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Editoriale

Nazionale: Oriali tifa Mancini. Juventus: Rugani giù, Romagnoli su. Milan: Menez risposta a ElSha. Milan: Con la Juve come nel '73

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
05.03.2016 00.00 di Mauro Suma   articolo letto 32123 volte

Ci ha molto colpiti una immagine di Inter-Juventus mercoledì a San Siro, al termine dei tempi supplementari in Coppa Italia. Era da qualche minuto che si preparavano febbrilmente i rigori e Roberto Mancini non era in piedi in mezzo al gruppo, ma seduto sulla seconda fila della propria panchina. E Juan Jesus, che andava a chiedergli notizie sulla serie dei rigoristi, sembrava più elettrico e teso del proprio allenatore. Le immagini nude e crude possono voler dire tutto e niente, sono immagini televisive, vanno e vengono, non sono scolpite definitivamente. Ma che Mancini debba continuare nel suo lavoro di recupero della serenità ci sembra possa essere confermato da quell'aspetto della Semifinale. La sua squadra ha fatto una partita di nervi, molto caratteriale. Una di quelle partite che è difficile ripetere per troppe volte nel corso di una stagione. In ogni caso, bene. Mancini però deve progredire a sua volta. A meno che Gabriele Oriali, l'uomo che faceva jogging con lui a Monte Carlo mentre JosèMourinho veniva presentato a Miano, non faccia qualche tentativo per riportare il suo Mancio al proprio fianco questa volta in azzurro. Per Mancini, più che per Donadoni che in Nazionale ha già fatto bene, potrebbe essere la grande rivincita rispetto ai suoi trascorsi azzurri di campo.

Una delle tanta ramanzine che venivano fatte al Milan in estate riguardava Alessio Romagnoli: gli stessi che oggi spaventano i tifosi rossoneri con gli osservatori di Bayern e Barcellona, in estate dicevano da una parte che il lanciatore di coriandoli era un riserva della Roma e dall'altra che la Juventus, senza spendere così tanto, aveva preso Rugani che è anche più forte di Romagnoli. Detto che entrambi sono ragazzi molto bravi e che saranno il futuro della Nazionale, il campo ha smentito e sta smentendo anche questo. Alessio Romagnoli ha incamerato e metabolizzato la responsabilità di fare il titolare in una grande piazza, Daniele Rugani invece ha sostanzialmente perso un anno come si è visto nella gara, molto difficile e non positiva, che lo ha visto protagonista mercoledì sera a San Siro in coppa Italia contro l'Inter.

In settimana abbiamo chiesto ai tifosi del Milan, atterriti e re-inaciditi dalla crescita di StephanElShaarawy a Roma, se di qui alle prossime gare Jeremy Menez possa essere la risposta rossonera ai guizzi del Faraone. La risposta, sul profilo twitter @MCdiretta, è stata affermativa per l'80 per cento dei partecipanti alla "consultazione". Inerzia positiva e buoni auspici allora per Jeremy che a Milan Channel ha poi detto: "Con l'Alessandria all'inizio pensavo di stare peggio di come sono andato, potrò essere al massimo però fra 5/6 partite". Non sappiamo se il Milan avrà tutto questo tempo, ma il duello, in stile slidingdoors?, fra Stephan e Jeremy non solo intriga, ma potrebbe anche avere grosse ripercussioni sui piazzamenti finali. Slidingdoors, perché, probabilmente, nostro azzardo e nostro pensiero, se l'operazione di Monte Carlo di inizio Giugno alla schiena di Menez fosse andata bene, oggi forse ElSha potrebbe essere ancora a Milanello e la fiche del mercato in uscita rossonero avrebbe potuto essere lo stesso Jeremy. Ma la situazione attuale è questa: il talentissimo francese al Milan e il giovane Faraone in ripresa alla Roma in prestito con diritto di riscatto. Ci sono ancora tante pagine da scrivere.

La Finale di Coppa Italia fra Milan e Juventus è la prima occasione che ha il Milan di prendersi la rivincita in uno scontro diretto con la squadra bianconera con in palio direttamente la conquista di un trofeo, dopo la notte del gol di Muntari. E sempre una Finale di Coppa Italia fra Milan e Juventus era stata la prima grande rivincita per i rossoneri, dopo la fatal Verona. Era il 20 Maggio 1973, Verona-Milan 5-3. Lacrime e bandiere ripiegate sulla strada del ritorno da Verona a Milano. Ma il 1' Luglio 1973, 42 giorni dopo, ai rigori, il Milan, indossando la maglia rossonera (questa è la tradizione del Milan nella coppa Nazionale) conquistava la Finale di Coppa Italia nella Finale unica di Roma proprio contro la Juventus. Da quel 1' Luglio 1973 post fatal Verona, il Milan non ha mai più vinto una Finale secca a Roma di Coppa Italia. Ed è questo il vero significato, al di là dell'insospettabile spleen nerazzurro di una certa cerchia, della sfida del prossimo 21 Maggio per il Milan. I rossoneri giocheranno contro Massimiliano Allegri che quando parla del Milan dice di tifare per questa squadra a Napoli e la include negli scontri diretti che attendono la Juventus sulla strada dello Scudetto. Un atteggiamento ben diverso e più rispettoso di chi, anche se davanti di un solo punto, non ammette che anche il Milan possa avere qualche speranza di lottare per il terzo posto o per piazze europee più affascinanti rispetto al sesto posto.

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