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Editoriale

Pogba è il problema della Juve. Ecco perché non è stato venduto. Milan, le bufale Ibra e Ancelotti. Napoli, la verità su Hamsik. Fiorentina su un difensore subito

Giornalista professionista e scrittore, editorialista del Quotidiano Sportivo che ha rifondato e diretto per cinque anni. Opinionista radio e tv. Twitter @EnzoBucchioni
04.09.2015 10.44 di Enzo Bucchioni  articolo letto 270861 volte
© foto di Federico De Luca 2014

Lo zero in classifica, come un Carpi qualsiasi, un numero che non è da Juve. Ma non è il momento degli allarmi e forse non lo sarà mai perché la squadra bianconera è comunque forte in ogni reparto e per Allegri le soluzioni tattiche non mancano. Riflettevo l'altro giorno e leggendo la rosa di questa squadra mi è venuta in mente quella della prima Juve di Conte: oggi i bianconeri sono nettamente più forti. In corsa per lo scudetto, naturalmente. Forse sarà più difficile in Champions.

Detto questo, comunque sul mercato qualcosa non è andato. La macchina messa in moto da Marotta con largo anticipo, a un certo punto si è inceppata e nessuno vi spiegherà mai il perché. Avete visto? Preso Dybala, poi Khedira, Rugani, Zaza, Neto, tutto stava filando liscio quando le cose hanno cominciato a incartarsi. Perché?

Dobbiamo tornare alla scorsa primavera, ma anche fine inverno quando i bianconeri hanno fatto i loro piani futuri. Sapendo dell'addio di Pirlo e Tevez, in società hanno deciso di vendere Pogba per incassare quei cento milioni che avrebbero consentito di fare un mercato sontuoso senza chiedere troppo alle casse bianconere. Proprio per questo era stato dato mandato a Raiola di sondare i possibili acquirenti e poi di stringere verso l'offerta ritenuta più valida. I motivi della decisione erano economici, ma anche tecnici. La Juve di sicuro smentirà, ma il giocatore da qualche mese sembra un altro, ha come la testa altrove, ha sentito attorno tutto il clamore sul suo futuro, sulle sue qualità, sulle sue valutazioni ed è come se volasse un metro sopra la terra. Anche per questo la Juve aveva deciso di metterlo sul mercato, certi giocatori e certi atteggiamenti ai bianconeri non piacciono.

Poi però i piani sono cambiati forzosamente. Durante la coppa America c'è stato il famoso incidente di un Vidal non propriamente sobrio. La tensione con la Juve è salita anche perché da tempo il giocatore era di difficile gestione anche a Torino, e così il centrocampista ha chiesto di essere ceduto.

Questa è stata la svolta, non potendo cambiare completamente tutto il centrocampo, la Juve allora ha deciso di vendere Vidal e di tenersi Pogba sperando che il ragazzo ritornasse a lavorare con la concentrazione e la determinazione di un tempo in attesa di tempi migliori. L'idea di venderlo tenendolo in prestito ancora un anno è stato l'ultimo tentativo con il Barcellona di ipotecare il futuro, poi via libera a Vidal e stop a Pogba.

Veniamo ad oggi, alle prime due giornate. Quello che temeva la Juve si è puntualmente verificato. Pogba è nervoso, riprende i compagni in campo, litiga, ha un atteggiamento da fenomeno e incide poco sulle gare. Il commento di Allegri è da leggere attentamente: . Una ammissione mascherata delle difficoltà attuali. Senza Pirlo e Vidal non è in grado di gestire da solo la situazione, non è maturo e poi sembra davvero convinto di essere un fenomeno, l'atteggiamento è questo. Recuperare Pogba è la prima missione della Juve che comunque sta già pensando al futuro visto che proprio Marotta ieri ha detto . Ha già messo il cartellino sul giocatore.

