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Editoriale

Milan, su Sosa i fantasmi del passato. Juve e Viola, le due vittime di Mario Gomez. La prima di De Boer sul campo di Mancini. Il primo Napoli post Higuain sul campo di Maradona

20.08.2016 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 31273 volte

Avvelenati e con la bava alla bocca. Dopo aver visto banchettare su Sosa le anime dannate che nel 2003, un mese prima del trionfo rossonero a Manchester, profetizzavano la cacciata di Galliani e Ancelotti per far posto a Pier Silvio Berlusconi e Capello, abbiamo visto tutto. E sia ben chiaro non ci riferiamo a Luca Serafini che, udite udite, ieri ci ha fatti sentire giovani e belli con Hateley più forte di Rummenigge. Avremmo aggiunto Vinicio Verza stra più forte di Liam Brady. Ma può bastare. Ci riferiamo a ben altri. Gente estranea, gente che vuol male. Ed è una fitta al cuore vederne i tifosi rossoneri in balia. Comunque sia, i milanisti sono abbastanza incazzati e infoiati per aggiungere veleno al veleno. Solo notizie. A inizio Luglio, la prima lista di mercato comprendeva Pjaca, Musacchio e Sosa. Lista condivisa con l'allenatore e benedetta dall'allenatore. Nell'estate sui generis delle autorizzazioni bipartisan ad ogni operazione di mercato, per Pjaca era tutto fatto e tutto pronto. Non autorizzato lui, è rimasto Bacca. Per Musacchio il Villarreal ha chiesto 30 milioni, niente da fare, invece è arrivato un ragazzo serio ed affamato come Gustavo Gomez. Su Sosa: prima di lui il Milan è andato su Bentancur, proprietà nuova e proprietà in pectore avevano autorizzato l'offerta di 14 milioni più 2 e hanno bocciato la richiesta Boca di 17 milioni più 2. Per questo, con un lavoro collegiale, il Milan è tornato su Sosa. Non piace. Come non piaceva Kucka un anno fa. Vedremo.

Oggi in campo Juventus e Fiorentina. Le due vittime di Mario Gomez. La Juventus si leccava le dita al solo pensiero dell'incasso dal Wolfsburg per la cessione di Simone Zaza. Invece, sul più bello, il meno esotico ma più economico Mario Gomez ha fatto breccia nel cuore dei tedeschi. Ok lui e rispedito a mittente l'italiano. Per la Juventus punto e a capo. Nemmeno i viola possono sorridere. Dalla cessione di Marione al Wolfsburg il ricavo economico è a favore del Besiktas e non della Fiorentina che ne avrebbe anche avuto bisogno per rianimare il suo mercato.

Dodici anni fa, Roberto Mancini giocò e pareggiò la sua prima partita ufficiale italiana sulla panchina dell'Inter, a Verona contro il Chievo. Risultato finale, 2-2. Frank De Boer riparte da Mancini e da Chievo-Inter. Il confronto e il paragone sono e saranno immediati. Curiosamente, De Boer, innovativo ed europeo come impostazione vive la sua prima di Campionato contro la squadra più italiana di tutte, il Chievo, italiana per dna, connotazione, protagonisti.

Attenzione attenzione napoletani. Ci ha toccato il cuore il modo in cui i tifosi partenopei hanno sofferto per Higuain. Hanno pianto, hanno stretto i pugni. Si sono sentiti feriti e punti sul vivo. Hanno però una straordinaria occasione a portata di mano. Pescara-Napoli. E' stato il campo su cui Diego Armando Maradona ha segnato nel 1984 il suo primo gol con la maglia del Napoli. Proprio a Pescara, anche se in Coppa Italia. Napoli può e vuole vincere sul campo griffato per sempre da Diego. Nella prima di tante Finali da vincere contro quell'avversario carogna, che ti prende lo stomaco e non lo lascia più, ovvero il rimpianto del Pipita.

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