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Per essere un buon comandante, bisogna aver fatto una grande guerra. Tevez, il comandante che tutti vogliono. Higuain? Sacrificabile. Totti? Tempo di riflessioni

Nato a Magenta il 28/4/1974, giornalista professionista dal 2001. Vanta collaborazioni con diverse testate web e cartacee, oltre ad esperienze da telecronista. Opinionista Campionato dei Campioni. Direttore del mensile cartaceo CALCIO2000
03.06.2015 00.00 di Fabrizio Ponciroli   articolo letto 53367 volte
© foto di Federico De Luca

Ammettiamolo, nel nostro bistrattato campionato, intriso di polemiche e fantasie, di campioni veri non ce ne sono tantissimi. Se si fotografa, con obiettività, l'ultima annata, difficile non accorgersi dell'impatto di un certo Tevez. Con una Champions League ancora nel mirino, l'Apache ha dimostrato come si può essere un grande comandante, senza alzare mai la voce... Una leadership, in campo, totale. Ben 29 gol e tanta ma tanta classe... Con tutto il rispetto per Pogba, uno che ha le qualità per diventare un comandante, l'argentino ha qualcosa in più di tutti quanti. Sarà per questo che tanti club, nonostante l'Apache abbia già detto che sceglierà solo tra Juve e Boca, continuano a bussare alla porta dei bianconeri. L'ultimo a provarci il buon Simeone. Il tecnico dell'Atletico è uno che se ne intende di campioni veri... Tevez, nel suo Atletico Madrid, sarebbe perfetto. Ma, onestamente, fatico a trovare una squadra in cui Tevez, quello visto alla Juventus, non farebbe bene. Ecco perché spero che Marotta riesca nel miracolo di convincere l'argentino a restare e, magari, anche a rinnovare. Possibilità? 50%, perché Tevez è uno di parola: o Juve o Boca, l'ha sempre detto... C'è un altro argentino di cui voglio parlare: Higuain. Non me ne vogliano gli amici tifosi partenopei ma credo che il Pipita sia sacrificabile. Non si discutono le sue doti, eppure qualcosa non mi convince. L'impressione è che, quando c'è da fare l'ultimo passetto in avanti verso la gloria, Gonzalo si perda... Troppe volte ha avuto la palla del trionfo (l'ultima nella sfida con la Lazio, rigore calciato malamente), troppe volte ha fallito. Ricordate la questione Cavani? Sembrava insostituibile, invece è stato sostituito. Credo che si possa dire altrettanto con Higuain. Un sacrificio importante per acquistare un nuovo grande attaccante, per un nuovo grande ciclo. Perché, come ha detto ADL, "... fatta eccezione per la Juventus, in questi anni ha vinto solo il Napoli". Vero, verissimo e, per continuare a farlo, serve una scossa, un nuovo campione da tifare e sostenere... Da un giocatore in cerca di identità ad uno, straordinario, che dovrà riflettere bene durante l'estate: Francesco Totti. Lui è stato un grande comandante. Ho usato un verbo al passato perché credo che, il tempo del Capitano, sia passato. Lo dico con estrema sincerità.
Quando sei un numero uno, un fuoriclasse, non credo sia facile e auspicabile decidere di farsi da parte. Io non me lo vedo Totti che gioca 10', che subentra quando gli altri non corrono più, che si accontenta di fare da terza/quarta punta. Vi ricordate come è andata con Del Piero? Sembrava una follia ma, a distanza di tempo, la scelta di Allegri di "salutarlo" è stata lungimirante. Ecco, per Totti forse bisognerebbe pensare a come omaggiare, nel modo corretto, il più grande giocatore della storia della Roma, uno dei più grandi nella storia del calcio. Ho sempre pensato che, nel calcio di oggi, si possa giocare fino a 40 anni ma, quando sei sempre stato il numero uno, forse converrebbe farsi da parte prima di diventare uno dei tanti...

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