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SONDAGGIO
Juventus-Barcellona ai quarti: passare è possibile?
  Sì, la Juventus è cresciuta rispetto al 2015
  No, il Barcellona resta più forte dei bianconeri

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Editoriale

Milan, anche Luiz Adriano con Bacca... gran coppia. Pogba, tutta la verità sulla cessione al Barça. Inter, ok di Perisic e Suarez. Salah-Fiorentina, i perché della guerra

Giornalista professionista e scrittore, editorialista del Quotidiano Sportivo che ha rifondato e diretto per cinque anni. Opinionista radio e tv. Twitter @EnzoBucchioni
03.07.2015 07.19 di Enzo Bucchioni   articolo letto 128099 volte
© foto di Federico De Luca

All'inizio del mercato aveva preso un paio di schiaffoni (Kondobgia e Jackson Martinez), ma dobbiamo riconoscere che il Milan si è ripreso piuttosto bene. Dopo Bacca dal Siviglia, ieri è stato il grande giorno di Luiz Adriano dello Shakthar con tanto di foto-ricordo con il suo omonimo Adriano, ma di cognome Galliani. Ora non scappa più.

Bacca-Adriano sono sicuramente una coppia bene assortita, giocatori moderni, in grado di aiutare la squadra come vuole Mihajlovic, capaci di movimento, ma anche ottimi goleador.

Luiz Adriano, brasiliano, era da tempo in Ucraina dove ha fatto bene e molto spesso era stato accostato a squadre italiane, soprattutto la Roma nel gennaio scorso. Luiz Adriano andava in scadenza a fine anno, nel 2016 sarebbe stato possibile prenderlo a zero euri, ma il Milan ha bisogno di rifare la squadra e il look e allora con otto milioni l'ha portato a casa subito.

Ora il reparto offensivo è più che competitivi con Menez e El Shaarawy già in rosa, si tratta dopo Bertolacci di andare su un centrocampista e un difensore (Romagnoli?) e qui forse il lavoro è più complicato. Comunque, in attesa di mister Bee, con il fondo Doyen alle spalle il Milan sta rimettendo in piedi una squadra competitiva.

La Juve non ha di questi problemi. Sta cercando soltanto di capire dove e quando colpire per portare a casa ancora un difensore (Benatia nel mirino da tempo), un centrocampista (Witsel?) e un trequartista.

Proprio il discorso del trequartista, ma non solo, è legato il futuro di Pogba. Come vi abbiamo sempre detto, il francese è sul mercato da tempo, ma in modo sotterraneo. In questi mesi Raiola ha tessuto una serie di rapporti con le più grandi squadre d'Europa per capire l'operazione più conveniente da fare per il suo assistito, ma anche per la Juventus. Il primo contatto c'è stato col Psg, ma lo scambio con Cavani e Verratti non è stato accettato. Poi il City ha offerto Jovetic e Dzeko più cinquanta milioni. Al Real è stato chiesto Isco più cinquanta milioni e l'addio definitivo a Morata. Benitez ha detto no alla cessione del trequartista. E allora ecco il Barcellona, la soluzione ritenuta forse meno indolore per il futuro bianconero.

Come sapete c'è stato un incontro a Barcellona con tanto di foto che vanno molto di moda. Marotta dice che Pogba non si cede e dal suo punto di vista non mente. La Juventus avrebbe deciso di sondare meglio l'opportunità con il Barca per alcune ovvie ragioni. La prima è pratica. Dopo l'addio di Pirlo, togliere un altro pilastro al centrocampo bianconero può essere rischioso. E allora ecco a pennello l'offerta del Barca che ha il mercato bloccato e si è offerta di prendere Pogba dall'anno prossimo. Perfetto. Nel frattempo, però, si discute sulla cifra definitiva e i tempi dei versamenti. Ottanta milioni e il giovane Gerson non bastano a Marotta che punta ai cento tondi senza Gerson. Di quella cifra cinquanta sarebbero pagati subito, cinquanta fra un anno. Se il Barcellona accetterà la controproposta l'affare si farà.

Con i cinquanta milioni del Barcellona Marotta potrebbe tentare l'ultimo assalto a Oscar (il trequartista preferito da Allegri) valutato 30 milioni e più, ma anche rimettersi in corsa per Jovetic o Cuadrado. Comunque Pogba resta la pedina più preziosa per cambiare volto alla Juventus che ha deciso un profondo rinnovamento per ritrovare energie fisiche e motivazioni. Marotta nega anche questo, ma non molla Benatia, il mercato è appena iniziato.

