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Editoriale

Mazzarri stramazzato, Thohir infuriato: tutte le teste che cadranno nell'Inter. Seedorf studia l'Atletico, Silvio promette regali: il primo colpo Milan ha un nome e un volto. Conte, Benitez e il segreto delle liste.

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista tv per Mediaset Premium e Telelombardia.
04.02.2014 00.00 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 65191 volte
© foto di Federico De Luca

Anche quest'anno mi son messo d'impegno davanti al Superbowl. Avevo birra, biscotti, cioccolato Toblerone bianco di cui vado ghiotto, sette cuscini Ikea e tutta l'intenzione di capire e apprezzare quella gran rottura di balle del football americano. Ho pensato: "Peggio di Juve-Inter non può essere". E invece "è stato". Come sempre non ho capito una mazza nonostante le ottime intenzioni dell'esperto Guido Bagatta. Il commentatore tv diceva cose tipo: "Avete capito? Alla terza yard c'è la possibilità di un touchdown come se fosse Antani. Semplicissimo". Una colossale supercazzola notturna. Ho pensato: "'sticavoli Bagatta, mi diverto lo stesso: quando esultano loro, esulto anch'io". A fine primo tempo erano 234523423423 a zero. Poi nel bel mezzo dell'intervallo è comparso a centrocampo il cantante con il nome del dolciume al cioccolato: Bruno Mars. E ho pensato: "Ma che sport è?". Come se Pupo si mettesse a cantare "gelato al cioccolato" a metà Juve-Inter o Morandi "banane e lamponi" al Dall'Ara. Ecco, consiglio al vecchio Gianni: meglio se stai a casa per un po'.

Fatto sta che Brunetto Mars mi ha tolto le forze e son tornato a pensare a Juve-Inter. Anzi, a Mazzarri. E avevo finito il Toblerone. Proprio una bella serata di melma.

Dunque, il Mazza. Una brava persona, un buon allenatore. Solo che sta antipatico anche al suo specchio. Bergoglio, per dire, sapete che ha la passione delle telefonate a sorpresa. Un giorno chiama per sbaglio Mazzarri. E Walter: "Santissimo, che piacere!". Immediata la contromossa di Papa Francesco per farsi appendere in faccia: "Sono un testimone di Geova e vendo il Bimbi e il Folletto".

Un po', Walter, se le cerca, diciamola tutta. Va in conferenza e dice "Ho visto una bella Inter". Probabilmente aveva il dvd di Juve-Inter con Stramaccioni in panca. E poi: "La colpa del primo gol è di Kovacic. La colpa è dell'anno zero. La colpa è che siamo un cantiere". Pare che a un certo punto sia entrato in sala stampa lo Zì Michè direttamente da Avetrana: "Sì vabbè, facciamo così, mi assumo io tutte le responsabilità che altrimenti famo notte". E la verità è che Mazzarri resta l'ultimo dei responsabili dell'attuale delirio nerazzurro, ma è il primo nella lista di quelli che hanno il "terrore di osare". Per dire, Palacio. Contro i bianconeri sembrava la particella di sodio del noto spot o il protagonista del film fantasy "don Rodrigo nell'isola delle zebre"; correva come un pazzo, ma perennemente a vuoto poveraccio. E gli interisti abituati a Mou che quando bisognava recuperare metteva anche Beppe Baresi a far la punta: "Mortacci tua Walter metti uno straccio di seconda punta! Piuttosto entra tu ma fai qualcosa!". E lui niente, perché "l'equilibrio viene prima di tutto e comunque abbiamo il migliore attacco del campionato". Una cantilena che valeva fino a qualche mese fa, ora non più. L'Inter è miseramente all'ultimo posto nella speciale classifica 2014: peggio del Sassuolo, avversario domenica sera. Nelle ultime dieci partite la Beneamata ha tenuto un ritmo da retrocessione in serie B, qualcosa di inspiegabile e inaccettabile, perché è vero che domenica Mazzarri ha sfidato la super Juve, ma è anche vero che il Catania in casa si deve battere a prescindere dalla rava e dalla fava.

E le dichiarazioni post-gara: un vero disastro. Il piccolo Strama avrebbe dato la colpa a se stesso, il grande Mou avrebbe dato la colpa alla Fiat, Gasp e Rafa avrebbero dato la colpa alla proprietà, Leonardo avrebbe detto "non sono Leonardo, ve lo giuro, e comunque voglio aprire un chiringuito a Jesolo". Nessuno però se la sarebbe presa con un ragazzo di 19 anni per quanto responsabile, suvvia.

Parliamoci chiaro, Thohir non ha alcuna intenzione di cambiare la guida tecnica, almeno fino a fine stagione. Poi si faranno i conti. Toccherà al citatissimo "uomo forte" di Erick prendere delle decisioni per quel che riguarda la panchina: Simeone potrebbe essere l'uomo giusto e con un progetto serio (non dispendioso, serio), il Cholo verrebbe a Milano anche a piedi.

Per il resto ci si chiede dove sia in questo momento "la società": Thohir è stato bravo a tamponare le possibili contestazioni con il colpo Hernanes, ma non sappiamo ancora che fine faranno Guarin e Ranocchia (giocatore inutilizzato domenica e stipendiato dai nerazzurri) oltre alla contestatissima accoppiata Fassone-Branca. C'è chi assicura che si stia calcolando la buonuscita dei due dirigenti: staremo a vedere.

Il resto in pillole. Al Milan son sorrisi nonostante l'1-1 col Torino. Giustificati almeno in parte. Lo schema "alla garibaldina" non convince del tutto, ma Seedorf quantomeno sembra avere le idee chiare: parla in continuazione con i suoi giocatori, si prende la briga di andare a Madrid a studiare l'Atletico (Allegri pare che una volta sia andato in Svizzera a fare benzina, che là costa meno). Il tutto con il benestare del Berlusca, disposto ad accontentare il suo "cocco". A giugno, per intenderci, il primo colpo (Agazzi a parte) sarà l'indemoniato Cerci. Utile, utilissimo per dare corpo a un'idea di calcio irrealizzabile con il "dormiente" Honda e buona parte dei fantasisti rossoneri.

In chiusura la faccenda "liste europee", quelle che devi rendere pubbliche per forza e raccontano un sacco di verità. Seedorf fa secco Saponara: probabile punizione per aver rifiutato il prestito a Parma. Conte fa secco Quagliarella: idem. Benitez fa secco Jorginho: boh, io questa non me la so spiegare. Avrà mangiato pesante... (Twitter: @FBiasin).


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