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Editoriale

Milan, quel senno del poi che ancora brucia. Aderiamo anche noi a "Del Piero ancora con la Juve". Un Freccia rossa di rivoluzioni con fermate a Napoli, Firenze e Milano...

Nato ad Avellino il 30-09-1983, giornalista e conduttore televisivo. Lavora a Milano, Capo-Redattore e volto di punta della Redazione di Sportitalia. Direttore Responsabile di TuttoMercatoWeb. Scrivi e contatta: mcriscitiello@sportitalia.com
09.04.2012 00.00 di Michele Criscitiello  articolo letto 23039 volte
© foto di Balti Touati/PhotoViews

Dentro l'uovo il Milan ha trovato la sorpresa. E a portare la colomba ci ha pensato chi un anno fa fu rilanciato da Franco Colomba a Parma. Amauri non ha mai regalato così tanti sorrisi ai tifosi juventini, come sabato pomeriggio. Viene considerato il guastafeste: l'ultimo gol del brasiliano, a dire il vero ne fece due, fu lo scorso anno ad Udine ma la festa non la rovinò perché per il quarto posto i friulani la spuntarono sulla Lazio. Questa volta, se l'uovo di cioccolato dovesse risultare indigesto ai milanisti, ci dovrà essere qualcuno ad assumersi le responsabilità. Adriano Galliani, da buon padre di famiglia, si è affrettato a dire che la colpa è dei bombaroli se viene messo in discussione Allegri. La società mai lo ha fatto e mai lo farà. Attenzione: queste sono frasi obbligate, perché a 7 giornate dalla fine mettere in discussione l'allenatore significherebbe cucire lo scudetto sulle maglie bianconere al centro del petto, un po' più in alto della scritta "Jeep". Diciamo che il tricolore della Juventus sarebbe più che meritato. Per quello che hanno saputo fare Conte e Marotta e per i numerosi jolly sprecati dal Milan che si sta, praticamente, accingendo a raggiungere il piano più alto di un grattacielo e ha, da sabato, aperto la finestra. Non si può rischiare di perdere un titolo in una stagione in cui Inter, Roma e Napoli non si presentano neanche al grande appuntamento e non si può tener viva una Juventus che, per quanto brava possa essere, è reduce da due stagioni fallimentari. Troppa confusione generata dalla rivalità che Allegri ha voluto ostentare, soprattutto in Coppa Italia, con Antonio Conte. D'altro canto, le responsabilità di Berlusconi sono chiare e sotto gli occhi di tutti. In una delle migliori stagioni, in termini di gol, di Zlatan Ibrahimovic, il Milan deve ringraziare proprio lui se è ancora in corsa per lo scudetto. Non c'è un attaccante in grado di tenere alta la media gol e, se non fosse stato per il vice-cannoniere Nocerino, oggi staremmo parlando di una stagione seriamente compromessa. Il Milan di quest'ultimo mese lascia a desiderare: deve vincere lo scudetto per salvare la stagione. Senza Boateng e Cassano infortunati, con Pato ai titoli di coda, con El Shaarawy ancora acerbo e Robinho ancora troppo sprecone sotto porta, quel Carlitos Tevez da gennaio in poi sarebbe servito. Mai ragionare con il cuore, nel calcio e negli affari. Berlusconi si è voluto tenere Pato e ha fatto un danno calcistico ed economico. Tevez era un bomber da un potenziale di 10 gol in 4 mesi, l'operazione era scritta e quel giochino del 30 gennaio rischia di costare caro al Milan. Adriano Galliani ragiona senza cuore ma con il cervello, con il portafogli degli altri ha quasi sempre indovinato tutte le mosse di via Turati ma con Pato avrebbe dovuto far riflettere maggiormente il Cavaliere, condizionato da altri fattori.
