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Editoriale

Pogba con Allegri a Manchester. La Juve tenta Sousa ma pensa anche a Montella. Ma anche Milan e Roma sull'Aeroplanino. Tutti i segreti con la Samp e sulla rottura con la Fiorentina. Sabatini pensa pure a Di Francesco...

04.12.2015 07.36 di Enzo Bucchioni   articolo letto 74750 volte
© foto di Federico De Luca

Allegri ieri ha detto frasi di circostanza del tipo "penso solo alla Juventus", commentando i primi rumors spuntati sul suo futuro. Non poteva fare altrimenti e lo comprendiamo.

In realtà, però, la vicenda è molto più seria e complessa di quanto non sembri e le probabilità di un divorzio dalla Juve a fine stagione sono molto alte. Ma questo di Allegri è solo un ingranaggio di un vasto giro sotterraneo di allenatori destinato a cambiare la mappa delle panchine non solo in Italia, pure in Europa.

Dico Europa non a caso. Allegri ha maturato la sua decisione di guardarsi attorno, oltre la Juve, durante il calciomercato, ma soprattutto in questo inizio di stagione sicuramente non positivo in campionato. L'allenatore livornese ritiene (giustamente) di avere fatto cose straordinarie nella scorsa stagione portando alla vittoria dello scudetto e alla finale Champions una squadra che Conte riteneva ormai usurata e aveva chiesto di cambiarla in diversi elementi. Bene, non gli è sembrato che questa sua straordinaria impresa sia stata troppo apprezzata nei piani alti bianconeri o quanto meno non sottolineata abbastanza. Ha avuto l'impressione di non essere mai stato una scelta voluta, ma quasi una scelta obbligata quando Conte si è dimesso nell'estate del 2014 e in giro non c'erano tanti tecnici liberi.

Ma le sensazioni di Allegri sono diventate realtà o sospetti quando la Juve non è riuscita a comprare uno dei trequartisti che l'allenatore aveva chiesto per cambiare gioco e portare più avanti la genialità e l'imprevedibilità della manovra bianconera che per anni è stata di Pirlo davanti alla difesa.

Poi, a campionato iniziato, di sicuro Allegri ha sbagliato qualche scelta e i tempi nel rifondare la Juve, ma le critiche non sono mancate, alcune anche abbastanza severe e non velate, sia dalla proprietà (Elkann) che dal presidente Agnelli e dall'amministratore delegato Marotta.

La mancata riconoscenza per il lavoro fatto e le colpe di un inizio non brillante che Allegri sente solo in parte sue, ma da condividere per una campagna acquisti incompleta, lo hanno fatto riflettere.

Soprattutto gli hanno riportato alla mente gli ultimi mesi difficili con il Milan e per evitare il ripetersi di certe situazioni, Allegri si è mosso in anticipo cercando di prendere tutti in contropiede.

Per pensare al suo futuro e ipotizzare anche una panchina lontana dalla Juve, Allegri si è rivolto naturalmente al suo procuratore, il potentissimo Branchini. L'accostamento al Manchester United viene proprio dal lavoro e dallo screening fatto dal suo manager e dalla volontà di Allegri di sfruttare il momento, fino a quando è sulla cresta dell'onda, per fare un'esperienza in Inghilterra da sempre sognata. Fra l'altro l'allenatore conosce l'inglese e caso mai avrà meno problemi di altri. I contatti ci sono stati, a fine stagione Van Gaal chiuderà e nel progetto tutto torna.

Non basta. Allegri ha un ottimo rapporto con Pogba, lo ha sempre difeso anche nei momenti difficili, e il giocatore avrebbe chiesto al suo procuratore Raiola di seguire Allegri a Manchester dove fra l'altro è nato calcisticamente. Il viaggio dell'altro giorno non è stato affatto una rimpatriata per trovare vecchi amici, c'è qualcosa di più e di diverso.

Questo è lo scenario che forse è già immutabile, ma che forse potrebbe cambiare con un altro scudetto bianconero o un'altra strepitosa Champions, comunque Allegri sembra deciso a cambiare aria, almeno secondo quello che ha confidato ad amici.

La Juve non è certo impreparata e forse neppure dispiaciuta, sa bene che il tecnico non ha gradito certi comportamenti e sa pure che si è mosso. Ma sta pensando a un allenatore con un gioco più brillante.

Mossa e contromossa. Immediatamente i bianconeri si sono messi a sondare e qui torniamo alle voci su Conte uscite un mese fa. Vere. Ma il Ct azzurro ha chiesto pieni poteri anche sul mercato, quindi in pratica l'accantonamento di Marotta e questo significa un no grazie. Conte, fra l'altro, aspetta il Real Madrid che non continuerà con Benitez. Nel giro europeo Ancelotti andrà al Bayern e Guardiola al City, ma questo ormai è noto.

Se però Conte non dovesse chiudere con Florentino Perez potrebbe restare in Nazionale fino ai mondiali, tanto per decidere sull'azzurro ha tempo fino a luglio a mercato allenatori chiuso e Tavecchio lo aspetta a gloria.

Tornando alla Juve e alla panchina, le attenzioni si sono rivolte anche ad altri due allenatori che fanno giocare bene le loro squadre perché, come detto, le perplessità su Allegri sono anche per il suo gioco troppo provinciale.

