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Editoriale

Prometto di esserti fedele sempre: caro Milan, il matrimonio si fa in due. Inter, Ausilio cala gli assi. Napoli da Provincia, serve identità. Il Carpi è rinsavito. Qualcuno salvi il Parma: ma perché? Catania basta: Cosentino fa il mercato a Miami

Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb
22.06.2015 00.00 di Michele Criscitiello  Twitter:   articolo letto 108486 volte
© foto di Federico De Luca

Milano è invasa da mega annunci per la campagna abbonamenti dei rossoneri con lo slogan "Prometto di esserti fedele sempre". Immaginate chi si affaccia alla finestra o scende da casa e si ritrova una scritta del genere, cosa avrà pensato questa mattina dopo il doppio tradimento di ieri. E' come se vostra moglie venisse a ricordarvi che 10 anni fa, davanti al prete, avevate promesso di amarla per tutta la vita e quindi non potete lasciarla anche se ieri sera l'avete beccata a letto con Kondogbia e Jakcson Martinez. La vedo dura. Il Milan chiama a raccolta i suoi tifosi e con quello slogan sembra chiaro l'appello. Siamo in difficoltà, ma - siccome insieme abbiamo vissuto momenti unici - non potete abbandonarci proprio adesso. E chi dice il contrario? Giustissimo! Se i tifosi del Milan non fossero comprensivi non sarebbero tifosi ma occasionali. Il tifoso vero si "incazza" quando, però, dall'altra parte manca chiarezza e di conseguenza rispetto. Tre anni fa sarebbe bastato dire ai proprio abbonati: Signori cari, dopo aver vinto tutto per 27 anni adesso ci aspettano anni duri e di sofferenza perché la liquidità è finita e non possiamo permetterci più gli investimenti di un tempo. Quando manca la chiarezza manca anche il rispetto e, allora, è giusto contestare. Eravamo partiti, un mese fa, alla conquista di Madrid con Ancelotti pronto a tornare in rossonero. Passano le elezioni e si annuncia l'arrivo di Sinisa, grande allenatore ma che non ha vinto neanche il 2% di quello che ha vinto Ancelotti. Volevate un cuore rossonero? Vi abbiamo portato un cuore nerazzurro che, illo tempore, disse: al Milan MAI! Siamo partiti per Montecarlo e avevamo conservato un posto, per il viaggio di ritorno, al buon Kondogbia. L'accordo con il padre c'era ma con il Monaco no: cavolo, abbiamo tralasciato un piccolissimo dettaglio: Kondogbia alla fine il viaggio Montecarlo-Milano se l'è fatto comunque ma ha preso un'altra macchina. Ci stavano facendo passare due concetti: il primo è che Ibrahimovic non era un sogno ma solida realtà. Può darsi che arrivi ma, per ora, resta a Parigi. Per Jackson Martinez aspettavamo l'annuncio ufficiale e, invece, ci hanno chiamati da Madrid e sta per firmare con l'Atletico. Bene, questo contestiamo al Milan. La poca chiarezza, gli annunci sbandierati ma non formalizzati e il danno di immagine che da anni questa gloriosa società è costretta a subire. Non solo il danno tecnico, quello è recuperabilissimo da qui a fine agosto, ma l'immagine del Milan ne esce a pezzi. Nel frattempo oggi Galliani è annunciato all'inaugurazione del nuovo Giannino. Un brindisi a Kondogbia e un altro a Jackson Martinez non lo vuoi fare?
Ausilio gongola: il tempo dirà se gli acquisti serviranno per far crescere l'Inter ma nel frattempo sul mercato l'allievo supera il maestro. Ausilio non sbandiera ai 7 venti gli obiettivi. Li fissa e quando può li chiude. Anche lui, come il Milan, non ha budget. Poi fa gli acquisti e programma le cessioni ma è un rischio che decide di prendersi lui. Da qui alla fine dovrà fare ancora tre operazioni eccellenti ma la base di partenza è buona, così Mancini potrà stare un po' tranquillo e pensare che ha ragione a pretendere acquisti dal suo Direttore ma è altrettanto giusto interrogarsi sul perché da gennaio a maggio i suoi risultati sono stati così scarsi.
