Italia non fa bene a Balotelli. L'idea di rivederlo in casacca nerazzurra potrebbe causare seri problemi a tanta gente. Mancini lo conosce bene, spero che sappia come la sua presenza potrebbe diventare solo un problema. Non vedo vantaggi per nessuno, Raiola a parte…

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