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Editoriale

Pagellone di fine mercato: i voti ai 20 club di serie A, dopo la sessione invernale. Un mezzo disastro, quasi per tutti

Nato ad Avellino il 30 Settembre 1983. Vive e lavora a Milano dal 2005. Ha diretto la Redazione di Sportitalia fino allo scorso novembre. Ha curato e condotto i Gran Galà del Calcio Aic 2011 e 2012. Mail: mcriscitiello@micri.it Twitter: MCriscitiello
03.02.2014 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:   articolo letto 58532 volte
Pagellone di fine mercato: i voti ai 20 club di serie A, dopo la sessione invernale. Un mezzo disastro, quasi per tutti

I presupposti sono due. Il primo: non ci sono soldi e non scopriamo certo l'America noi il 3 febbraio 2014. Il secondo: i nostri direttori sono scarsi, pensano ai propri interessi, ai loro giri con gli amici procuratori ed i presidenti non si rendono conto che tra poco li lasceranno in mutande. Gennaio è stato un disastro, quasi per tutti. Ci sono i club coerenti che hanno fatto pochi movimenti perché - giustamente - in inverno si chiama mercato di riparazione e chi voleva riparare, invece, ha fatto ancora più guai. Andiamo a giudicare i singoli casi.

Atalanta, voto 6,5
Società seria ed organizzata. A gennaio puntella la squadra e ad inizio febbraio ha quasi raggiunto la salvezza, obiettivo stagionale. Ottimi gli inserimenti di Estigarribia e Benalouane. Marino si presenta anche con una scommessa per il futuro: Bentancourt. Ottimo investimento sulla metà del giovane Emmanuello della Juventus.

Bologna, Voto 5
Rischia seriamente di retrocedere, la confusione societaria non aiuta. Parla cinese con i cinesi e non capisce cosa fare con Diamanti. Mercato anonimo, senza soldi e senza un direttore sportivo. Zanzi era un ottimo segretario, il mercato lo dovrebbe fare chi ha competenza.

Cagliari, Voto 6
Non è un mercato da protagonista ma si rinforza con l'ex viola Vecino. Cede Agazzi e non si trascina fino a giugno. Prende Bastrini dal Novara ma serve come un filetto ben cotto la notte di Natale. Pessima gestione di Adan: arriva e se ne va in due settimane. Saluta Radja ed indebolisce il centrocampo. Tutto questo ha un senso, perché meglio fare cassa ora con la salvezza a portata di mano che cedere tutto e tutti a giugno facendo confusione. Sufficienza piena per Salerno e Cellino.

Catania, Voto 5,5
Parte bene con il ritorno di Ciccio Lodi ma finisce tutto lì. Ripetiamo per la millesima volta che il problema, a Catania, non sono né i calciatori né l'allenatore. Manca una guida societaria e Pulvirenti sta giocando con il fuoco. La serie B è dietro l'angolo e non è stato fatto nulla per evitarla.

Chievo Verona, Voto 5,5
Sartori non è più quello di qualche anno fa. Molte scommesse perse ed una situazione che rischia di sfuggirgli dalle mani. Per fortuna ci sono società messe peggio, altrimenti, avrebbe dormito poche ore a notte. Canini, Agazzi, Obinna e Guarente. Sembra un minestrone. Corini non ha migliorato di molto la posizione che il Chievo aveva con Sannino.

Fiorentina, Voto 6
Diakitè serve a poco; uno che cambia tre squadre in sei mesi non lascia, evidentemente, il segno. Stesso si potrebbe dire per Matri ma qui è l'eccezione dettata dalla sfortuna degli infortuni. Società seria e premurosa, giustamente, fa poco a gennaio perché ha poco da rinforzarsi. I botti si fanno in estate ed a Firenze seguono le istruzioni.

Genoa, Voto 6,5
Dovevano rimediare ai disastri di Delli Carri. Già con Gasperini la squadra ha migliorato il suo trend, nonostante le ottime capacità di Liverani ma gente come De Ceglie, Motta e Burdisso ti cambia faccia alla difesa. Non vende Antonelli e Gilardino e, quest'anno, non si ridurrà all'ultima giornata per festeggiare la salvezza. I problemi sono altri: economici e societari.

Inter, Voto 5
4 alla pagliacciata Guarin, 6,5 all'operazione Hernanes. Thohir, finalmente, sta per congedare Branca, il quale all'Inter ha fatto tanti disastri e poche operazioni sensate. L'Inter vada avanti con Ausilio e non se ne pentirà. Manca un buon direttore generale che faccia da guida finanziaria ad Ausilio, il quale deve occuparsi di aspetti tecnici. Più che un Oriali a questo club manca un Paolillo. Oriali era un'ottima bandiera da sventolare in tempi di gloria, Paolillo era uno che risolveva i problemi. Povero Mazzarri, dove sei finito...

Juventus, Voto 7,5
Il giorno dopo la chiusura del mercato volavano 7 e 8 a Galliani per aver condotto 10 operazioni a costo zero. A Marotta non hanno dato neanche un 6 quando senza soldi ha portato via, proprio a Galliani, un certo Pirlo e, incurante degli ottimi rapporti Milan-Raiola, si è messo in tasca Pogba. Anche qui, se non sbaglio, Marotta chiuse le operazioni a zero euro. Ma a livello mediatico il buon Beppe non ha lo stesso traino di altri suoi colleghi. Aveva chiuso un capolavoro con l'Inter, Vucinic-Guarin. Zitto zitto si è portato a casa Osvaldo e ha già lavorato per il futuro. Potrebbe dare lezione a Coverciano a molti sapientoni.