Complimenti a Beppe Marotta. Comunque vada sarà lui il vincitore. Sbaglia al primo anno, indovina quasi tutto al secondo. Gli contestano alcuni acquisti sbagliati: allora, cosa dovrebbero fare al Psg e al Manchester City? Di fronte al risultato sportivo non c'è acquisto sbagliato che tenga. Si parli, invece, dell'intuizione Vidal, della conferma di Bonucci da noi tutti derisa in estate, dell'arrivo di Barzagli considerato un ex calciatore alla Luca Toni e dell'affare Vucinic. Mirko, 16 milioni li vale tutti. Conte, l'antipatico Conte, è bravo e genera invidia. Se parlasse un po' di meno e cadesse meno nelle provocazioni sarebbe perfetto ma, giustamente, la perfezione non esiste. Comanda lo spogliatoio, fa giocare a calcio i suoi ragazzi e ad aprile corrono e triplicano come stessero giocando il Trofeo Tim a fine estate. I vincitori morali sono loro, adesso ci credono per diventarlo anche materialmente. Non è il momento giusto per parlarne ma sposiamo in pieno l'iniziativa della Redazione di TuttoJuve.com. "Presidente, regalaci per un altro anno Del Piero". Migliaia di firme per la conferma del capitano. Noi siamo con Alex, non è un monumento da esibire ma un professionista di cui avvalersi. Se ci sono lati oscuri allora tacciamo, ma se deve essere una aprioristica presa di posizione invitiamo le due parti a riflettere. Il pensiero del popolo è da sempre importante e per questo Agnelli e Marotta non possono ignorare circa 40 mila firme giunte in Redazione a TuttoJuve.com.
Il nostro freccia rossa va veloce, non possiamo farvi fare tardi il giorno di Pasquetta con grigliate e scampagnate che aspettano, allora di corsa la prima tappa delle rivoluzioni estive.
Napoli - Il rinnovo del Direttore Sportivo, Riccardo Bigon, è legato alla conferma di Mazzarri. Se non arriva, un motivo ci sarà. Potrebbe essere lo stesso per il quale Bigon è in trattativa con diversi club per il futuro. Il rapporto tra Bigon e De Laurentiis è ai minimi storici. Il Presidente non è contento dei soldi investiti nelle ultime sessioni di calciomercato ed il feeling con il tecnico è venuto meno un'estate fa. Si aspetta l'esito del campionato, ancora non compromesso del tutto, ed aspettano di provare a vincere la Coppa Italia. In difesa urgono rinforzi, anche se non ci spieghiamo come un Fernandez non possa trovare spazio in questa retroguardia del Napoli. Proveranno a prendere un esterno ed almeno un altro attaccante, anche se i mali maggiori potrebbero arrivare dalle conferme: in caso di mancato accesso in Champions League, sarebbe dura trattenere tutti e tre i pezzi pregiati del reparto avanzato.
Firenze - Diego Della Valle dovrà prendere in mano le redini del club. Delio Rossi ha disilluso le aspettative, ma il tecnico di Rimini è uno che va giudicato da inizio anno e non è l'allenatore che può salvare una barca in mezzo ad una tempesta. Lui è bravo a non farla mai capitare in mare aperto. Si aspetta di conoscere il nome del nuovo Direttore, per iniziare a pensare ad un dopo-Corvino. Si parla di Oriali, noi non possiamo farlo, ma presto vi diremo come la pensiamo su Lele Oriali.
Milano (Inter) - Moratti può cambiare Benitez con Leonardo, Gasperini con Ranieri e Ranieri con Stramaccioni ma, se non deciderà di fare pulizia nello spogliatoio dell'Inter, tutto risulterà inutile. Moratti dovrà togliere potere decisionale a Zanetti, Cambiasso, Milito, Stankovic, Julio Cesar e Samuel. La scelta Stramaccioni è di semplice lettura: autogestione fino al termine del campionato! Il Presidente apra gli occhi e cancelli la vittoria di Madrid. Solo così potrà ricominciare da zero, il voto che quest'anno merita l'Inter. Perché questa società ha bruciato così tanti giovani? Coutinho, Alvarez, Castaignos, Obi e quasi quasi rischia di compromettere anche la crescita di Ranocchia, considerato da tutti il nuovo Nesta? Perché i "vecchi" non aiutano i giovani e pensano solo al proprio orticello, cosa che non accadeva con Mourinho, periodo in cui eseguivano gli ordini e non calpestavano, come invece fanno oggi, tutto quello che di buono sta per nascere.

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