HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da TUTTOmercatoWEB.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
      
SONDAGGIO
Juventus-Barcellona ai quarti: passare è possibile?
  Sì, la Juventus è cresciuta rispetto al 2015
  No, il Barcellona resta più forte dei bianconeri

TMW Mob
Editoriale

Mancini-Inter: 4 buchi neri di mercato. Napoli, Sinisa non è convinto, Zenga a Genoa. Psg: Cavani resta, Ibra va. Milan: Ancelotti scalda Donadoni. Milan: Mr. Bee, l'onore delle armi

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
30.05.2015 07.22 di Mauro Suma   articolo letto 80173 volte

Abbiamo già avuto modo di sostenere che all'Inter c'è un uomo solo al comando in tema di mercato: Roberto Mancini. Decide lui chi e come. Sul piano del primo contatto e sul piano tecnico. Non può evidentemente decidere lui sul piano economico e qui sta il punto. L'Inter, che fa incontri al chiuso e che non riesce ad essere mediatica come il Milan nonostante il mandato ad esserlo coniato al suo arrivo dal presidente Thohir, difficilmente costruirà l'ossatura per la quale si era speso Roberto Mancini. I nomi: Pepe Reina, Toulalan, Yaya Tourè e Dybala, ovvero la spina dorsale di una squadra importante. Con Tourè contatti quotidiani, con Dybala quattro telefonate produttive e costruttive. Da ambienti manciniani trapela che era tutto fatto, per tempo. Ma anche che cautele economiche e prudenze sui tempi hanno fatto prima slittare e poi con ogni probabilità saltare tutto. E a Mancini sono girati i cosiddetti. Non al punto di lasciare, perché l'uomo oggi è più sereno rispetto al Marzo 2008 (Inter-Liverpool) e poi perché sa bene che le quattro operazioni non sono state chiuse per disagi sui conti e non certo per un dispetto nei suoi confronti. Ma da oggi in poi i conti devono tornare e Mancini si è rasserenato con la promessa del presidente Thohir di investire 60 milioni sul mercato. Nella settimana dello storico non possumus della Pirelli di Marco Tronchetti Provera, delle rivelazioni sui paradisi fiscali e delle incognite post Novembre 2016, quei 60 milioni promessi sono una boccata d'ossigeno.

Due settimane fa, confermano da Bogliasco, Sinisa Mihajlovic ha incontrato direttamente il presidente del Napoli, De Lurentiis. Confronto diretto. A tu per tu. Conoscenza, ragionamenti, programmi. Per farla breve, sembra non sia scoccata la scintilla. Sembra che l'incontro non sia andato bene. Noi abbiamo la versione vista da Bogliasco e non conosciamo quella partenopea. Ma nonostante la spinta data in settimana dal presidente Ferrero e che sembrerebbe confermare il contrario o che potrebbe essere anche un tenativo a cielo aperto di ricucitura, abbiamo più di un dubbio che Mihajlovic possa allenare a Napoli la prossima stagione. A questo punto, visto che il presidente Berlusconi sembra avere nei confronti di Sinisa dubbi sul piano umano e caratteriale in chiave Milan e non su quello tecnico e professionale, Mihajlovic potrebbe anche optare, extrema ratio, per una destinazione ad oggi non editata o anche rimanere a Genova. Dove, intanto, l'ambiente blucerchiato parla ormai con sicurezza e fondatezza dell'arrivo di Walter Zenga.

Dal Paris Saint Germain continuano a ripeterlo: quello che parte è Ibrahimovic, non Cavani. Vero o non vero lo vedremo. Premesso che potrebbe anche essere vero, è però il mercato che fa il mercato e se le offerte dovessero arrivare per l'uruguagio e non per lo svedesaccio, anche a Parigi dovranno prenderne atto. Il programma di partenza è però definito: dopo tre anni, Ibra può partire. Cavani meglio di no. Questo pensa il PSG. Perfino elementare che se parte Ibra e resta Cavani, la Juventus non entra nel giro. Lo farebbe solo in caso contrario, dovendo anche recuperare con Parigi dopo l'operazione Coman.

