HOME  | EVENTI TMW  | REDAZIONE  | NETWORK  | TMW RADIO EVENTI LIVE  | CALENDARIO E CLASSIFICA  | CONTATTI
Da Tuttomercatoweb.com le ultime notizie di calcio mercato su Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma
      
TMW Mob
Editoriale

Milan: da Ibra a Balo. Lavezzi: di qua o di là. Roma, tutti i rischi di Garcia. Moratti: finalmente basta Calciopoli

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
29.08.2015 08.23 di Mauro Suma  articolo letto 136455 volte

Nessun tifoso rossonero avvertiva la necessità del ritorno di Mario Balotelli e tutti i tifosi rossoneri hanno sgranato gli occhi quando hanno capito che la notizia era vera. Il primo a sapere tutto questo deve essere proprio lui, Mario Balotelli. Gli servirà. Non solo: il contraccolpo del passaggio dal sogno di Ibra al ritorno di Mario, è stato di quelli duri per i milanisti. Così a questo punto non ci sono dislivelli o dossi. Solo salita. Tanta salita, senza sconti e senza compromessi, caro Mario. Che tutto ciò che lo riguardi sorprenda o sparigli, è dimostrato dal fatto che il mondo social rossonero si è schierato a larga maggioranza contro il suo ritorno, mentre è dall'esterno che sono arrivati gli unici applausi: dal "bentornato Mario, crediamo ancora in lei" e dal "bravo Milan, ma Balotelli non può sbagliare" di Xavier Jacobelli sul Corriere dello Sport-Stadio al "ritorno a sorpresa di Balotelli va letto come il rifugio negli affetti più cari" di Luigi Garlando sulla Gazzetta dello Sport. Per il resto, nessuno al Milan ha pensato di rendere top il significato e la comunicazione su Balotelli. Viene vissuto come un assestamento della rosa alle spalle di Luiz Adriano e Bacca, con un impatto economico di lowissimo profilo: un anno di Balotelli costa un terzo dell'operazione Mancosu fatta nella scorsa stagione dal Bologna per l'acquisto della punta del Trapani. Sovraccaricare e sovraeccitare l'operazione è il tentativo di altri, non del Milan e men che meno di Mihajlovic che si è preso la responsabilità perché ci vuole lavorare sopra, a fondo e con continuità. Non per i lustrini e le paillettes, ma per la sostanza e per la squadra.

Dopo il PSG, ci sarà con ogni probabilità Milano nel futuro di Ezequiel Lavezzi. O all'Inter subito, oppure chissà in una delle prossime due sessioni di mercato. Ma intanto c'è questo di mercato. Che per il Milan non è ancora chiuso, né in entrata né in uscita. Ma ci autointervistiamo lo stesso. 1) Ibra? Kakà è tornato al terzo mercato di tentativi, Sheva idem e Ibra vedremo. Fosse andato altrove capirei il dramma, ma è rimasto a Parigi nel Club più ricco del mondo che non lo molla. 2) Perché con 83 milioni spesi non c'è la sensazione fra i tifosi di avere una squadra importantissima? Intanto i milioni, fra entrate e uscite (El Shaarawy) sono 63, ma senza stare a piluccare sui numeri, è il mercato baby. Il ritorno del Milan sulla giostra è coinciso con una estate assurda di ipervalutazioni dei giocatori, come dimostrano ancora oggi i 50 milioni offerti dal Chelsea per John Stones e i 40 del Manchester United per il Felipe Anderson non pervenuto a Leverkusen. 3) Perché 20 milioni per Bertolacci? Perché quando esci a mani vuote da un derby come quello di Montecarlo, non puoi non reagire subito. Sappiamo bene che oggi Andrea verrebbe via alla metà, ma il peso del 20 Giugno ha inciso su questa operazione e comunque Andrea crescerà e farà bene. 4) Perché il Milan non è andato su Witsel? Perché a Giugno e Luglio costava il doppio di Bertolacci come cartellino e il triplo come ingaggio. Oggi è tutto troppo tardi, anche e soprattutto perché rispetto a Witsel, che ha davanti a sé alcuni anni di calcio, il Milan ha investito forte su Alessio Romagnoli che ha tutta una vita calcistica da affrontare in rossonero in quanto giovane e in quanto italiano. %5) Perché Kucka? Perché Mihajlovic sa cosa farne, perché ha gamba e fisico ad hoc per il nostro Campionato, e perché fra lui a 3 milioni e Soriano a 15 (Roberto, speriamo sempre tu possa arrivare), non c'è gara. 6) Perché così tanti giocatori da Genova? Scusate, ma Ranocchia, Kharja, Icardi, Palacio, forse Eder, Sturaro, Iago Falque, forse Soriano (al Napoli?) da dove vengono e da dove venivano, da Alessandria? E ricordiamoci anche che nella fase di mercato degli investimenti, il Milan ha lavorato con Siviglia, Shakhtar e Roma (Bertolacci e Romagnoli), mentre è solo nella parte finale quando bisognava stare attenti al milione che sono entrati in campo gli accordi con Raiola (Balotelli) e Preziosi (Kucka). 7) Perché il valvassino delle luci di Marsiglia non ti lascia in pace? Va bene così, la solita questua per il solito amico di turno, questa volta Borriello, non ha prezzo.

