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Grandi bomber in Italia: chi la spunterà come capocannoniere?
  Vincerà Dzeko, è il centravanti più in forma della Serie A
  La spunterà ancora Higuain, è il goleador della squadra più forte
  Il trono tornerà ad un italiano, la rivelazione Belotti
  La sorpresa sarà totale: vincerà il falso nove Mertens
  Il titolo tornerà ad Icardi, già re dei bomber nel 2015

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Editoriale

Retroscena Milan: un'ombra proveniente da Est incombe su Sinisa... L'Inter d'alta quota pensa davvero a Pirlo, ma ora ha una rivale. Juve: l'efficacia del metodo Allegri. Napoli: Higuain è Real! Oggi più che mai #iostoconvale

Nato a Milano il 3/7/1978, laureato in Scienze ambientali presso l'Università dell'Insubria di Como, da ottobre 2008 è Capo Servizio Sport presso il quotidiano "Libero". Opinionista Rai, TeleLombardia e Sportitalia
10.11.2015 13.12 di Fabrizio Biasin  Twitter:    articolo letto 126418 volte
© foto di Alessio Alaimo

Non dormo da 4 giorni. Sono stato a Valencia. C'era una gara di moto abbastanza importante. Vedo i ragni, colpa del sonno. Vedo bimbiminkia ovunque. Vedo Marquez. Vedo biscotti spagnoli, pan di Spagna, altri ragni. Ho un sonno devastante, ma prima di crollare vi racconto un po' di cose viste da vicino (Valencia, Valentino) e da lontano (il campionato di balun). Tutte faccende che seguiranno una prima, importantissima, fondamentale presa di posizione: nessuno se n'è accorto perché Conte ha gestito magistralmente l'affaire, si è mosso di nascosto, ci ha abituato piano piano, un cucchiaino di fiele alla volta mescolato a pane, burro e zucchero. Il ct si lagnava, ci ammorbava con la rava e la fava (soprattutto la fava) e intanto magicamente riusciva laddove i suoi predecessori avevano fallito.
Arrivo al succo: sarà una mia impressione, ma con quella attuale mi sembra di aver raggiunto la 53442esima "pausa per la Nazionale" degli ultimi tre mesi. E allora, di grazia, unitevi a me in questo grido accorato: basta romperci i santissimi con la storia che non ci sono abbastanza "pause per la Nazionale", basta! Ci son più "pause per la Nazionale" che domeniche, molti più ritiri a Coverciano che ospiti de "Il Segreto" a Verissimo (e quelli sono veramente un sacco), ci sono più Marchi Mazzocchi che Ilarie D'Amico, c'è talmente tanto azzurro che alla ripresa della serie A si dovrebbe parlare di "pausa per il campionato". Malefica "pausa per la Nazionale", ti odio più del Minkietta. Oddio, facciamo come il Minkietta, che poi è Marquez ovviamente. In ogni caso vi confermo che continuo a vedere diversi ragni.
