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Editoriale

Milan, Fernando no, Essien ni. Pogba: resta non oltre il giugno 2015. La Roma prepara il dopo-Totti. Mazzarri: allena il Napoli o l'Inter? Ischia: troppi debiti anche per Paolillo, l'uomo di Kakà

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
11.01.2014 00.00 di Mauro Suma  articolo letto 41800 volte

Gennaio, il mese del centrocampista. Fernando è una idea sfumata di molto, Essien una piccola possibilità, un sassolino di mercato. Che Essien possa diventare un masso di quelli tosti è presto per dirlo, lo si capirà meglio fra 2 settimane. Diamoci questo periodo di tempo. Il resto: Hernanes non arriverà mai al Milan. Sta rinnovando con la Lazio e le trattative con il presidente Lotito, bravissimo a fare il suo, sono impossibili soprattutto se a Gennaio e soprattutto se vicine alla sirena. Ma Hernanes, e in questo non c'è niente di male, incarna il sogno del tifoso rossonero che ha la Champions nella carne e sa quanto sia importante giocarsela con la qualità cucita addosso. Visto che Hernanes, il sogno vero dei tifosi, è impossibile, giusto sondare ogni pista alternativa, ma senza dimenticare che stringere i denti a San Siro all'andata contro l'Atletico senza Montolivo e Muntari potrebbe portare comunque il Milan a giocarsi l'Ottavo fino in fondo nella gara di ritorno.

La Juventus e Mino Raiola stanno dialogando in maniera proficua sul futuro di Paul Pogba. Il destino di Pogba, e in questo la Juventus e gli juventini con centrano niente, è quello di andar via. Fuoriclasse di questo tipo non possono rimanere a lungo in un calcio come quello italiano che per diversi anni non vincerà la Champions League. Giocatori come Pogba possono rimanere qualche anno da giovani in un movimento calcistico come il nostro, ma poi fatalmente vanno. La domanda è: quando? La risposta è chiara: entro un anno e mezzo, Pogba va in un top club. Ci sono buonissime chances che il francesi resti in bianconero anche per il 2014-2015: ingaggio aumentato ma non stratosferico e un giocatore raiolano che piomba a Torino a corredo. Si può fare. Ma il Giugno 2015 resta la data del redde rationem, oltre la quale è pressochè impossibile continuare a vedere Pogba in Italia.

La Roma investe forte su Nainggolan. Dice lo scettico: bella forza, poi cede Strootman al doppio di quanto l'ha acquistato o Pjanic. E invece no, caro scettico. Nainggolan rientra nel progetto di una Roma che entro 2-3 anni vuole vincere il Campionato. Non a caso è partito Bradley e, nel cambio, la Roma si è ulteriormente rafforzata. Per resistere al trauma psicologico del dopo-Totti, la Roma deve avere una squadra forte e una struttura da Scudetto. E' quello che sta facendo. Con un progetto riconoscibile e chiaro. E con Strootman e Pjanic che resteranno al loro posto.

Nel post-partita di Udinese-Inter, ai microfoni Rai, abbiamo sentito Walter Mazzarri magnificare il proprio lavoro a Napoli con pochissimi accenni alla partita appena giocata. Anzi, di quella si è lavato subito le mani. Che volete? Il profilo del Club è basso e la stagione è quella che è? Ma come? Aveva appena definito mirabolante la sua stagione nerazzurra mica come quella del Milan che si vergogni è sotto a meno nove, e non appena si accorge che le cose van male è la società che fa un progetto abbottonato e coperto? Andiamo avanti. L'Inter ha una identità, dice Mazzarri. Spiace Mister, ma ci permettiamo di obiettare: l'abbozzo di identità che l'Inter ha avuto fino a Novembre, l'ha perduta e non da oggi. Il Milan è a meno 9 in Campionato e non si possono paragonare le due stagioni? Spiacente di nuovo Mister, ma le stagioni di chi fa la Champions e di chi non la fa, sono abissalmente diverse. Chi la fa si allena meno, ha più infortunati, si logora di più e qualche punto in Campionato lo lascia. Chi non la fa, gioca il Campionato sul velluto e qualche punto lo guadagna per questo. La verità è che, come il derby ha dimostrato, le due squadre milanesi si equivalgono, e questo è un demerito del Milan che ha la rosa più forte. Ma il Milan lo sa, e non ha bisogno di pagelline post-derby. Ciò di cui ha bisogno il Milan è lucidità. Chiarezza. Senso del momento e buon senso in generale, adesso che qualche piccola premessa di svolta in Campionato sembra esserci. Vedete, piccolo inciso: durante le vacanze di Natale si è rivisto con piacere sulle reti Rai Eccezziunale veramente-2. Nei testi, non addebitabili al buon Diego Abatantuono, si faceva cenno a Inter-Milan 0-6, stagione 2001-2002...Eh no! Se ci si dimentica la data che non scorda più nessuno (11 Maggio 2011, stagione 2000-01, c'è anche il coro...), come si fa a essere precisi e attendibili su tutto il resto?

Amiamo Ischia. Marchio nazionale. Fra le prime 3 località turistiche d'Italia, in tutte le graduatorie di categoria. Il diario, quindi, continua. La squadra continua a pareggiare e il ds Crisano si è dimesso, facendo intendere che lui lasciava anche per l'arrivo di una nuova proprietà. E invece sembra proprio di no. La famiglia milanese Dambra ha visto i conti e spiace molto per i tifosi e per tutta l'isola, ma è più che sicuro che non se ne farà nulla. Uno sguardo alla vicenda Ischia, l'ha data anche Gaetano Paolillo. L'uomo del quale, per inciso, i tifosi del Milan devono essere contenti. Perché l'intuizione giusta e la finalizzazione è sempre di Adriano Galliani, ma negli anni di Madrid è stato Gaetano Paolillo a tenere calda presso il Milan l'idea del ritorno di Ricky in rossonero. Non si riduce l'ingaggio, no, impossibile, non se lo riduce, si pensava a Milano. Ma si che se lo riduce, si che si può fare, era il pensiero positivo di rimando. E così è stato. Insomma, Paolillo vuol bene all'Ischia e una mano su qualche giocatore la può anche dare, ma i conti del Club, così come sono, non permettono l'ingresso della famiglia Dambra. In questo anche il Comune di Ischia deve essere bravo a non illudersi e a non illudere.

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