La Roma quest'estate ha pensato di cambiare l'allenatore. E' un passaggio rischiosissimo, per qualsiasi grande Club. Spesso un viaggio senza ritorno. In casi del genere, o parti subito forte oppure torni subito, perché certe analisi estive lasciano sempre qualche remora, in discussione. E' stato così per Cuper all'Inter nell'estate 2003, per Allegri al Milan nel 2013 e per Mazzarri ancora all'Inter nel 2014. Se la Juventus dovesse abdicare, la Roma resta la favorita per la conquista dello Scudetto. Ha troppa qualità per non esserlo. C'è un solo però: che non si faccia male da sola. E qui torniamo a Garcia. Quanto è stato contaminato il suo ruolo dall'esame estivo fatto dalla Società? Quanto è forte il suo sfondo "politico" attuale? Dalle risposte vere, di risultati e di campo, a queste domande, dipenderà non soltanto Roma-Juventus di domani ma larga parte della stagione giallorossa. La Juventus lo sa e va a Roma per aprire la crepa, subito.

La frase profondamente offensiva del presidente Moratti, "lo Scudetto a tavolino il trofeo più bello", quando purtroppo le intercettazioni che riguardavano la sua Società sono riemerse dall'intercapedine del tavolino qualche anno dopo con l'accusa di responsabilità diretta articolo 1 per il proprietario e per il presidente ravvisata dal procuratore federale Palazzi nell'estate 2011, è filata via senza reazioni di nessun tipo e da nessuna parte. Non perché si sia tutti d'accordo, ma perché grazie al cielo, non se ne ha più voglia. Meno male. L'estate più forcaiola, triste e ingiusta del calcio italiano non generà più rancori e rappresaglie social. E' la scoperta più bella. Continuiamo allora a lasciare la frase in consegna al dimenticatoio. Che ne faccia buon uso.

ARTICOLI CORRELATI

TUTTOmercatoWEB.com - il sito di calciomercato aggiornato 24 ore su 24

Altre notizie Editoriale
Il futuro di Allegri legato alla Champions. Piace Paulo Sousa. Marotta ha deciso: due centrocampisti a gennaio. Anche Berlusconi e le sue vedove si arrendono. Napoli, dubbi su Pavoletti 02.12 - Della serie anche i ricchi piangono, mi risulta che i dirigenti della Juventus, Agnelli in testa, non siano poi così contenti di questa squadra nonostante il primo posto in campionato e la qualificazione anticipata in Champions. L'assenza di gioco non è più motivo di simpatici...
App Store Play Store Windows Phone Store
 

Editoriale DI: Luca Marchetti

Le panchine cambiano tutte insieme, gli scricchiolii delle big strizzano l'occhio al mercato. Gennaio si avvicina... 01.12 - Saltata un'altra panchina in A. De Zerbi non è più l'allenatore del Palermo dopo una sconfitta in coppa Italia ai rigori contro lo Spezia a pochi giorni dalla conferma (a sorpresa) del suo presidente Zamparini. Al suo posto arriva Corini, grande ex, che avrà il compito di...