Carlo Ancelotti è stato bene con Galliani a Madrid, gli ha tirato su il morale dopo quella che lui definisce una brutta botta, l'esonero dal Real Madrid. Nel suo salotto di casa, Carlo, giovedì pomeriggio, con Galliani già sull'aereo per Malpensa, diceva all'amico di avere ancora dei dubbi ma che al Milan ci sta comunque pensando. A proposito, Carlo Ancelotti e Adriano Galliani nei cinque incontri madrileni hanno parlato per la prima volta di giocatori giovedì tra le 11 e le 13. Non è vero dunque che Ancelotti dovesse essere convinto dal progetto tecnico. Dall'offerta economica che ha ricevuto dal Milan come suo ingaggio, ha capito che quest'anno il Milan fa sul serio. Gli allenatori misurano da questo l'entusiasmo e la carica di un progetto: se spendono così tanto per me, lo faranno anche per la squadra. A proposito: alla partenza di Galliani i pronostici erano che al massimo Carlo avrebbe pagato il conto del ristorante e poi si sarebbe eclissato, che era tutto inutile questo viaggio tanto era già tutto scontato e deciso. Ma state calmi. Intanto se Galliani è partito per Madrid è per un motivo chiaro e semplice. Aveva capito che se fosse rimasto a Milano, Ancelotti non sarebbe mai venuto. Le poche speranze che c'erano bisognava giocarsele a Madrid. Fatto, cinque volte e non una e poi stop. E che non fosse tutto inutile è dimostrato dal fatto che mercoledì sera lo staff di Ancelotti ripeteva agli amici che non c'era una possibilità su un milione e invece il giorno dopo, Adriano Galliani e Carlo Ancelotti, al telefono con Milan Channel, si trovavano di fronte, d'accordo e in sintonia, sul cinquanta e cinquanta letto, firmato e condiviso. A proposito, retroscena. Erano grandi amici al Milan, Ancelotti, Tassotti e Donadoni. Nel suo ultimo anno al Milan, 2008-2009, Carlo continuava a ripeterci: ma perché non Tassotti, Tassotti se lo merita, Tassotti è bravo. Allo stesso modo nei primi approcci madrileni, il discorso è finito anche su Donadoni. Ma perché non Roberto è bravo, Roberto eccetera. Ma il Milan ha solo in testa Ancelotti. Ma Donadoni è bravo. A Parma ne dicono un gran bene. E' serio, preparato, maturo, esperto al punto giusto, con uno staff eccellente e professionale.

Nonostante i dischi rotti del direttore sportivo e dello scouting da parte di avversari subdoli che si presentano ai tifosi del Milan con il sorrisino di fuori e la zizzania di dentro, il Milan e la sua proprietà sono giunti non a nuove politiche o a nuovi tentativi in direzioni epurative, ma a due conclusioni ormai scolpite. La Fininvest: i tempi e i costi del calcio di oggi non lasciano alternative, meglio cedere. Il presidente Berlusconi: capisco ma prima di andare definitivamente in quella direzione, voglio fare io il primo intervento di rilancio e di investimento. Sotto la mia guida e con il mio coinvolgimento. Le cose stanno così. Come ha confermato mercoledì sera la dottoressa Barbara Berlusconi: per amore dei tifosi, mio padre ha rinunciato ad una opportunità. Vero. Premesso: a noi non piace la tifoseria di Mr. Bee, estranea in questa vita e anche nella prossima ad ogni singolo anello della catena del dna del Milan. Ma lui, Mr. Bee, merita l'onore delle armi: è giusto sottolineare che è investitore credibile anche se discutibilmente "supportato". Ha fatto una due diligence seria. Con studi legali, banche d'affari e banche d'appoggio impeccabili. L'offerta fatta da Mr. Bee al presidente Berlusconi aveva tutti i crismi. E se Silvio Berlusconi ha scelto di puntare ancora più in alto, difficile quasi impossibile ma proprio di cose difficili e quasi impossibili si è nutrita tutta la sua vita, e nel frattempo di fare lui il primo piano di rilancio, non è per impastoiare un paio di promesse. Ma per fare sul serio. Che duri, facciamolo durare, l'entusiasmo del presidente Berlusconi. Perché questa deve essere l'estate della vita. Rossonera. Non dei dischi rotti.

ARTICOLI CORRELATI

TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Caparre cene e allenatori, in Primavera si fa il mercato e si guarda al futuro 23.03 - Sono principalmente due le notizie che hanno movimentato la settimana della pausa di campionato e sono destinate entrambe ad avere strascichi durante tutta la settimana. A Milano la questione closing non si è ancora chiusa: né in un verso né nell'altro. I famosi 100 milioni che doveva...
Telegram

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Luis Enrique, non solo Roma... Milan-Donnarumma, è rimasta solo la fede! Napoli, Mertens va premiato oppure... 22.03 - Ogni volta che si manifesta la primavera mi sento meglio… Le giornate diventano più luminose, la natura rinasce, tutto siamo più felici o, almeno, così pare… Tuttavia, ancora una volta, a primavera c’è solo una rondine che tiene alto il buon nome dell’Italia pallonara in Europa. C’è...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Un'idea "folle" per la Juve e una cosa da chiarire su Agnelli. I soldi del Milan ci sono: ecco chi li ha davvero (da lì nascono i problemi). Il fastidio dietro la "non sconfitta" dell'Inter. E sul pranzo indigesto di Sarri... 21.03 - Questa volta non me la prendo con la “pausa per la Nazionale”. Non ci penso neanche. Al limite con il campionato. Quello delle ultime che perdono sempre, delle prime che vincono sempre, di quelle in mezzo che vincono se giocano con le ultime, perdono se giocano con le prime e pareggiano...

