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Editoriale

Occhio alle panchine delle big d'Europa, molte in bilico, Milan compreso. Thohir e la rivoluzione silenziosa. Gli obiettivi della Roma...

Nato a Terni il 6 maggio 1976, lavora a Sky come vice caporedattore e si occupa del coordinamento del telegiornale. Tra i volti più conosciuti del calciomercato per l'emittente di Rupert Murdoch.
01.05.2014 00.00 di Luca Marchetti  articolo letto 33051 volte
© foto di Federico De Luca

Ora che la stagione sta arrivando alla sua stretta finale cominciano le profonde riflessioni. E siccome il domino delle panchine parte sempre dall'alto, attenzione alle delusissime e alle deluse l'Europa. Eh sì, perché da loro poi si innesca il famoso meccanismo a catena. Cambieranno sicuramente (o quasi) almeno 5 big. Conferme ufficiali non ce ne sono, ma forti, fortissimi indizi sì. Il Monaco (Ranieri), lo United (ora Giggs), il Milan (dopo Allegri, Seedorf), Tottenham (Sherwood dopo Villas Boas) e Barcellona (Martino). Queste le 5 che hanno quasi deciso. E quelle che possono spostare gli equilibri. Perché sono panchine pesanti, dove generalmente girano soldi e grandi progetti. Generalmente perché al Milan ora grande disponibilità economica non c'è, ma il prestigio è sempre lo stesso. E visto che Seedorf (alla prova derby) è tutt'altro che saldo i nomi che si fanno sono tutti plausibili: Inzaghi quello favorito, ma le vecchie fiamme (Spalletti) o i milanisti (Donadoni) non sono piste da scartare a priori. La situazione del Milan è quella che ci interessa più da vicino. Ma il movimento sulle panchine non finisce a Milano. Attenzione anche al Galatasaray (Mancini) all'Arsenal (Wenger ha detto che se i tifosi non lo vogliono più è pronto a lasciare, ed ha il contratto in scadenza). E poi una particolare menzione ce l'hanno il Bayern Monaco che come ambiente non ha digerito la cura Guardiola e il City ora ha in mano la Premier: ma se Pellegrini non dovesse vincerla rischierebbe eccome. Ecco a chi e cosa puntano gli allenatori emergenti in giro per il mondo.

Conte, Simeone, Garcia e De Boer. Corteggiati, sponsorizzati, ricercati. Difficile, difficilissimo che lascino. Soprattutto gli "italiani". C'è un progetto da continuare a coltivare. E ancora (soprattutto per Conte) non è il caso di parlare di futuro, quando c'è da giocarsi ancora l'ultima fetta della stagione. Anzi: parlare di futuro juventino per Conte è tutt'altro che azzardo. Alla fine del rush ci sarà il tempo per cominciare a buttare giù la strategia per la prossima campagna acquisti: capire come (e se) resistere alle tentazioni e in che ruolo mettersi alla ricerca di giocatori in grado di far crescere la Juve. E il settore offensivo (nonostante la grandissima stagione di Tevez e Llorente) è quello che subirà i maggiori cambiamenti.

Certezze al momento non ce ne sono, da nessuna parte. Le pedine si stanno muovendo, si sta rispondendo ad interrogativi lunghi una stagione. E in questo periodo sempre si pensa a una grande rivoluzione. Ma di squadre che hanno deluso ce ne sono. E quindi anche movimenti.

Anche l'Inter è pronta alla rivoluzione. Più silenziosa, ma non meno profonda. L'identikit di Thohir è chiaro: giovane e famoso. Perché i giocatori dell'Inter devono aiutare la società ad espandersi nel mercato. Benissimo Vidic (in qualità di ex Manchester è famosissimo in Asia), benissimo Nagatomo (in Giappone ha un enorme seguito), perfetto Hernanes che in Brasile ha aperto il mercato. A lui si aggiungerà (molto probabilmente) Nilton. L'Argentina perderà qualche protagonista (Milito, Zanetti e molto probabilmente anche Samuel e Cambiasso) ma rimane sempre Palacio e soprattutto Icardi, quello che più di tutti rappresenta il nuovo FF: forte e famoso. Con chiara allusione a twitter, stavolta non per le sue foto con l'amata ma per testimoniare il fatto che sia giovane. Eccola la nuova pelle dell'Inter: fresca, dinamica, vincente e internazionale. Il botto sarà in avanti: ma di strada ce ne sarà ancora da fare da qui al colpo.

Anche la Roma comincia a programmare: tutti vogliono che rimanga Pjanic (Garcia in testa) si sta lavorando sul rinnovo da tempo. Ma ancora la firma non c'è stata. E le sue magie continuano a ingolosire mezza Europa (PSG in testa, che ha fatto un sondaggio anche con il Verona per Romulo). Potrebbe essere questo il "problema" della Roma. Che ha intenzione di prendere un difensore centrale (Toloi non verrà riscattato, sempre seguito Astori), un terzino (Kolarov uno dei nomi) un centrocampista, soprattutto dovesse partire Pjianic (a piace Paulinho del Tottenham) e un attaccante esterno (il nome di Aubameyang è tornato di moda).

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