A grande richiesta (ma quando mai...) ecco il riassunto della tre giorni spagnola: atterro a Valencia, ci sono 28 gradi, penso "cazzo ho portato a fare il piumino", ovunque c'è gente che sfoggia il 46, soprattutto italiani (ovvio) e spagnoli (meno ovvio). Arrivo al circuito, mi rendo conto che il Gp di quest'anno è "storico" ma si distingue per le stesse due cose dell'anno scorso: 1) La presenza di chili di giornalisti specializzati assai snob che dicono cose assai snob tipo "Nella disfida tra Rossi e Marquez hanno torto tutti e tre". E io: "Come tre?". E loro: "Eccolo, è arrivato lui, quello del calcio. Per forza non capisci, barbaro". E io: "#iostoconvale zio". Li ho zittiti perché ho pronunciato anche la parola "hashtag" che davvero non si aspettavano. 2) La presenza massiccia di "manza atomica" senza un vero perché. La Dorna, per dare un senso alla presenza massiccia della stessa, ha comprato molti ombrelli, ne ha affidato uno a ogni manza e ha detto loro "andate in giro per il circuito facendo credere che sia molto importante fare ombra ovunque". Alcune ragazze pensando di dire cosa intelligente hanno alzato la mano: "E se piove?". Domanda legittima, se vogliamo. Comunque: ho assistito alle prove, parlato di moto con esperti senza capirci nulla, finto di capirci qualcosa, sono andato a cena a Valencia dove mi hanno servito la famosa salsa alioli a base di aglio e cadaveri che "più la mandi giù, più non dormi più". E infatti mi sono addormentato alle 5 del mattino. Alle 5 e 05 siam partiti per il circuito perché bisognava arrivare molto presto. Siamo arrivati. C'era casino. Il sole doveva praticamente ancora sorgere. Le ombrelline, in assenza del sole medesimo, sfoggiavano sguardi spaesati come per dire "cosa dobbiamo fare?", in sala stampa tutti sembravano molto indaffarati anche se mancavano 8 ore al Gp. Alle 12.30 nella zona "grandi schermi dove puoi guardare Moto3, Moto2 e MotoGp molto bene" (ma allora mi domando che cazzo sei venuto a fare al circuito se poi guardi la gara sugli schermi) chiedo a un'addetta con in mano telecomandi Sky: "Possiamo mettere Torino-Inter?". Mi ha guardato come se le avessi detto "L'altra sera ho fatto zumba con tua sorella" e se n'è andata indignata. Ho cambiato canale di soppiatto facendo mio uno schermo molto piccolo e nascosto. La gente mi guardava comunque male. Al gol di Kondogbia devo avere urlato. Ho capito la mal parata e ho detto "#iostoconvale" scandendo bene "hashtag". Si sono calmati, ma ho dovuto far finta che della partita mi fregasse relativamente. In effetti stava salendo la tensione. Era il momento del Gp. Sapete com'è andata, inutile tornare sull'infamata che passerà alla storia come "Biscottone". Un'ombrellina mi si avvicina: "Scusi? Qui tutti parlano di questo biscottone, ne vorrei uno anch'io. Se mi dice dove posso trovarlo le faccio un po' di ombra". Ce ne siamo andati mesti mesti a cena. Un commensale mi fa: "Chiudi gli occhi Biasin che ti faccio mangiare una cosa tipica e assai buona". Cucchiaiata totale di alioli "ai tre cadaveri". Mi sono addormentato alle 6. Alle 6.15 il transfer per l'aeroporto. Ora sapete perché vedo i ragni.
Il resto è calcio. Va molto di moda dire questa cosa: "Il campionato non ha un vero e proprio padrone". Per questo motivo anch'io dirò "il campionato non ha un vero e proprio padrone". Poi penso: "Grazie al cazzo, hanno vinto tutte". Tutte tranne il Milan, in effetti. Parliamo dei rossoneri. Per la solita logica del "cambiamo opinione come cambiamo calzini", Mihajlovic è passato nell'arco di dieci giorni da "inadatto e prossimo all'esonero" a "mister ideale per questioni di carattere", fino a tornare alla fase "inadatto e prossimo all'esonero".
Per fortuna non conta quello che pensiamo noialtri giornalisti, semmai quello che hanno in testa "quelli che comandano" in rossonero. Parliamoci chiaro: Berlusconi non sta facendo nulla per mascherare il suo poco feeling con Sinisa. Galliani tace in maniera strategica: grazie al silenzio dice tutto senza dire niente. In realtà la situazione del tecnico è molto semplice, più di quello che sembri: conserverà la panchina solo in presenza di risultati o comunque fino a quando l'obiettivo terzo posto resterà alla portata. Viceversa, chi comanda gli mostrerà l'uscita di Milanello a prescindere dal domandone retorico: "Ma sarebbe davvero lui il principale responsabile in caso di mancata qualificazione alla Champions?". La risposta è no, ma è inutile ammorbarvi con le solite chiacchiere che lasciano il tempo che trovano. Molto meglio riportare l'indiscrezione lanciata dal direttore di Telelombardia Fabio Ravezzani e ricevuta da fonte certa e accreditata: il Milan subito dopo il ko con l'Inter al "Trofeo Berlusconi" avrebbe contattato Francesco Guidolin per guidare la squadra fino a fine stagione. Solo le famose tre vittorie consecutive hanno permesso al tecnico serbo di restare in sella, ma è bastato un pareggio per rimettere tutto in discussione. Capite bene che le fondamenta restano molto molto deboli e certo non agevolano il lavoro del mister in carica.
