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Editoriale

Napoli, se arriva Mancini il modulo cambia. Biabiany: intanto va riabilitato Zaccardo. Inzaghi: per il Milan e per Conte. Menez, poteva arrivare già a gennaio

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
20.09.2014 00.00 di Mauro Suma  articolo letto 36887 volte

Il Napoli ha vinto almeno in Europa League e questo è sempre positivo. Ma ha vinto solo la prima partita ufficiale della stagione in casa, dopo il pareggio con il Bilbao e la sconfitta con il Chievo. La squadra azzurra resta quindi convalescente e fino a che la quarantena non sarà finita la pancia di Rafa Benitez non potrà essere considerata fuori pericolo. Riccardo Bigon ha fatto una difesa orgogliosa e credibile dello stato dei rapporti interni al Club azzurro e fino a prova contraria le sue tesi fanno testo. Ma. E ancora ma. Se il Napoli dovesse inciampare ancora e se tardasse in ogni caso la firma del tecnico spagnolo sul prolungamento, l'unica pista possibile per la successione realmente consistente resterebbe una e soltanto una: Roberto Mancini. Da Napoli trapela che non ci sono stati contatti diretti e anche questo va tenuto presente. Ma nelle propaggini di Roberto Mancini, l'entourage è caldo. Certe affinità e certe ipotesi non necessitano dell'incontro formale. Roberto Mancini è là. Pronto. Aperto. In cuor suo riteniamo pensi che il Napoli sia una grande squadra. Non magari con il quattro-due-tre-uno che sbilancia molto la squadra. Qualcosa di più realistico, di più stabile si può fare. E nel caso in cui il Club partenopeo dovesse decidere di affondare con il Mancio, troverebbe porte e disponibilità assolutamente aperte.

Vicini a Biabiany. Intanto. Ora e sempre. Ieri capitan Lucarelli a Parma ha interpretato i sentimenti di tutti gli sportivi. Lasciamo tranquillo Jonathan. Merita tranquillità e rispetto. Intanto, però, dopo tutte le cose negative che sono state dette su Cristian Zaccardo e sul suo atteggiamento di rifiuto, è bene valutare e riconsiderare. Intanto non è corretto ritenere che il problema cardiaco di Biabiany abbia inficiato la trattativa di scambio con il Milan. Il Club rossonero avrebbe comunque provato a dare la continuità che certamente avrà la carriera del laterale francese. C'è un però: tutto quello che a livello economico è stato scritto e detto su Zaccardo non è del tutto aderente, tanto è vero che il Milan non lo ha messo fuori rosa e proprio ieri Inzaghi lo ha elencato fra i difensori centrali a sua disposizione. E in ogni caso dalla vicenda Zaccardo è scaturito comunque l'arrivo di quel Bonaventura che farà benissimo in maglia rossonera e che meritava da tanto tempo l'approdo in una grande squadra- Insomma tra Milan, Parma, Zaccardo e Biabiany tutti si sono comportati con correttezza e sensibilità. Zaccardo compreso e Zaccardo non escluso.

Mamma mia. A giudicare dai sorrisi di Galliani e dalle dichiarazioni di stima di Inzaghi, alla vigilia di Milan-Juventus si parla con più serenità e libertà di Antonio Conte in casa Milan piuttosto che in casa Juve. Dalla parte bianconera della sfida, è tutta una ricerca dei motivi per cui Allegri è meglio di Conte. Buon per Allegri, ma l'operazione è da osservare. Allegri è meglio di Conte in Europa, Allegri è meno maniacale di Conte e anche in questo è meglio, Allegri è meglio nell'aver trovato la posizione a Tevez. Insomma, dopo 3 Scudetti, Conte non è più il meglio. Il meglio era altrove. E' un Conte luquidato e minimizzato quello di queste settimane da parte della stampa di riferimento bianconera e della juventinità in genere. Dalle parti di Milanello, invece, l'attuale Ct azzurro viene descritto come un professionista, un allenatore vincente, un tecnico modello. E' chiaro che se Pippo Inzaghi riuscisse a fare una bella prestazione contro la Juventus, favorita e fortissima, avrebbe un amico in più a cui dedicarla. Un insospettabile, Antonio Conte.

Fa parte del diritto e della legittimità di ogni allenatore dare il consenso tecnico a qualsiasi operazione di mercato. Per cui il nostro non è ne revisionismo né, mancherebbe, dente avvelenato. Ma che il 31 Gennaio ultimo scorso sia mancato il gradimento tecnico all'ultima operazione che era stata preparata dalla nascente squadra mercato di Casa Milan, lo sapevamo. Il resto lo ha detto Davide Lippi in questi giorni. Dunque, Menez, questo Menez, poteva arrivare prima al Milan. E forse oggi il Milan sarebbe in Europa League. Forse sì. Forse no. Chissà. Secondo la vulgata, Menez era ed è solo un parametro zero. Uno di quei parametri zero con cui coniare nuove sciarpe. Uno che non poteva nemmeno allacciare le scarpe al pur buon e pur bravo Taarabt. Sarà. Forse sì. Forse no. Chissà. Sarebbe bello sapere cosa ne pensa uno che le critiche al Milan le sa fare. E le fa scrivendo intrigante e con lucidità: Vittorio Zucconi. Visto che non è riuscito in cuor suo a dimettersi da milanista, chissà cosa pensa il brillantissimo figlio del grande Guglielmo Zucconi. Caro Vittorio, quel tacco di Jeremy poteva essere un regalo di Pasqua invece che un dolce abbrivio settembrino. E forse se quel tacco fosse arrivato prima, Milan-Juventus si sarebbe giocata di domenica sera. O di lunedì sera invece che di sabato...Saluti.

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