Tornando al mercato, il mancato arrivo dei 100 milioni e il dover cambiare obiettivo per buttarsi su un trequartista-fantasista a lavori in corso, diverso da quelli ipotizzati negli scambi con varie società nell'affare Pogba, ha messo in crisi Marotta che è stato costretto ad andare su obiettivi che non erano quelli di partenza. Hamsik compreso. Il resto è già storia e si chiama Hernanes.

Siamo comunque sicuri che una società come la Juve farà capire in fretta a Pogba il suo ruolo e le sue responsabilità, magari facendo un patto per la cessione a fine anno, e presto il francese tornerà quel giocatore che fa la differenza.

La differenza la dovrebbe fare anche l'Inter con la squadra che ha messo su. Sicuramente è da scudetto, con un centrocampo muscolare, un attacco fatto di giocatori che possono vincere le partite da soli (Jovetic e Icardi, ma anche Ljiaic) e una difesa finalmente forte nei due centrali. Fra i gialli di questo mercato c'è proprio la scommessa di Thohir che ha costruito uno squadrone rispettando i parametri Uefa, ma ricorrendo ai pagherò. In sostanza Thohir ha scommesso su se stesso con un ragionamento semplice: investo ora, pagherò quando arriveranno i soldi della Champions. Andare nella coppa che conta diventa quindi obbligatorio. E se non dovesse riuscirci, visto che nel calcio non c'è niente di scontato? Semplice, per restare nei parametri Uefa l'anno prossimo Thohir sarebbe costretto a rivendere gran parte dei giocatori presi oggi e mollare quelli presi con riscatto non obbligatorio. Un bel cul de sac.

Ma è stato molto divertente anche il mercato del Milan andato su giocatori quasi annunciati per poi prenderne altri. Galliani in certe cose è un fenomeno. Racconta le bugie così bene che forse alla fine ci crede anche lui. Le più grosse dell'estate sono quella di Ancelotti in panchina e di Ibra in campo.

Ricorderete la famosa cena a Madrid con Carletto? Era solo una roba tra amici, Ancelotti aveva già detto a Galliani da giorni, prima che partisse da Milano, che non avrebbe accettato la panchina del Milan. , più o meno il tono di Ancelotti. A un certo punto, mediaticamente, invece sembrava già fatta, tra una paella e l'altra. Ancora più grande la vicenda Ibra.

Tutti sapevano (persino noi) che Ibra non avrebbe mai lasciato Parigi. Ma voi se guadagnate dodici, vi tagliereste l'ingaggio a sette? A parte questo, anche Ibra aveva detto subito no grazie ( a giugno), ma Galliani ha saputo tenere viva la vicenda fino a fine mercato, con tanti ringraziamenti da alcuni giornali. Peccato per la sputtanata finale. Al contrario di Ancelotti che non parlerà neppure sotto tortura, Ibra ha spiattellato tutto alla prima occasione. Noblesse non oblige.

Chiudiamo con Hamsik alla Juve. Sapete cosa è arrivato a chiedere il buon Aurelione? Trenta milioni e fin qui ci siamo, poi tutto Sturaro, il prestito di Rugani per due anni e il 20-30 per cento sui guadagni di una eventuale rivendita del giocatore. Poi anche un fiasco d'olio. Marotta ha risposto in italiano: qui nessuno è fesso.

Poi ci chiediamo: come mai non è stato venduto Higuain? Per un motivo molto semplice, non è arrivata l'offerta da 70-80 milioni per la quale sempre Aurelione si sarebbe mosso come aveva detto a un pool di agenti che ha cercato di portare in fondo l'operazione. Sarà per il prossimo anno...

Sarà per gennaio, invece, l'arrivo di un difensore per la Fiorentina. E' l'unico colpetto che è mancato ai viola per completare un buon organico, ma Rogg e Pradè sono ancora molto attenti. Tutti gli svincolati sono stati monitorati, se dovesse esserci un problema, i viola sono pronti a ingaggiare anche subito un centrale senza aspettare la riapertura del mercato, ma Sousa è convinto che pure il giovane Bagadur possa crescere in fretta. Auguri....

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