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SONDAGGIO
Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

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Editoriale

Milan, Darmian come Cerci e Miha come Leonardo. Pirlo: Milan cancellato? Juventus, piace Isco. Napoli: il ritratto di Ischia

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
11.07.2015 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 92296 volte

Il Milan si appresta a vivere un Agosto tutto nuovo. Si è dato una ossatura di mercato fra Giugno e Luglio ed è pronto a vedere cosa succede ad Agosto, mentre prima Agosto era tutto, era il fondamento affannoso dell'estate. Cinque nuovi arrivi importanti (giusto non sottovalutare l'interessante Rodrigo Ely), tre rinnovi pesanti, un nuovo allenatore valore aggiunto. Ma non avevi scritto del gioco che adesso si fa pesante? Vero, ma proprio perché pesante bisogna attendere, sperando poi, nessuno ne ha garanzia mai sul mercato, che le cose succedano sul serio. Intanto le uscite. Sfoltire è il verbo più coniugato in questi giorni a Casa Milan. A inizio Campionato, bisognerà essere in 25. Adesso al Milan sono in 32, dopo il rinnovo di Mexes avvenuto in stra-sintonia con l'allenatore. Bisogna limitare al minimo i giocatori che resteranno a libro-paga senza entrare nei 25: problema che hanno tutti (tutti!) in Serie A. Sì anche quelli che saltellano, sorridiamoci sopra: meglio che saltellino citando la loro ossessione di sempre, piuttosto che saltare a piè pari gli avversari finiti davanti in classifica come avvenne nel 2006 e come stava per avvenire anche quest'anno. Torniamo a noi. Gioco pesante, quindi attese e pazienza pesanti. I tifosi del Milan sognano Romagnoli, Witsel e Ibra. Se ne arriva uno lotta per l'Europa fra CL e EL, se ne arrivano due si puntano dritti i primi due/tre posti, se dovessero mai arrivare tutti e tre è seria candidatura per lo Scudetto. Modestissima e ininfluente previsione personale: almeno uno, importante, con vista poi sul mercato di Gennaio. Due sarebbe una grandissima cosa. Tre pressochè impossibile. A proposito, Buona fortuna Matteo! Darmian allo United. I migliori e più sinceri, lui lo sa, Auguri. Ma se anche dovesse ripetersi la parabola Cerci in uscita dal Torino (prima Atletico e poi Milan) anche per Darmian, ai tifosi del Milan non dispiacerebbe affatto.

Una settimana fa, Sinisa Mihajlovic. Tante cose, ma soprattutto una: "Orgoglio d'appartenenza? No, è presto". Qua la mano, Mister. Tutta sostanza, niente teatrino. Meglio una frase vera che una dichiarazione buttata lì per le telecamere. Quando Leonardo nel dicembre 2010 (scheda di presentazione Sito ufficiale Inter, Milan mai nominato, controllare please) dopo tredici anni di Milan, si presentò ad Appiano Gentile proruppe in un: "Allenare l'Inter? Un sogno". Come sei diverso, Sinisa. Buon lavoro.

Gli unici trionfi euro-mondiali di Club della sua gigantesca carriera, Andrea Pirlo li ha ottenuti al Milan: 1 Mondiale per Club, 2 Champions League, 2 Supercoppe Europee. La squadra di Club nella quale ha giocato di più (dieci anni) e dalla quale ha avuto di più (rilancio dopo anni difficili fra Inter e Reggina e grandi ingaggi) è stato il Milan. Ma ha scelto la Juventus come casa e prima di salutare il calcio italiano, si è dimenticato del Milan e dei Milanisti. Quando era in rossonero, pativa in cuor suo tutto lo spazio che otteneva Ricardo Kakà. Sì, Andrea: i tifosi rossoneri hanno amato lui e ameranno sempre lui, incondizionatamente e senza il minimo dubbio. E dal momento che nella vita c'è sempre un destino per tutto e tutto torna, al netto degli anni e degli episodi al suo posto, il motivo non è gratuito, basta dare una rilettura veloce ad alcune pagine del tuo libro.

I tifosi juventini sognano Oscar, ma Massimiliano Allegri non perde mai di vista Francisco Roman Alarcon Suarez. Ovvero, Isco. L'allenatore della Juventus lo ha incrociato nell'inverno del 2012 in due confronti di Champions League fra Milan e Malaga. Isco fece due grandi partite e nel corso degli anni è migliorato. Se questo gradimento tecnico possa dar vita ad una operazione grata a Morata (erano compagni di squadra in maglia merengue), o attraverso uno scambio con Vidal o con l'ottenimento di una qualche opzione per Pogba, non è dato di sapere. Ma se il Real Madrid entrasse nell'ordine di idee nel corso delle settimane in cui il mercato entrerà fatalmente e fisiologicamente nel vivo, il gradimento tecnico bianconero non manca.

A proposito, grande rumore per i 20 milioni per Andrea Bertolacci. Intanto, il ragazzo è mediaticamente sottovalutato e si riprenderà tutto con gli interessi sul campo. Ma restiamo sui 20 milioni che fan parlare. Punto primo: Andrea, nazionale azzurro reduce da una ottima stagione, è uscito dall'asse Roma-Genoa con una valutazione di mercato di 17 milioni di euro, determinata dagli 8.5 sborsati dalla Roma per la sua metà. Punto secondo: a 20 si è arrivati per via del mancato riscatto rossonero di Mattia Destro (16 milioni), cui la Roma teneva molto e che era entrato negli accordi di Gennaio. Ma dal momento che Mattia, purtroppo, nella pessima stagione rossonera, si è svalutato, tanto è vero che oggi viene trattato sulla base di 12-13 milioni, ecco che nell'operazione Bertolacci potrebbe essere entrato una sorta di signorile indennizzo proprio riferito alla precedente operazione Destro e che sancisce rapporti corretti fra Milan e Roma.

Ha un bel dire Luigi Rapullino, amministratore di Sideralba. Avrà anche un tifo meraviglioso l'Ischia, ma non si può prendere una squadra figlia del suo territorio, amata dalla sua gente, e tenerla tutta la settimana a Napoli. Bene salvare l'Ischia e bene tenere in Lega Pro una squadra che ha un seguito appassionato e civile. Ma senza la sua gente, la squadra del'isola verde diventa una squadra qualsiasi. Per non trasformarla in una operazione di plastica, il dottor Rapullino pensi a eventi settimanali con un paio di giocatori inviati sul territorio, a incontri con i tifosi nell'immediata vigilia delle partite. Ma non nella torre d'avorio. Nella casa del Club.


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