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Editoriale

Pellè meglio di Bacca. Il Napoli ripunta Soriano. Roma: un sogno chiamato Sportiello. Marotta, sogna la proprietà della Samp. Viola: Bernardeschi come Coman

Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.
19.12.2015 09.48 di Mauro Suma  articolo letto 48030 volte

Trattato in maniera nauseabonda a livello mediatico per dieci giorni, usato come potenziale flop per non aver segnato per tre partite alla stessa stregua di un magazziniere (con tutto il rispetto per tutti i magazzinieri d'Italia e per tutte le loro famiglie), Carlos Bacca è stato richiamato fantozzianamente in causa anche dopo assist e gol. L'ordine di servizio di ieri era troncare e sopire la vittoria del Milan a Genova, ed ecco puntale la tastierata. Bacca contro il Verona fa uno splendido assist di tacco per Bonaventura liberato davanti al portiere nel primo tempo, segna a San Siro; Bacca a Genova fa un assist a Niang per l'uno a zero, segna a Marassi. Ma è tutto inutile. Sembra sia meglio il trentenne Pellè. Pellè o Pelè? Districarsi fra i fumi del primo mattino non è semplice, per cui lasciamo il beneficio del dubbio. Oggi nell'ambiente rossonero c'è solo il gusto del disprezzo, dell'insulto, dell'odio. Il mercato scandaloso ha portato 8 gol da Bacca, 5 da Luiz Adriano, calcio che iniziamo a vedere sul serio da Bertolacci e solo sicurezze da Romagnoli. Spezia e Carpi fanno molto meglio del Crotone in coppa Italia, ma si drammatizzano solo i supplementari contro la bella realtà calabrese dimenticando che nel Gennaio 2012 il Milan dei fuoriclasse andò ai supplementari in Coppa anche contro il Novara ultimissimo in classifica. Ma che ne sanno di date e di Milan gli sfascisti dalla balla facile, che gliene importa. Questi sono i tempi. Gli odiatori diventano dichiaratori , un tanto al tocco e soprattutto una volta al giorno. Alternati, come le targhe di una volta in tempi di austerity. Già l'austerity dell'entusiasmo e della compattezza. Gente che a Milanello nessuno conosce le spara tanto grosse, o piccole, che a Milanello non interessa nemmeno smentire. L'interistizzazione del Milan galoppa. Tanto peggio, tanto meglio.

Roberto Soriano sta giocando bene e lo farà sempre più con Montella, se rimarrà alla Sampdoria. Il momento negativo dei blucerchiati (5 partite perse su 6, la sesta pareggiata solo grazie ad un regalo della Lazio, società in bilico, eppure tutto il pubblico blucerchiato incoraggia e applaude squadra e allenatore) non influisce su di lui. Dal momento che il Napoli, al terzo tentativo in questo senso in tre anni, non arriverà ad Andrea Poli, facilissimo immaginare un nuovo assalto di Sarri proprio a Soriano.

La Roma e la sua proprietà americana hanno un grosso problema. Lo stesso che la proprietà canadese del Bologna ha risolto passando da Delio Rossi a Roberto Donadoni. Ma quando lo avrà affrontato e superato, resterà il problema del portiere. Oggi i giallorossi non hanno un numero uno tutto loro, brandizzato e caratterizzato. La porta della Roma è non meglio identificata, con tutto il rispetto per l'attuale organico, è di tutti o di nessuno. Ecco perché l'atalantino Marco Sportiello è una frontiera davvero possibile per la società giallorossa.

Beppe Marotta si sta togliendo ogni tipo di soddisfazione alla Juventus, di carattere sportivo e di carattere professionale. Vince la sua squadra e vince la sua immagine. Tutto bello ma non eterno. La Sampdoria gli è rimasta nel cuore. La Sampdoria è davvero in difficoltà. E lui culla un sogno: diventarne proprietario, dopo esserne stato amministratore delegato nella miglior era Garrone. L'ambiente del calcio lo sa e lo conferma.

Federico Bernardeschi è il classico giocatore del calcio moderno. Giovane, tecnico, dinamico. Cambia passo e cambia il fronte di gioco con grande facilità. E' fatto apposta per il calcio playstation che sta prendendo piede soprattutto a livello internazionale. E' viola dentro, gigliato vero, toscano nell'anima. Vorrebbe restare a Firenze per tutta la carriera, ma non solo lui stesso sa che non sarà possibile: il fatto è che i tempi potrebbero precipitare. Come è accaduto a Coman, fronte Juventus, tutto può diventare dannatamente veloce. Gli estimatori in Germania e in Inghilterra non mancano per Federico e la Fiorentina ha già provato l'effetto benefico sui conti indotto dalle cessioni di Cuadrado e Jovetic. E' il calcio di oggi, bellezza.

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