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Editoriale

Non piacciono a Conte le parole di Elkann: tutti i retroscena del mancato rinnovo del tecnico con la Juve, bloccato per paura del Milan. Perché Prandelli non firma? Clausola per andare in un club? Guarin-Destro si può fare

Nato ad Aulla (Massa Carrara) il 16/03/54 comincia giovanissimo a collaborare con La Nazione portando la partita che giocava lui. Poi inviato speciale e commentatore, oggi direttore del Qs Quotidiano sportivo della Nazione, Resto del Carlino e Giorno
23.05.2014 00.00 di Enzo Bucchioni  articolo letto 57537 volte
© foto di Federico De Luca

Le parole di John Elkann dette appena ieri all'assemblea della Exor da un lato confermano quello che la Juventus ha negato fino all'impossibile e noi invece da gennaio abbiamo sempre sostenuto: "Questa volta ho temuto davvero di perdere Conte" ha confessato Elkann, e da un lato sicuramente hanno allargato il solco che c'è tra lo stesso allenatore e la Juventus.

Quando Elkann dice che l'Atletico Madrid riesce a far bene in Europa senza grandi investimenti, indirettamente tira in ballo il lavoro del tecnico. E quando annuncia che non ci saranno colpi di testa sul mercato e i conti vengono prima di tutto e commenta "che la Juve ha già una grande rosa", sono le cose che Conte non condivide e non vuol sentir dire.

Forse è sfuggito ai più, ma se la Juventus e Conte non sono separati in casa poco ci manca. Solo il grande rapporto tra l'allenatore e il presidente Agnelli e la juventinità sempre dichiarata da Conte, hanno impedito una rottura traumatica che è stata molto vicina.

La conferma del rapporto arrivata con un tweet e il rifiuto di prolungare il contratto proposto dalla società, la dicono lunga. Conte resterà a Torino soltanto perchè la Juventus non ha voluto liberarlo e gli ha imposto di rispettare l'ultimo anno di accordo. Conte si è trovato con le spalle al muro, per rispetto ai tifosi juventini non ha fatto un gesto traumatico come le dimissioni, la Juventus l'avrebbe tenuto comunque vincolato.

Insomma una situazione difficile a causa delle richieste di rinnovamento della rosa che ha fatto Conte in numerosi incontri avvenuti a vari livelli e in varie sedi per una settimana intera, senza che fosse trovato un accordo. Ma finchè Conte ha avuto offerte dall'estero (la squadra più vicina e più gradita è stata il Paris Saint Germain), i dirigenti bianconeri probabilmente avrebbero anche lasciato andar via il loro allenatore, ma quando è arrivato a un passo dal Milan, la Juve ha alzato il muro del contratto da rispettare.

E' questo quello che è successo.

Il Milan, tramite emissari di Berlusconi, ha chiesto a Conte di guidare la rinascita dei rossoneri come ha fatto tre anni fa con la Juventus. Al presidente del Milan piace il gioco propositivo della Juve, piace soprattutto la capacità di questo allenatore di far rendere al massimo delle loro possibilità tutti i giocatori.

Quindi, visto che i soldi per comprare grandi giocatopri il Milan non li ha, Berlusconi ha pensato di investire sul più importante allenatore italiano del momento. A Conte è stato offerto un triennale da cinque milioni di euro e l'allenatore ha detto sì. Anzichè rimanere alla Juventus con il solito obiettivo dello scudetto e un gruppo per lui ormai scarico, ha pensato ad una nuova grande sfida professionale: rilanciare il Milan. Lo ha ammesso lui stesso quando ha parlato di "esperienze stuzzicanti". Era questa, era il rossonero.

Ecco svelato perchè Conte è rimasto, semplicemente la Juve gli ha imposto ri rimanere. Nessuna conferenza congiunta, nessun vogliamoci bene come l'anno scorso sono un altro grande segnale di distanza.

Cosa voleva Conte per firmare il prolungamento del contratto con la Juve? Un piano di rafforzamento con 2-3 giocatori importanti (un attaccante di fascia, un centrocampista e un difensore), ma soprattutto un cambio della rosa e una maggiore qualità della panchina. Una decina di giocatori per cambiare volto alla Juve e la proprietà ha detto no.

Cosa succederà adesso? Conte lavorerà con lo stesso impegno, aspetterà la campagna acquisti e valuterà soltanto in autunno se le promesse di rafforzamento della Juve saranno sufficienti a farlo lavorare per grandi obiettivi. In quel caso probabilmente rinnoverà, altrimenti aspetterà la fine del contratto per riproporsi al Milan o all'estero.

La Juventus dovrà essere brava a gestire la situazione, nella stessa situazione era Allegri l'anno scorso e al Milan è sfuggito tutto di mano in fretta.

A proposito del Milan, è spiegato anche così lo stop decisionale di questi giorni. Berlusconi al posto di Seedorf vuole un allenatore già pronto. Dopo Conte è stato sondato anche Ancelotti, ma il discorso è lontano. Montella è stata una tentazione, ma rimane negli esperimenti. Inzaghi non è giudicato pronto.

Qui si innesca anche il discorso Prandelli. Perchè non firma il contratto con la Nazionale già sbandierato da tempo? Perchè dietro c'è il Milan. Prandelli è un altro di quegli allenatori-pronti della lista di Berlusconi. L'empasse con la nazionale forse è causa di una clausola che consentirebbe a Prandelli di svincolarsi a fronte di una chiamata di un club che la federcalcio non vuole inserire nel contratto.

Insomma una situazione complessa, se Berlusconi non avrà un allenatore di suo completo gradimento continuerà con Seedorf per prendere poi Conte nel giugno prossimo.

Come si vede dalla mossa Drogba non graditissima a Conte (sono due anni che Marotta lo corteggia), la Juventus ha iniziato il suo mercato low cost, fatto di occasioni e intuizioni. Il Milan è fermo in attesa dell'allenatore, mentre l'Inter sta pensando a giocatori più funzionali al gioco di Mazzarri. Destro potrebbe essere il suo nuovo Cavani, in cambio i nerazzurri hanno offerto Guarin e la Roma ci sta pensando.

Tornando alla Juve, un lungo incontro con l'Udinese ha portato a stringere attorno al jolly Roberto Pereyra, argentino di 23 anni. Non è stato approfondito invece il discorso su Cuadrado, un altro dei giocatori della lista-Conte.

L'Udinese ha dato la parola alla Fiorentina: i viola vogliono riscattare l'altra metà del cartellino. Soprattutto l'Udinese sa che in caso di cessione congiunta, la Fiorentina vuole dare il giocatore all'estero e comunque mai alla Juventus.

Però prima Andrea Della Valle sta cercando di convincere il giocatore a restare per almeno un altro anno a Firenze con la promessa che poi lo lascerà andare dove vorrà. Con il sì di Cuadrado in mano, Della Valle penserà al riscatto con l'Udinese trattando direttamente con Pozzo.

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