Lazio, Voto 4
Reja si lamenta del fatto che 10 calciatori abbiano rifiutato la Lazio... Chi semina vento, raccoglie tempesta, Edy.

Livorno, Voto 6
La sufficienza per aver convinto Belfodil. Per il resto poche operazioni per una squadra che avrebbe avuto bisogno di un completo lifting. Capozucca lavora bene ma Spinelli se ne vuole andare. E così non si va lontano.

Milan, Voto 5,5
In Italia se fai 10 operazioni sei un fenomeno e ti prendi i 7 in pagella, se ne fai 2-3 ti becchi un 4 o un 5 perché hai lavorato poco. Ma, fare mercato a gennaio, vuol dire essere in emergenza. Il vero valore deve emergere in tempi di vacche magre. Arriva Essien, del quale si ignorano le reali condizioni fisiche. È stato portato a Milano Honda per fare marketing, ma il marketing senza l'Europa servirà a poco. Rami è un buon calciatore ma da solo non risolve i problemi della difesa. Taarabt ha delle potenzialità, finora inespresse, ma in uno spogliatoio dove c'è Balotelli, Taarabt potrebbe fare corto circuito. Il campo è giudice e il tempo è galantuomo. Questa squadra non andrà lontano.

Napoli, Voto 5,5
Il buon Rafa non è contento del mercato ma anche noi non siamo contenti del buon Rafa. Come la mettiamo? I metodi di Benitez li discutiamo da luglio ed i risultati del Napoli sono sotto gli occhi di tutti. Non vince in casa con Chievo, Parma, Udinese e Sassuolo e a Bergamo rimedia tre ceffoni. Napoli è diventato un porto di mare. Cannavaro deve fuggire, il patrimonio Hamsik lo sta gettando a mare. Non parlateci della semifinale di Coppa Italia, della bella figura in Champions perché non ci caschiamo. Quest'anno il Napoli doveva puntare allo scudetto ed al salto di qualità, invece, dovrà lottare fino all'ultima giornata per andare a fare un misero preliminare di Champions League. Ottimo colpo Jorginho. Stop!

Parma, Voto 6,5
Come sempre 1.200 operazioni e Leonardi, ancora, tra i protagonisti del mercato. Non mancano le idee al Dg dei ducali, il quale imposta ed inventa operazioni. Il campo gli dà pienamente ragione e lui rinforza la squadra con gli innesti di Molinaro, Pozzi e Schelotto.

Roma, Voto 7
Non aveva bisogno di intervenire in maniera drastica ma Sabatini ha lavorato bene, rinforzando ulteriormente la rosa. Ottimo colpo Nainggolan, benissimo Toloi, qualche dubbio sulle condizioni di Bastos e molta curiosità per Berisha. Tanto di cappello. La Roma sta tornando. Daje...

Sampdoria, Voto 6
Serviva una punta e Maxi Lopez rinforza il reparto offensivo blucerchiato. Okaka potrà dare il suo contributo. Mercato che ripara e non distrugge. Buone mosse da parte di Osti, Pavone e Sagramola.

Sassuolo, Voto 5
Sì, andiamo controcorrente e vogliamo beccarci gli insulti ma non riteniamo da 7 il mercato del Sassuolo. Vi spieghiamo i motivi, pur riconoscendo il grandissimo lavoro quantitativo svolto dagli Squinzi's boys. Primo: se cambi tutta la squadra a gennaio hai bisogno almeno di due mesi per farla rodare e ad aprile, signori cari, il campionato sarà finito. Secondo: cambiare 12 calciatori in un mese, più l'allenatore, è un delitto. Terzo: se questa squadra fosse stata allestita in estate, allora, avremmo messo 7 al Sassuolo. I calciatori sono, indubbiamente, di qualità ma manca un frullatore e abbiamo chiuso l'opera. Un industriale come Squinzi non può pensare di fare calcio con gente datata che il meglio lo ha già dato negli anni passati e non investire sugli immobili. Ok, compri lo stadio di Reggio Emilia ma se investi sul Sassuolo e porti in serie A il Sassuolo devi giocare a Sassuolo. In questi anni ne avrebbe costruiti due di stadi; bastava un progetto e la volontà. Ultima cosa: il Sassuolo meriterebbe un decimo dei diritti tv che percepisce oggi dalla Lega. Uno stadio vuoto, per le immagini tv, è un danno e non un merito da retribuire.

Torino, Voto 6,5
Giustamente ha lavorato bene in estate e non ha bisogno di grandi stravolgimenti a gennaio. Investe su giovani per il futuro e si gode questa strepitosa annata. Attenzione: più che pensare all'Europa, il Toro deve continuare a seminare per evitare brutte sorprese in futuro. Quello che importa è il ciclo, non l'exploit nel singolo anno.

Udinese, Voto 6
Due cessioni al Watford, un paio di arrivi dal Granada e nulla più. Chi mette 4,5 o 5 al mercato dell'Udinese ancora non ha capito che, se dipendesse da Gino Pozzo, il mercato invernale lo potrebbero anche abolire. L'Udinese lavora in estate e non ha bisogno di operare e riparare a gennaio. Come volevasi dimostrare non chiude e non apre operazioni importanti sui suoi big. Una semifinale di Coppa Italia con vista sull'Europa e una salvezza abbondantemente alla portata. Da manuale del calcio, per Cellino e Zamparini, il comportamento di Gianpaolo Pozzo su Francesco Guidolin. Così si tutela un allenatore.

Verona Voto 6
Marquinho in prestito dalla Roma, la scommessa Rabusic e qualche cessione importante per fare cassa al momento opportuno. Il lavoro di Sogliano a Verona è encomiabile. Un po' meno quello che sta facendo a La Spezia...

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