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Editoriale

Milan modesto e affaticato, ci pensa sempre Balotelli. Squadra nell'Europa che conta grazie ad Allegri: Seedorf, ora fai la tua parte

Nato a Sassocorvaro il 31 maggio 1939, allievo di Gianni Brera, Severo Boschi, Aldo Bardelli ed Enzo Biagi. Collabora con la Rai come opinionista/editorialista sportivo.
16.02.2014 00.00 di Italo Cucci   articolo letto 24430 volte
© foto di Federico De Luca

Il Milan è modesto, affaticato, a volte anche spaventato. Va avanti, vincendo, solo perché ha Balotelli. Che non è più un berlusconiano "rovinafamiglie" ma un salvatore della patria rossonera. Un campione. Ha salutato Allegri con un gol nella torbida notte di Sassuolo, ha accolto con un gol Seedorf al suo esordio da panchinaro contro il Verona (con scambio di baci), ha firmato anche Cagliari-Milan e Milan-Bologna, ha saltato il Torino (1-1) per squalifica, ha pianto a Napoli (1-3) perché erroneamente sostituito. Già: poteva esser richiamato in panca anche col Bologna ma stavolta Seedorf ha avuto pazienza e nel piccolo finale di una partitaccia Balo ha segnato il gol dell'anno. Ribadisco: Mario è un campione. Seedorf - forse tradito dal pudore - gli ha negato la qualifica di super, subito trovando un coro a boccaperta di solidali censori che confondono la qualità del pedatore Balotelli (enormi) con le sue umane virtù, forse più intime che rivelate. Fidatevi di un testimone che ha visto esordire decine di giovani talenti, da Rivera, a Maradona, da Baggio a Cavani e ha subito collocato nel Gotha dei Piedi l'inquieto giovanotto fin dal suo debutto nell'Inter. Che - al solito - per ragioni disciplinari ha buttato l'unico campione disponibile "battezzato" da Mancini e Mourinho. Come aveva fatto con Roberto Carlos, inviso (!!) a Hodgson. Se pensate che gli unici campioni viventi siano Messi e Ronaldo perché si dividono annualmente un pallone d'oro svalutato è evidente che il vostro calcio ha piccole radici, un campo di visuale molto ristretto; è un passatempo più legato alla cronaca che alla storia nutrito spesso di confronti improponibili: ho letto, giorni fa, "Tevez come Platini", anche "Gervinho come Hamrin", "Higuain come Maradona" e ho compatito chi non ha visto giocare gli Antenati ammirati nel mondo intero. Ecco: a Balotelli manca ancora - "Europei" a parte - la giusta fama internazionale (lo raccomandai a Lippi per il Sudafrica, non ne volle sapere, e pagò) ed è pronto a guadagnarsela, a cominciare dalla Champions ormai in onda prima di presentarsi al Mondiale. Simeone - uno che se ne intende davvero - teme il Milan solo perché schiererà Mario contro il suo Atletico. Sottoscrivo. Ma raccomando a Seedorf di fare la sua parte. Il Milan è ancora lì, nell'Europa che conta, perché ce l'ha portato Allegri...

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