Sousa e Montella sono stati monitorati subito. L'allenatore della Fiorentina piace moltissimo, fra l'altro è un ex bianconero. Anche qui per cercare di chiudere il cerchio, si sarebbe mossa ancora la corazzata Branchini con la quale l'entourage di Sousa ha un buon rapporto. Le probabilità di un colpo del genere però sono zero, sappiamo tutti benissimo quanto Della Valle tenga ai contratti firmati e Sousa ha un accordo per due anni. I messaggi sono partiti forti e chiari, ma non hanno ottenuto risposte positive.

E' tornato in ballo pure Montella già nel mirino due anni fa. Montella? Ma non è da poco alla Samp? Certo, ma l'ex Aeroplanino ha una clausola rescissoria da un milione di euro e nonostante il contratto quadriennale a giugno può lasciare.

E si scopre così il velo sugli ultimi due anni viola. Ora le motivazioni del divorzio sono più chiare e ve le raccontiamo. Nella primavera del 2014, all'apice della sua esperienza fiorentina, Montella ha avuto offerte concrete da Milan e Juventus, ma c'è stato qualcosa anche con il Barcellona in un momento di frizione con Tata Martino.

La Fiorentina ha detto no duramente, Montella si è trovato di fronte al muro dei Della Valle e al rispetto di un contratto firmato con clausola rescissoria da 5 milioni. Che fare per uscire da questa situazione? Montella ha iniziato gli attacchi pubblici alla Fiorentina (ricordate nel giugno del 2014?) accusando la proprietà di voler vendere i migliori e non voler fare una squadra competitiva. Le ironie e i discorsi contro la proprietà sono continuati anche nel campionato successivo. Nella primavera scorsa è arrivata la rottura perché la Fiorentina ha capito che Montella stava ancora provando ad andar via, voleva la Roma e forse c'è stato pure un contatto quando Garcia stava per essere silurato, ma anche il Napoli lo ha corteggiato.

Naturalmente la Fiorentina ha sempre opposto il suo no e caso mai il rispetto della clausola rescissoria che però nessuno ha voluto pagare. Montella si è trovato prigioniero e la Fiorentina, giustamente, ha deciso di silurare un allenatore con la testa altrove.

In buona sostanza, Montella ha capito che Della Valle mai e poi mai lo avrebbe mollato ad una squadra di alta classifica senza i cinque milioni della clausola, piuttosto lo avrebbe pagato per altri due anni sensa farlo lavorare.

Il furbo Montella allora ha chiesto aiuto al suo amico Ferrero-Viperetta che gli ha dato la panchina della Samp. Da una squadra non di vertice la Fiorentina si è accontentata di due milioni, uno dei quali sborsato da Montella stesso che ha rinunciando a emolumenti che gli spettavano, l'altro si è impegnata a pagarlo la Samp.

Guarda caso la clausola rescissoria inserita nel contratto con la Samp è proprio di un milione.

Capito? Se Montella avrà offerte da grandi squadre non sarà un problema liberarsi e il milione della clausola andrà nelle casse della Samp per compensare quello dovuto alla Fiorentina. Una genialata a costo zero. Unica variabile che potrebbe far saltare il piano di Montella, un periodo disastroso con la Samp o la vendita della società al miliardario Volpi, nell'aria da molto tempo, che potrebbe convincere l'allenatore a rimanere. Difficile.

Insomma, con una clausola da un milione, Montella è di nuovo appetibile e oltre alla Juve ci sta ripensando pure il Milan. Nessuno è contento di Mihajlovic che si salverà solo con il terzo posto.

Ma anche la Roma sta riflettendo sulla panchina. Garcia a fine stagione se ne andrà e Montella non ha mai fatto mistero del suo sogno di tornare in giallorosso. Ma Sabatini ha in mente anche altri due progetti sui quali sta lavorando, uno è Conte (difficile) e un altro che piace molto è Di Francesco del Sassuolo, un grande ex.

Unica variabile impazzita potrebbe essere il precipitare della situazione di classifica che costringerebbe la Roma a licenziare subito Garcia per prendere allora Mazzarri, pronto subito e già contattato, vecchio pallino di Sabatini. Dunque, scenario aperto e affascinante. Ma non finisce qui.

L'allenatore del momento è un altro e si chiama Maurizio Sarri. Come è noto ha firmato col Napoli un contratto per una sola stagione a 700 mila euro, cifra molto bassa per il livello della squadra e della società.

Essendo Sarri una persona seria, non avrà problemi a rinnovare quando De Laurentiis gli proporrà un altro contratto magari con ritocco, però la situazione è decisamente cambiata rispetto all'estate scorsa.

Oggi, di sicuro, Sarri piace a tutti e potrebbe scegliere diverse panchine a cominciare da quella del Milan. Galliani l'aveva già perso in primavera e portato a Arcore, poi l'ha mollato per la scelta presidenziale caduta su Mihajlovic ed oggi potrebbe tornare in agguato.

Ma la firma e il prolungamento arriveranno presto, Sarri non è un allenatore come tutti gli altri, a Napoli nessuno si deve preoccupare del futuro.

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