Se c'è una cosa che ci ha detto la "neonata" pausa per la nazionale - incredibile, una notizia - è che Pirlo potrebbe davvero tornare in Italia. Il "pizzino" di Conte parla chiaro: "Su Andrea deciderò a marzo, ma se tornasse in Italia sarei molto contento". Eravamo i primi a non crederci, ma dopo lo struggente addio estivo e le recenti scorribande in macchina per Ny diventano concrete le voci che vogliono il regista possibile obiettivo di gennaio per almeno due squadre italiane. La prima è l'Inter, che realizzerebbe un clamoroso "ritorno al futuro". Con i nerazzurri che volano a forza di 1-0 (chi osserva solo i pochi gol fatti e non parla di quelli non incassati, scusate, ma è in cattiva fede), parate di Handanovic e con un presidente disposto a "quasi" tutto pur di tornare in Champions, l'affare è assolutamente possibile, ma solo a condizione che Mancini dica "Yes". Lo farà? Difficile entrare nella sua testa: il tecnico che l'estate scorsa ha puntato tutto sul centrocampo "muscolare", dovrebbe sconfessare se stesso, ma in cambio potrebbe disporre di un grimaldello da utilizzare nei momenti strategici delle partite. L'alternativa si chiama Milan, club dei "ritorni a sorpresa" e in cui il giocatore troverebbe certamente più spazio: Berlusconi ci sta seriamente pensando.
Chi non sembra avere più ostacoli è Dybala. Dalla panchina o titolare, l'argentino segna che è un piacere e ogni volta sembra dare un po' più ragione a Max Allegri. A parte della tifoseria forse non andrà mai a genio l'atteggiamento prudente della Signora, che quest'anno parte col freno a mano tirato e va in svantaggio fin troppo spesso. Ma quello che conta è il risultato finale e i numeri raccontano di una Juve in ripresa, più "umana" rispetto al passato e assolutamente in corsa per i primi posti della classifica.
Lì dove volano Fiorentina, Roma e Napoli. I viola vanno che è un piacere e il progetto di Sousa è solido. Garcia perde Salah per un brutto fallo - che peccato, in un derby per pochi ma in fondo divertente - ringrazia per un rigore inesistente che lancia i giallorossi, ma soprattutto ha ritrovato un Gervinho d'altri tempi. Per finire il Napoli che continua a sognare con l'accento argentino dei piedi di Higuain. Il Pipita non segnava così dal 2010, quando al Real trovò un feeling quasi irripetibile con Pellegrini. Come andò a finire? Furono 27 i gol in 32 presenze. Se Sarri saprà continuare a coccolarsi il suo bomber, sarà difficilissimo stare dietro agli azzurri.
Ciao. Vi lascio con l'ennesima cazzata e poi giuro che metto da parte moto e motorette anche perché a malapena so accendere il "Ciao" della Piaggio, che tra l'altro non è più in produzione da 20 anni. È solo che tutta la faccenda mi ha realmente appassionato. Sarà che amo lo sport come le lasagne della mamma, sarà che ho avuto il raro privilegio di trasformare una passione nel mio lavoro, sarà che nonostante il mancato lieto fine "alla Moccia", a Valencia ho respirato tensione e gasolio, ho visto gente crederci e poi piangere, ho infilato nel cassetto dei ricordi i cori di 110mila persone innamorate di Valentino, un secondo dopo che il biscotto era stato sfornato. Insomma, mi sono emozionato come una tredicenne al concerto di Giastinbiber. Qui sotto e su ilsensodelgol.it la mia dedica a lei, una delle poche che non tradirà mai il Dottore.