Sta nascendo un Napoli da Provincia. Non è un'offesa sia chiaro. Sarri e Giuntoli hanno fatto una gran gavetta prima di arrivare a Napoli. Valdifiori navigava a vista in serie B fino a due anni fa e oggi gioca con Higuain (almeno ce lo auguriamo). Per il modo di giocare di Sarri, Valdifiori non è un acquisto è l'acquisto indispensabile. Il suo agente, Mario Giuffredi, si rivela come uno dei procuratori più forti d'Italia e la vittoria sulla clausola è un successo clamoroso per un agente nei confronti di De Laurentiis. Il Napoli è operaio e, sinceramente, inizia a piacerci. Basta non esagerare con le scommesse e non far diventare Napoli la succursale di Empoli. A piccole dosi ci piace, ma - se si esagera - Sarri durerà poco. Giuntoli ha grandi qualità, se non perde la giusta umiltà farà una carriera strepitosa; se, invece, crederà di essere diventato il nuovo guru del mercato resterà inghiottito da Napoli e da De Laurentiis.
E' rinsavito il Carpi che in settimana ha scelto l'erede di Giuntoli. Quel furbacchione di Cristiano voleva farsi rimpiangere e stava per piazzare Marchetti del Cittadella. Così il Carpi senza di lui avrebbe fatto 12 punti e ne sarebbe uscito ancor meglio di come già non sia uscito. Alla fine è prevalso il buon senso: dentro Sean Sogliano che nel gioco delle poltrone ha rischiato di restare fuori dal giro. Doveva andare a Napoli e, se non fosse finito a Carpi, sarebbe rimasto a casa. Il compito resta arduo ma almeno con Sogliano, la neo promossa emiliana avrà la possibilità di salvare la faccia. Marchetti resta a Cittadella e ritrova la sua dimensione: la Lega Pro. Se l'obiettivo è tornare in B al primo colpo rischia che i suoi ricci diventino capricci ma la Lega Pro ha dei grandi pregi, ad esempio ci sono meno riflettori accesi e maggiori possibilità di far prevalere il proprio gioco.
Durante il campionato era una corsa continua per salvare il Parma ma sapevamo che interessava solo salvare il campionato. Oggi c'è la corsa ad ammazzarlo per poi sperare nel ripescaggio in serie B. Le cifre sono fuori dalla logica e nessun imprenditore normale verserebbe 22.5 milioni di euro di debito sportivo per una serie B che, compreso di paracadute, ti porta circa 7 milioni di euro tra mutualità e diritti televisivi. Se una società ha fatto un buco di 258 milioni di euro perché mai il calcio italiano dovrebbe preoccuparsi di salvarla? Allora salviamo il Venezia, il Varese che sembra un porto di mare ma nessuno si fa delle domande, il Pisa che rischia di sparire per la seconda volta in 7 anni, il Monza che ha visto già andare deserte tre aste e tanti altri casi in giro per l'Italia che meritano la stessa attenzione del Parma.
In serie B mancano ancora poche panchine da occupare. La Salernitana è finita a Torrente, buona scelta con il rischio della ruggine. Il Novara ha scelto Baroni, battuto Gattuso all'89esimo, desideroso di riscattare l'annata di Pescara. In Abruzzo l'obiettivo era di andare in serie A grazie all'esperienza di Melchiorri, Sansovini, Lazzari, Pucino e Memushaj. A Novara avrà il compito di finalizzare l'ottimo lavoro del settore giovanile con campioncini in erba quali Vicari (94), Dickmann (96), Schiavi (95) e Manconi (94) su tutti. Il Catania aspetta Marino, Marino aspetta il congedo da Vicenza e noi aspettiamo Cosentino da Miami. Primo caso al mondo di un vice-presidente esecutivo ed operatore di mercato che fa le trattative con 6 ore di fuso orario, dalle spiagge di Miami, quando a Milano c'è un calciomercato in fermento. Se fosse in Sudamerica ci potrebbe raccontare la storiella che è in cerca di nuovi talenti. A Miami l'unica cosa da fare è prendere il sole, forse ne ha preso talmente tanto che è a rischio insolazione. Ha preso il Catania quasi in Europa, Pablo l'ha trascinato quasi in serie C. Una volta eravamo contro Pulvirenti, oggi, ci fa addirittura compassione. Non può intervenire ed è costretto a vedere che qualcuno sta distruggendo il suo giocattolo. Può insorgere solo la piazza con manifestazioni pacifiche e allontanandosi dal Massimino. Una città dura come Catania non può essere ostaggio di un argentino a Miami.
Buona settimana e ci vediamo sabato sera a Castiglioncello, con i Tmw Awards (diretta Sportitalia dalle 21)

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