EditorialeDI: Michele Criscitiello

Pallotta, chiedi il conto a Spalletti. Giro di panchine: Bucchi e Semplici le new entry. Il Torino dalla “Padelli alla brace”. Lotito in B? Ecco perché conviene più alla B che alla A… 20.03 - Nel week end dell’addio dei sogni di gloria dell’Inter, si passa al sabato dove il Milan conferma di essere da Europa di serie B. Milano oggi è da Europa di serie B e la classifica confermerà che le due squadre di Milano ancora non sono pronte a rientrare dalla porta principale. Il...

EditorialeDI: Raimondo De Magistris

Il monopolio della Juve fa male al calcio italiano: o tornano le milanesi (dei giorni migliori...) o la Serie A in Europa perderà posizioni. E tanti saluti al regalo dell'UEFA 19.03 - Ci risiamo. Superati gli ottavi di finale ecco riaffiorare i soliti problemi e sempre gli stessi limiti. C'è la Juventus, che si avvia indisturbata a conquistare il sesto Scudetto consecutivo (record assoluto). Poi c'è il vuoto, in Serie A e nelle competizioni europee. La Roma in...

EditorialeDI: Mauro Suma

Sacchi-Dybala: juventini distratti. Bacca: nessuna grazia ricevuta. 200 milioni Closing e 200 milioni Guardiola. I derby estremi di Roma e Genova 18.03 - Era appena finita Juventus-Porto e dopo partite del genere, dove tutto va per filo e per segno, le tv devono cercare di ravvivare e movimentare. E' accaduto anche su Premium, dove Arrigo Sacchi ha stimolato Dybala: "Sei un modello per i giovani, sei un grandissimo giocatore, perchè...

EditorialeDI: Enzo Bucchioni

Spalletti, ora è addio. E la Juve aspetta. Allegri più lontano. Inter, Suning 150 milioni per lo Scudetto. Milan, se salta il closing Donnarumma al Real 17.03 - La Roma è fuori dall’Europa nonostante la vittoria e una gara di grande spessore tecnico e agonistico e, se tanto mi da tanto, Spalletti è fuori dalla Roma. Non faccio altro che seguire le sue indicazioni e il suo ragionamento. Ancora pochi giorni fa ha ribadito che senza tituli (alla...

EditorialeDI: Luca Marchetti

I giovani, la Champions e le scadenze 2018? Vendi o firmi? 16.03 - La Champions sa ancora riservare sorprese. Non che il Monaco potenzialmente sia (stato) meno ricco del City, ma nell’anno in cui gli inglesi volevano la glorificazione in campo internazionale è arrivato il fracaso di Pep. Lontano dalla testa della classifica in Premier, uscito per...

EditorialeDI: Fabrizio Ponciroli

Troppe polemiche, ci si mette anche Mourinho... Spalletti-Totti, uno è di troppo! Milan, Donnarumma resta. 15.03 - La primavera è alle porte, speriamo che, con l’arrivo delle belle giornate, le menti più fumantine riescano a rilassarsi… Basta polemiche. Non mi interessa chi ha torto e chi ha ragione, so solo che stiamo esagerando (mi ci metto anche io). Seguiamo ogni partita con occhio clinico,...

EditorialeDI: Fabrizio Biasin

Juve: tira una strana e “nuova” aria attorno alla Signora. Inter: Zhang e il destino di Pioli (occhio al dato su Simeone). Milan: ultime sul closing (con sorpresa sulla data?). Napoli: un assist a Sarri. E sul regolamento… 14.03 - Eccoci qui. Volevo spiegarvi le regole del calcio. Che sono semplici. Perché se non lo fossero, allora sarebbe un problema. E noi non vogliamo problemi. Quindi eccovi le regole del calcio, così come le abbiamo capite. REGOLA DEL FALLO DI MANO A meno che tu non sia il portiere...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza i cookie. Accedendo a questo sito, accetti il fatto che potremmo
memorizzare e accedere ai cookie sul tuo dispositivo.
Clicca qui per maggiori informazioni.