Editoriale DI: Fabrizio Ponciroli

30.11 - Campionato riaperto, infermeria, quella bianconera, presa d'assalto. Allegri, di colpo, si è ritrovato a fare la conta dei pochi presenti. Ogni partita, qualche tassello della corazzata bianconera va in pezzi. In particolare, problemi evidenti a livello difensivo. Da qui la...

Editoriale DI: Fabrizio Biasin

Milan e la telefonata "cinese" di chi crede ancora al closing: ecco cosa succede! Juve e Allegri: la "follia" dopo il ko di Genova. Inter: ecco il diktat sul mercato firmato Zhang. Roma: autodenuncia su Dzeko 29.11 - "Ciao, mi chiamo Maurizio, ho 75 anni e non esonero da 6 mesi". "Fate un bell'applauso a Maurizio". E giù applausi. Ci piace iniziare così, con un pensiero all' "esoneratore anonimo" Maurizio Zamparini, in crisi d'astinenza e comunque capace di tenere duro col buon De...

Editoriale DI: Michele Criscitiello

28.11 - Sarà che settimana prossima c'è il referendum, sarà che per 8 mesi è rimasto in silenzio per problemi ben più gravi del calcio, sarà che in Italia tutto è consentito, sta di fatto che sono 10 giorni che Silvio Berlusconi,...

Editoriale DI: Andrea Losapio

27.11 - Abbiamo negli occhi la clamorosa sconfitta che l'Inter ha patito con il Hapoel Beer Sheva. I suoi giocatori hanno tenuto fede al nome della squadra e hanno ubriacato gli avversari in un secondo tempo davvero vergognoso da parte degli uomini di Pioli. Tanto bene nella prima...

Editoriale DI: Mauro Suma

Il 14 Dicembre del Milan. La confusione del Sassuolo. Pioli, il terzo scomodo. E' bruttissimo il calcio fra Biella e la Questura di Como 26.11 - All'esterno del Milan l'attesa spasmodica è per il 13 Dicembre. All'interno del Milan la curiosità e la suspence sono tutte per il 14 Dicembre. Chi entrerà a Casa Milan quel giorno? Le chiavi saranno sempre nelle stesse mani o saranno consegnate ai nuovi proprietari?...

Editoriale DI: Enzo Bucchioni

25.11 - L'ennesimo tentativo di agitare le acque attorno alla cessione del Milan è andato a vuoto. Questa volta è sceso in campo direttamente Silvio Berlusconi, spalleggiato dai soliti noti nel mondo della comunicazione, per cercare di depistare, spargere dubbi, insinuare situazioni...

Editoriale DI: Luca Marchetti

Berlusconi insiste: si chiude, ma altrimenti... il Napoli stoppato in Champions, prenota una stellina brasiliana. E i giovani... 24.11 - La notte dopo il derby Berlusconi aveva dato certezze: il closing ci sarà, ma se così non dovesse essere sarei pronto a rimanere e vincere con un Milan giovane e italiano. Sembrava più una sorta di rassicurazione ai tanti tifosi del Milan contenti per come stavano andando le...

Editoriale DI: Fabrizio Ponciroli

Silvio, il difficile arriva adesso... Inter-James, si fa sul serio! Kean, un predestinato 23.11 - Lo capisco. Silvio Berlusconi sta soffrendo. Ormai ha capito che l'attimo in cui sarà costretto a dire addio, per sempre, al suo amato Milan è ormai alle porte. Il popolo rossonero gli ha tributato una coreografia da brividi, tutti lo hanno applaudito. Per ogni singolo tifoso...
   Editore: TC&C srl web content publisher since 1994 Partita IVA 01488100510   
Utilizzo dei Cookie
CHIUDI
Questo sito utilizza cookies, anche di terze parti.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, acconsenti al loro impiego in conformità alla nostra Cookie Policy.