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  Sì, al centrocampo nerazzurro servono qualità come le sue
  No, non è ha il physique du role per giocare all'Inter
  Sì, pescare tra i migliori giovani italiani è la via giusta
  No, il prezzo chiesto dall'Atalanta è assolutamente fuori mercato
  La Juve alla fine avrà la meglio

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Editoriale

Milan-Bologna: che Balotellata!! Benitez: Napoli lo ha caricato, non deriso. Mihajlovic: due fronti aperti, Inter e Lazio. Nazionale: Prandelli alla fine resta

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
15.02.2014 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 29177 volte

C'e' qualcosa di ossessivo e di viscerale nella furia distruttrice degli odiatori di Mario Balotelli. Di quelli che fanno le prediche a Mario ma che non ne sanno fare a meno e fremono al solo battito di ciglia dell'attaccante bresciano. Tutto questo impasto di avversione e morbosita' genera un muro. Alto e duro. Non e' facile vivere e giocare contro questa energia negativa a orologeria puntata contro. Ma quando Mario riesce a volgere in positivo tutto questo, ecco che nascono meraviglie come quella del gol al Bologna di ieri. Un gol voluto, splendido, che ha superato quello di Sheva alla Juve del 9 Dicembre 2001. Eccolo, quindi, Mario. Campione o non campione, in un anno solare, il suo primo anno solare da titolare al Milan ha segnato 26 gol, 22 in Campionato, 3 in Champions e 1 in coppa Italia. Tutto il resto e' rasoterra.

Bravo Rafa. Nel momento in cui era in bilico, ha chiamato a raccolta il San Paolo e ha sparato il colpo di reni. Le vittorie del Napoli contro Milan e Roma sono stati il momento più bello della stagione partenopea. E sono arrivate nel momento più delicato. Napoli ha saputo criticare e pressare Rafa Benitez nel modo giusto, solleticandone l'orgoglio e la personalità. Questa è la differenza vera con il clima che nell'autunno-inverno 2010 Rafa ha respirato in casa Inter. In quella situazione, Benitez era stato deriso e sottovalutato. All'Inter dicono, non era facile venire dopo Mourinho...vero, assolutamente. Ma anche a Napoli il buon Rafa si è insediato dopo Mazzarri che, mutatis mutandis, può tranquillamente essere considerato il Mourinho del Vomero, per risultati, continuità e personalità. Eppure, al momento del dunque, nell'ora cruciale, la piazza napoletana ha saputo, pur criticando come solo sotto il Vesuvio può accadere, tirare fuori il meglio da Benitez, non il peggio. All'Inter e attorno all'Inter sono tutt'ora impegnati a convincere amici e interlocutori che Benitez fosse un danno. Sarà. La stagione del Napoli non conferma questa convinzione, dopo tutto quello che Rafa ha fatto a Valencia, a Liverpool e a Londra sponda Chelsea. Ad Appiano restano della loro, intanto lui, Rafa, sente l'odore del sangue. Per uno che ha vinto 8 finali in carriera, 5 internazionali e 3 nazionali, l'ultimo atto di Coppa Italia è un invito a nozze.

Sinisa Mihajlovic ha rigenerato psicologicamente la Sampdoria. Ha ridato fiducia e autostima ai giocatori. Si è boskovizzato, in un ambiente che subisce ancora oggi il fascino storico dell'allenatore dello Scudetto. Frasi a effetto, saggezza, sorrisi, occhiatine: Sinisa sta sfoderando tutto il repertorio di Vuja. E i risultati si vedono. Tutto l'ambiente blucerchiato apprezza e sogna. Proprio per questo sembra sia stato proposto nelle ultime settimane il rinnovo al 2015 a Mihajlovic, vista la prevedibilissima, grazie a lui, salvezza doriana. Ma la risposta sarebbe stata interlocutoria. Sinisa avrebbe chiesto tempo, sembra preferisca aspettare. E' forma o è sostanza? Un dettaglio o roba grossa? Sembra infatti che Mihajlovic sia molto attento alle chicane stagionali delle due squadre della sua storia: Inter e Lazio. Mazzarri ha capito che il convento nerazzurro passa quello che può e Reja, che sta facendo benissimo, non durerà in eterno. Nella pole di Sinisa, l'Inter è una ruota avanti rispetto al Club del presidente Lotito, ma tutto può accadere. Mihajlovic a Milano o a Roma, è fronte molto caldo.

Con il massimo del rispetto per tutte le fonti, rispettabilissime, e per tutte le redazioni al lavoro sul tema azzurro, restiamo della nostra opinione. Qualche tempo fa, in questa sede, ci eravamo permessi di sostenere che Cesare Prandelli sarebbe rimasto alla guida della Nazionale azzurra, anche dopo i Mondiali brasiliani di quest'anno. Bene, siamo sempre di questa idea. Massimiliano Allegri, ad oggi, non ha chiuso, discusso o ratificato accordi con la Figc per la guida della Nazionale italiana. Nel calcio tutto è sempre possibile, ma a meno di cataclismi, Prandelli resta il favorito per portare l'Italia all'Europeo del 2016.

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