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SONDAGGIO
Juventus agli ottavi: ora può arrivare fino in fondo in Europa?
  Sì, la squadra ha le possibilità di tornare a giocarsi la Champions
  No, è presto per fare certi giudizi e servirà un mercato invernale importante
  Sì, col rientro progressivo degli infortunati la squadra è da titolo
  No, troppa la differenza con le big spagnole, inglesi e tedesche

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Editoriale

Milan, non sarai a posto così ma ci sei! Juve e Inter, propaganda superiore. India-Del Piero, l'Italia è fatta così...

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
30.08.2014 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 52195 volte

Il Milan non è a posto così. Il Milan non è ultracompetitivo. Il Milan non pensa che i suoi tifosi siano evoluti o non evoluti, battuta singola ed episodica, datata ormai di 6 anni e quindi mediaticamente prescritta, o no? Il Milan è un grande Club italiano dalla storia inimitabile che fa i conti con i tempi che corrono. Non può prendere i top player, e come nel caso di Balotelli, deve risparmiare i soldi delle rate successive. Questo genera in alcuni passaggi sentimenti autentici, viscerali, come panico e amarezza fra i tifosi. Ma il Milan è anche un Club che si mette lì, con la calma, la pazienza, il cervello e fa di tutto per costruire una buona squadra per il Campionato sul punto di vedere la luce. C'è vita sul pianeta, ragazzi. Una vita diversa dalle abitudini e dalle tradizioni, ma c'è. Vedi Rami che twitta il suo milanismo, il suo essere rossonero e dimostra di voler rimanere al suo posto. Vedi De Jong che, sebbene nessuno gliel'avesse chiesto e nonostante fosse leggermente infortunato, decide di salire con la squadra sull'aereo per Valencia e passa tutta la domenica con i compagni, avendoli visti un po' tristi per le sconfitte Usa. Eppure non era convocato...C'è un Milan che pur senza i ricavi delle coppe europee, prende un grande portiere, mette un titolato come Alex al posto del buon Silvestre, mette un talento serio e voglioso come Menez al posto del talentuoso ma ancora non definito Taarabt (con tutto il rispetto ma quante offerte ha ricevuto dai Top Club quest'estate? Splendide comunque ieri sera le sue parole sul Milan che sono state apprezzate... anche se bisogna fare sempre attenzione a Biabiany...), colloca Armero al posto di Constant, riscatta Poli, acquista Rami, si inventa Fernando Torres al posto di Balotelli e prende, perché lo prende, un centrocampista per cercare di suturare la grave assenza fino a Dicembre di Montolivo. Il mercato del Milan? L'ingaggio di Robinho a Diego Lopez, l'ingaggio di Balotelli a Fernando Torres, l'ingaggio di Kakà ad Alex e Menez e il ricavo dei cartellini di Balo, Paloschi e Constant (quasi 30 milioni) a compensare i mancati introiti Champions. Non è il massimo della vita? Forse, ma è il meglio che si può fare nelle condizioni in cui versano le aziende, in cui versa il Paese e in cui versa il calcio italiano. Rosa più snella, gruppo più coeso, monte-ingaggi più basso. E si parte. Forza ragazzi. Fernando Torres? Per tutto il periodo che era al Chelsea non ha fatto bene? Balle da salotto. Guardate l'anno in cui è stato valorizzato da Benitez, il 2012-2013...ben 23 gol e rete decisiva per la conquista dell'Europa League dei Blues. Si è guardato troppo al nome? Illusione ottica. Il ragazzo c'è ed è di sostanza. Alla Curva del Milan, che amo fin da bambino e nella quale ho militato nello Scudetto della Stella, chiedo di ricordare il dicembre del 2008. Ricordate lo striscione? Io sì, ricordo tutto della Curva del Milan: meglio giovani come Strasser che fenomeni da baraccone come Beckham. Eppure la professionalità di Becks è stata proverbiale. Ha dato il tendine d'Achille per il Milan e ha anche rinunciato all'agognato Mondiale sudafricano per il Milan. Accoglietelo bene El Nino, vi prego. Vi ripagherà! Non a caso sia Antonio Conte che Jose Mourinho lo hanno detto a Milanello: "Prendilo e motivalo!".

E poi basta massacrare sempre il Milan. Non ci sono veline e non ci sono regimi. Si parla e di discute liberamente nel nostro calcio, mancherebbe altro. Ma non proprio sempre contro il Milan. Non è vittimismo. Ma candido stupore. Di fronte ad esempio alle tesi su Allegri. Al Milan il suo modo modesto di fare le Coppe era "il principale motivo di attrito con il presidente Berlusconi". Oggi che è alla Juventus cambia tutto: "Allegri fa bene le coppe europee, non come Conte". Da diventar matti. A proposito di Allegri, prendiamo Pirlo. Le cose più importanti della sua vita Andrea le ha fatte nel Mondiale 2006, Pirlo ha fatto un Mondiale tedesco assolutamente meraviglioso (riguardare per credere) ma è passato quasi inosservato. Una volta alla Juventus, ha fatto un Europeo 2012 certamente buono ma non super ed è stato proposto per il Pallone d'oro...Conosco poi gente alla quale se chiedi che ora è ti risponde che l'Inter ha fatto un mercato intelligente. E va bene non sappiamo l'ora con precisione, ma si può sapere che tempo fa domani? Risposta uguale: l'Inter ha fatto un mercato intelligente. Capito? Vidic parametro zero, Osvaldo in prestito, Dodò botta di c... (davvero ottimo giocatore, proprio per questo la Roma se c'era dormiva e forse si è già pentita, formula dell'operazione da Guinness della dilazione, se si fosse inventato il Milan questa alchimia sai i corsivi come nell'anno dell'emiro Preziosi...), e poi i fini dicitori M'Vila e Medel. Bene, tutti bravi, tutti intelligenti, tutti da Pallone d'oro. Basta che non siano del Milan. Complimenti a tutti, tranne che al Milan naturalmente. Va bene così, ci sta tutto e niente polemica. Ma almeno risparmiamoci la presa in giro del regime e delle veline.

Del Piero in India. Nel paese dei marò. I nostri militari ci stanno a cuore e sono bene impressi nella mente di tutti gli italiani. Ogni giorno e ogni ora. Ma non tocca allo sport andarli a prendere. Nè può il dribbling di Del Piero portare a termine l'annosa, dura e importantissima missione. Non tocca a lui, non tocca allo sport. Tocca alle istituzioni e alle coscienze. L'Italia ama lo sport. Lo ama oggi, come lo amava nel 1976 all'epoca della finale di Coppa Davis in Cile. Anzi, che la scelta di Alex di andare in India a giocare a calcio possa stemperare e possa essere una dimostrazione di apertura e di beau geste nei confronti di tutto il popolo indiano, della sua magistratura e della sua classe politica. Lasciamo il calcio e lo sport al di fuori dei gravi e importanti compiti che spettano ai politici. Grazie.


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