Ciao. Rispondete, orcatroia. Si fa così: "Ciao M1". Poi dovreste continuare: "Brava M1, grande M1, ti vogliamo bene M1, quanto sei figa" e altri cento chili di salamelecchi. Dovreste leccarmi il culo e invece non ve ne frega niente. A nessuno frega niente di me. Del resto sono un ammasso di ferraglia e bulloni, super tecnologico ma senz'anima. Vale è l'unico che mi si fila, mi accarezza, mi olia ben bene, mi dice balle per tenermi buona tipo "Son tutti qui per te, hai sentito come ti acclamano?". Gli rispondo sempre "cazzo dici? Pensi che sia scema?". Lasciamo perdere, ci sono abituata: gli osanna a lui, il pieno di benza o il cambio gomme a me. Bella merda.
Comunque, non sono qui per pietire osanna, non me ne frega nulla. Volevo solo raccontarvi che tira una brutta aria. Vale è a terra, domenica ha fatto lo smargiasso e io ho gliel'ho spiegato: "Guarda che appena ti cala l'adrenalina sono cazzi, mi vai in depre". Cioè alla fine a me mi rinnovano, mi fanno il lifting ipertecnologico e sono sempre qui, lui invece è ormai un signore di mezza età. Ne ha 36 suonati e vuole fare il ragazzino, ma dovrebbe iniziare a pensare a certe cose fastidiose tipo l'esame della prostata, i figli, queste cose da umani.
Lo conosco bene Vale, un tempo faceva il maiale con un'altra giapponese, un troione; poi mi ha lasciato per un'italiana, una bella figa rossa. Dicevano "Che bello Rossi sulla rossa". Sì, stocazzo. Non ha funzionato. Quando se n'è andato gliel'ho detto: "Tanto poi sempre da me devi tornare". Mi ha chiesto scusa e il resto lo sapete.
E niente, volevo dirvi che nonostante tutto quello che è successo l'altroieri abbiamo scoperto che siamo più innamorati che mai. Ci avete visto? Eravamo ultimi, dietro di noi c'era solo un Garelli di quelli che svendeva Gigi Sabani in tv ("cosa volete, il saaaangue dalla Garelli??"). Abbiamo fatto i numeri, siamo arrivati quarti. Ci siamo divertiti e, delusione a parte, vi posso garantire che l'anno prossimo torneremo a scassare le palle a tutti 'sti ragazzini spagnoli.
L'ultima cosa che volevo dirvi - e poi, giuro, torno nei box - è la più importante: a Valencia ci siamo accorti di quanto possono essere stronze certe persone, ma noi (mi arrogo il diritto di poter rappresentare Vale, in fondo posa il suo culo - glorioso quanto volete ma sempre di culo si tratta - sulla mia schiena) ci rivolgiamo agli altri, tutti quelli che hanno dimostrato rispetto e con noi si sono comportati da signori, non ci hanno favorito ma nemmeno ostacolato, quelli che arrivano ventesimi o anche ventiduesimi oppure finiscono nella ghiaia. Oh, fa male finire nella ghiaia. A me è capitato sabato e Vale mi fa "Minchia che male". Gli ho detto "Sei proprio un vecchio". E lui: "Domani vinciamo". Gli ho risposto "lo so, vinciamo". E infatti dite quello che volete ma abbiamo vinto. Quarti partendo praticamente da Madrid, e vaffanculo se non abbiamo portato a casa il Mondiale, la gente ha applaudito più noi di tutti gli altri mangia-paella. Anzi, più lui, a me non mi si fila nessuno. Cioè, qualcuno su Twitter sì (@YamahaYellow46) ma solo per leccare il culo a Vale. Che vita di merda. Comunque l'anno prossimo ci proveremo ancora, potete contarci... (Twitter @FBiasin, @ilsensodelgol).
Ps. Vedo molti ragni. Troppi. Dormo.


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