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Morata: con la Juve non è finita. Cataldi: la Lazio rischia di perderlo. Lapadula: tante scuse, Bertolacci alla rovescia

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
25.06.2016 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 42819 volte

Fossimo stati in Morata avremmo aspettato un attimo. I saluti, la parola fine, il congedo dal mondo bianconero. Lui è educato, sereno, ci teneva a farlo subito. Ma nella vita non si sa mai. Tutto torna e tutto cambia. E' acclarato che il Real Madrid abbia esercitato la recompra, ma l'estate sul fronte Madrid-Torino è ancora giovane. Siamo solo all'inizio. Anzi, non è ancora cominciata. Sembra proprio così sul fronte Morata, giocatore per il quale sono stati costantemente delineati due scenari: resta al Real o viene ceduto ad altro grande Club. Ci permettiamo di aggiungerne una terza di possibilità, e cioè che nel novero delle squadre alle quali potrebbe essere girato il centravanti spagnolo possa esserci uno spazietto anche per la stessa Juventus. Nel caso in cui il Real Madrid acquisisse un big in attacco o nel momento in cui dovessero iniziare discorsi Pogbaiani fra le merengues e i bianconeri, ecco che i saluti affettuosi indirizzati ieri ai tifosi juventini da Morata potrebbero ricambiare verso.

Tre anni fa vinceva il Campionato Primavera con la Lazio. Tre anni dopo ha chiuso la stagione giocando con la Nazionale Under 21 e rispondendo presente alla convocazione di Antonio Conte per uno stage. Parliamo di Danilo Cataldi, centrocampista della Lazio, su cui Radiomercato segnala una presenza fortissima della Juventus. Il mercato, come vedremo fra poco, va e viene. Quello che sembra certo un giorno, il giorno dopo è un lontano ricordo. Ma il desiderio di impiantare su Cataldi il progetto del nuovo Marchisio sembra essere ben presente ai dirigenti di campo e scrivania della Juventus. Che poi accada sul serio è tutto da vedere e verificare, sia per i margini di spesa del Club bianconero sia per le asperità che devono sempre essere prese in considerazione nel caso di una eventuale, tosta e dura, trattativa con il presidente Lotito.

Una settimana fa scrivevamo proprio in questo spazio che Gianluca Lapadula avrebbe giocato nell'Empoli, sotto l'egida e la proprietà della Juventus. Non mentivamo e non ciurlavamo. A noi risultava proprio così. Il tecnico empolese Martusciello era davvero contento e convinto di poter mettere Lapadula al centro della sua stagione. Ma, evidentemente, non sarà così. Perché fra Juventus, Sassuolo, Napoli e Genoa, alla fine l'ha spuntata il Milan. Da bimbi seguivamo spesso il varietà del sabato sera di Rai Uno, il primo canale all'epoca, si intitolava Tante Scuse e i suoi mattatori erano Sandra e Raimondo. Ecco, su Lapadula, Tante Scuse, nel calcio scritto godi quando azzecchi e devi abbozzare quando accade il contrario, sul punto non ci abbiamo preso e i fatti sono stati molto ma molto più veloci delle nostre fonti e delle nostre previsioni.

Tutto quello che accade ancora oggi sul mercato del Milan viene concordato con gli advisor della cordata di imprenditori cinesi. Tutto avviene sotto la guida di Silvio Berlusconi, ma condiviso e concordato. Anche Lapadula. L'argomento, che viene utilizzato da qualche parte per fomentare i tifosi del Milan, che l'arrivo di Gianluca sia la conferma di un Milan tutto italiano ben lontano dalla cordata cinese, non ha fondamento. Il Milan italiano o cinese che sia, vuole riportare fame e voglia di mangiar l'erba a Milanello. Ecco allora il senso e il profilo dell'operazione Lapadula. Il resto dello strascico vede un presidente De Laurentiis sottilmente amaro su questa operazione e un presidente Preziosi segnalato furioso da Genova. Su Enrico Preziosi non abbiamo dubbi, le cose del mercato possono andare in un modo o in un altro ma la vera amicizia alla lunga non ne risente. Esattamente come accadde un anno fa per Andrea Bertolacci, quando il Milan era convinto di andare a trattare l'altra metà con la Roma dopo aver acquisito la prima metà dal Genoa. Invece un mattino Adriano Galliani si ritrovò Bertolacci tutto della Roma e dovette spendere più del preventivato, mettendo anche un peso notevole sulle spalle di Andrea. Fra l'ad rossonero e il numero uno del Grifone ci fu un po' di freddo per poche settimane, poi tutto come prima. Se del caso, sarà così anche questa volta. Il mercato è fatto così', zero ripicche, nemmeno per idea, ma neanche alleanze quando si è sul filo di lana per lo stesso giocatore.

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