Chi sta facendo benissimo è Thohir. E' vero che Thohir finanziere presta i soldi con tasso alto a Thohir presidente, ma questo a Mancini e ai tifosi interessa poco. L'unica cosa vera è che sta nascendo un'Inter competitiva anche per lo scudetto con gli arrivi di Kondogbia, Miranda e Murillo e altri in ponte. Senza farsi impressionare dal no di Imbula, Ausilio è ripartito alla caccia e ha preso subito il terzino destro Montoya del Barcellona. Buon rinforzo, attacca e difende con grande corsa. Ora serve un altro pensatore del centrocampo e la pista Mario Suarez dell'Atletico è viva. Il giocatore ha detto ok ai nerazzurri e su questo si basa la forza dell'Inter. Ma ieri c'è stato un altro attacco a Perisic e un altro sì. Il Wolfsburg vuole 4 milioni per il prestito e riscatto a venti, l'Inter vuol pagare due subito: si tratta. Mancini aspetta anche la fine della vicenda Salah, ma eventualmente il Chelsea non lo presterebbe più, vende subito e basta per 24 milioni. Tanta roba. Comunque i posti da extra-comunitario sono due e se Perisic è la prima scelta, chi sarà l'altro fra Jovetic e Cuadrado? Mancini vorrebbe Jovetic, ma Cuadrado intriga molto.

Il procuratore Fali Ramadani è un grande tessitore, sta studiando la soluzione giusta per portare Perisic e Jovetic in nerazzurro e Cuadrado alla Juve. Un giro da tenere d'occhio.

Da tenere d'occhio anche il Napoli che sta cercando di costruire un centrocampo nuovo per Sarri. E' arrivato il regista (Valdifiori) ora si cerca un uomo di corsa e di energia, ma anche tecnicamente valido come Allan. L'Udinese chiede 15, De Laurentiis insiste per undici più Britos che andrebbe al Watford di Pozzo. Si può fare.

Più difficile per la Roma arrivare a Dzeko del City. Il giocatore costa 30 milioni, gli inglesi hanno poca intenzione di cederlo, ma Sabatini insiste proponendo un mega ingaggio, soprattutto dopo aver perso Luiz Adriano, Bacca e Jackson Martinez. Il cash necessario potrebbe arrivare dalla dolorosa ma necessaria cessione del giovane difensore Romagnoli al Milan che ha offerto venti milioni. La Roma ne vuole trenta, El Shaarawy potrebbe entrare nell'operazione.

Il giallo della giornata però è un altro e parliamo naturalmente di Mohamed Salah. Come sapete la Fiorentina sta trattando da giorni con il suo nuovo procuratore, l'avvocato Rami. E' stata formalizzata una proposta da 3-3,5 milioni di euro l'anno per quattro anni con l'impegno di comprare il cartellino dal Chelsea. Più bonus vari.

Ma Salah si è sempre negato al telefono della Fiorentina e il suo procuratore lo ha giustificato "le ferie sono sacre e non si può disturbare". Comunque dopo tanta fatica, la proposta-monstre della Fiorentina gli è arrivata via fax tradotta in arabo come voleva.

Si è fatto vivo soltanto con un simpatico tweet proprio a chi vi scrive chiedendomi se ero sicuro di quello che stavo sostenendo, cioè la sua irreperibilità. Purtroppo avevo ragione e aveva ragione la Fiorentina. Salah non ha risposto neanche ieri e la società viola è partita a testa bassa, cercando di sfruttare tutte le carte che ha in mano. Si profila lavoro per gli avvocati con prevedibile arbitrato Uefa.

La Fiorentina ha pagato entro il 30 giugno il milione di euro al Chelsea per rinnovare il prestito. Ieri, come da noi anticipato nel pomeriggio, la società viola ha poi depositato in Lega il contratto firmato dal giocatore che lo lega alla Fiorentina per due anni in prestito dal Chelsea a un milione e 800 mila euro netti a stagione. E' vero che il contratto è subordinato alla sua approvazione, ma la firma di gennaio c'è. Ne serve un'altra per il rinnovo? Può opporsi al rinnovo del prestito? Tutte domande alle quali risponderanno gli organi competenti.

Non basta. La Fiorentina, come da noi anticipato ieri, lo ha pure convocato con tanto di raccomandata prevista dalla legge, per il

13 luglio nel ritiro di Moena per riprendere la preparazione dopo le visite mediche. Una settimana di vacanza in più per via della nazionale egiziana che lo ha tenuto impegnato in giugno. Lui ha intenzione di non presentarsi.

Come finirà? Di sicuro per l'egiziano il problema non sono i soldi. Vuole subito riprovare in una grande squadra dopo aver fallito col Chelsea. Ha un'autostima smisurata, si crede davvero il Messi d'Egitto e le sirene di Mancini per l'Inter (molte telefonate) o i contatti con Atletico lo hanno gasato ancor di più. Brutta storia dal punto di vista calcistico. La Fiorentina forse poteva muoversi prima, ma il suo l'ha fatto e se un giocatore ha altre ambizioni è giusto farlo andare. E' il comportamento e il cambio delle carte in tavola che non sono piaciuti. Ma poi è un campione? Chissà, vedremo. In attesa degli avvocati, Della Valle ha comunque ordinato di andare su altri giocatori per fare una Fiorentina più forte anche senza Salah.

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